Amerithrax: il terrore arriva per posta

Amerithrax: il terrore arriva per posta
Amerithrax

All’indomani dell’11 settembre delle lettere all’antrace arrivano ai media americani. A vent’anni di distanza il caso soprannominato “Amerithrax” è ancora irrisolto

Il 20 settembre 2001 il presidente americano George W. Bush pronuncia un discorso al Congresso, in cui condanna il regime talebano dell’Afghanistan. Lo incolpa duramente per l’attacco terroristico in cui sono morte migliaia di persone negli attentati di nove giorni prima. In particolare il presidente accusa Osama Bin Laden, leader indiscusso di al-Qaeda. Quello che stiamo per raccontarvi è il caso Amerithrax: le lettere che a pochi giorni dall’11 settembre terrorizzarono gli Stati Uniti.

Amerithrax
George W. Bush

Dopo le accuse rivolte a Bin Laden, Bush annuncia anche la creazione di una nuova entità governativa: l’Ufficio per la Sicurezza Interna. Questo gabinetto ha il compito di coordinare le risposte agli atti di terrorismo che minacciano il popolo statunitense. A capo di questa entità c’è l’ex governatore della Pennsylvania, Tom Ridge. Quello che Ridge non sa, è che ben presto avrebbe dovuto affrontare una prova senza precedenti: il più letale attacco con armi biologiche della storia americana, il quale sarà tristemente ricordato come Amerithrax.

Il primo caso Amerithrax

Il 30 settembre 2001 Robert Stevens, photo editor per il tabloid “The Sun”, che vive in Florida, torna a casa da un breve viaggio d’affari. Nelle settimane precedenti il suo giornale, famoso per i pettegolezzi e le notizie sensazionalistiche, ha pubblicato varie teorie del complotto sugli attentati e su Bin Laden.

Al suo ritorno Stevens non si sente bene. Ha sintomi simili all’influenza e pochi giorni dopo si fa visitare al JFK Medical Center di Atlantis. Ha trentanove di febbre, vomita e sembra in stato confusionale. I medici pensano da subito alla meningite, così fanno dei test per confermare la diagnosi.

Una scoperta inaspettata

Il 3 ottobre, con sorpresa, i medici scoprono che Stevens è affetto da antrace polmonare. E’ una rara malattia che dà sintomi simili all’influenza, ma a differenza della normale influenza non si trasmette da persona a persona. Immediatamente Stevens viene ricoverato in terapia intensiva. Questo sarà il primo caso dell’Amerithrax.

La forma inalatoria dell’antrace diagnosticatagli è forse la più difficile da trattare. Ha un tasso di mortalità di quasi il 90%. I sintomi si presentano quasi sempre quando l’infezione si è già diffusa ai polmoni e in tutta la cavità toracica. Una volta che le spore di antrace si depositano nei linfonodi e nei polmoni, iniziano a creare batteri i quali continuano a diffondere l’infezione.

La domanda che tutti si pongono è la stessa: come ha fatto Robert ad ammalarsi? I medici sono concordi nel fatto che abbia inalato direttamente spore di antrace, ma non riescono a capire come. Quello stesso 5 ottobre 2001, Robert Stevens muore. Il Center for Disease Control and Prevention, fa esaminare la casa della vittima e il posto di lavoro. Nel suo ufficio presso l’AMI (American Media Inc.) la tastiera del computer risulta contaminata proprio dalle spore di antrace.

Mentre si indaga sulla morte di Stevens, spunta un altro caso collegato con l’AMI. Si chiama Ernesto Blanco ed è impiegato nell’ufficio posta della sede di Boca Raton, in Florida. Il 1° ottobre Ernesto si reca all’ospedale vicino casa: anche lui con strani sintomi. Inizialmente gli diagnosticano una polmonite, ma dopo la morte di Stevens e la frequentazione dello stesso posto di lavoro, i medici cominciano a stabilire un collegamento tra i due casi, vittime di quella che diventerà l’Amerithrax. Difatti una volta praticato il tampone nasale, anche Blanco risulta positivo all’antrace.

Sospetti e teorie

In seguito a questi due casi, gli oltre trecento dipendenti dell’AMI devono sottoporsi al tampone nasale e a una terapia antibiotica di due settimane. Qualcuno riferisce che probabilmente il colpevole di questi contagi è un giovane sudanese il quale, dopo avere terminato il suo periodo di stage presso l’AMI, ha inviato un’email ai colleghi con la frase: “Vi ho lasciato un regalino”. Il giovane però risulterà del tutto estraneo ai fatti.

A questo punto si pensa che l’AMI sia stata presa di mira per una recente serie di articoli critici nei confronti di Bin Laden e del regime talebano. Agli investigatori viene riferito di una lettera anonima — gestita dall’ufficio posta in cui lavorava Blanco —, recapitata a Stevens. Il testo è stato descritto come: “una strana lettera d’amore per Jennifer Lopez”. La cosa preoccupante è che la lettera conteneva una sostanza polverosa e un ciondolo con la Stella di David.

Il 10 ottobre un terzo dipendente dell’AMI — sempre a Boca Raton, in Florida — risulta positivo alle spore di antrace. Non mostra alcun sintomo di infezione, ciononostante per evitare aggravamenti viene messo sotto terapia antibiotica.

L’FBI inizia a indagare

Inizia quindi un’indagine penale federale, che si concentra soprattutto su chi possa essere stato a introdurre l’antrace negli uffici dell’AMI. Secondo l’FBI non si tratterebbe di un caso isolato, bensì di una chiara determinazione a propagare la malattia. La notizia si diffonde rapidamente, dando origine a scherzi di cattivo gusto. Il 12 ottobre, ad esempio, una giornalista del New York Times riceve una lettera contenente una polvere bianca. L’intera redazione cede al panico. Si scopre però che si tratta di una polvere innocua.

È il 14 ottobre quando quattro dipendenti di un ufficio Microsoft mostrano sintomi simili a quelli dell’antrace. Anche loro hanno ricevuto una lettera sospetta, stavolta però arriva dalla Malesia. Dato che la rete terroristica di Bin Laden si estende anche in questo Paese, gli investigatori credono di aver scoperto un importante collegamento. Tuttavia gli esami clinici escludono l’infezione da antrace, confermando che i quattro uomini sono semplicemente affetti da influenza. Nel frattempo gli esami non escludono che il ceppo di antrace sia quello sviluppato negli anni ’50, allo scopo di creare vaccini veterinari. Non si capisce però come tre dipendenti di un tabloid con sede in Florida possano essere stati esposti a un ceppo per test di laboratorio.

Attacco ai media

Il 20 settembre anche la NBC News riceve una lettera con una sostanza bianca al suo interno, indirizzata a Tom Brokaw: conduttore di un telegiornale. La lettera, aperta da Erin O’Connor, assistente di Brokaw, viene messa via con l’altra posta. Pochi giorni dopo la donna nota una lesione vicino alla clavicola che inizialmente sembra una puntura di zanzara. In poco tempo però questa si trasforma in un’eruzione cutanea nera, grande parecchi centimetri. I sintomi peggiorano sempre di più. La O’Connor ha la febbre alta e viene ricoverata all’ospedale. La biopsia per lei conferma l’antrace cutaneo. Gli investigatori scoprono che addirittura la lettera è ancora custodita negli uffici della NBC, la quale è costretta a chiudere e a disinfettare radicalmente gli ambienti.

Rivendicazioni?

La lettera risultata positiva all’antrace, recita così:

“9-11-01 THIS IS NEXT TAKE PENACILIN NOW DEATH TO AMERICA DEATH TO ISRAEL ALLAH IS GREAT”

Amerithrax
La lettera indirizzata alla NBC

Il contenuto della missiva sembra indicare una connessione tra le lettere all’antrace e l’organizzazione terroristica, responsabile degli attacchi dell’11 settembre.

Aumenta il panico Amerithrax

Comincia a diffondersi il panico. Chiunque abbia, o crede di avere sintomi influenzali teme il peggio e corre in ospedale per farsi visitare. Le farmacie cominciano ad esaurire gli antibiotici specifici per l’antrace: in Florida si esaurisce la fornitura di due mesi in meno di due giorni. Il 13 ottobre altri cinque dipendenti dell’American Media a Boca Raton risultano positivi al test per le spore di antrace.

Questa notizia è allarmante, dal momento che due dei cinque infetti lavorano per il National Enquirer, in una sezione dell’AMI completamente diversa da quella dei primi tre contaminati. L’indomani altri tre dipendenti della NBC, che hanno toccato la lettera indirizzata a Tom Brokaw, risultano positivi. Prende sempre più piede il collegamento di matrice terroristica contro gli Stati Uniti.

Altre minacce

Il 15 ottobre una lettera arriva all’ufficio del leader della maggioranza al Senato, Tom Daschle. È stata spedita da Trenton, nel New Jersey, contiene una sottile polvere bianca e recita:

“9-11-01 YOU CAN NOT STOP US. WE HAVE THIS ANTHRAX. YOU DIE NOW. ARE YOU AFRAID? DEATH TO AMERICA. DEATH TO ISRAEL. ALLAH IS GREAT.”

Dopo questa ennesima minaccia, la consegna della posta in tutta Washington viene sospesa. Nel frattempo arriva una notizia allarmante da Palm Beach: Ernesto Blanco, il secondo portatore noto delle spore di antrace, viene ricoverato in terapia intensiva. Per fortuna riuscirà a guarire.

Il 16 ottobre a Washington DC, diversi uffici occupati da membri del personale del Congresso vengono chiusi in modo da poter iniziare un esame approfondito. Quasi otto piani dell’edificio del Senato vengono chiusi a tempo indeterminato.

Tossine pericolosissime nelle lettere Amerithrax

Si scopre che le spore di antrace arrivate il giorno prima al senatore Daschle sono incredibilmente pure, per cui estremamente potenti e letali. Viene descritto come “di alto livello, molto virulento e sofisticato”. Risulta essere stato testato in una struttura di ricerca medica dell’esercito a Fort Detrick, nel Maryland. Il senatore Daschle indice una conferenza stampa nella quale dice:

Chiaramente stanno cercando di uccidere qualcuno. È ovvio che è in corso uno sforzo orchestrato e che potrebbe colpire di nuovo. Quindi dobbiamo essere pronti per questo”.

Il giorno successivo, il 17 ottobre, viene annunciato che oltre trenta persone a Washington sono risultate positive all’esposizione all’antrace. A seguito di questa notizia la Camera dei Rappresentanti e il Senato decidono di chiudere i battenti per una completa ispezione del Campidoglio.

La ricompensa da 1 milione di dollari

Robert Mueller

Il direttore dell’FBI, Robert Mueller, annuncia che il suo ufficio ha stanziato una ricompensa di un milione di dollari per avere informazioni.

Intanto continuano ad arrivare lettere contenente la misteriosa polvere. Le analisi confermano come proveniente dallo stesso ceppo, utilizzato dai laboratori in tutta l’America per sviluppare vaccini e antibiotici efficaci.

Il 21 ottobre c’è una seconda vittima. Si tratta di Thomas Morris, un uomo che lavora in un ufficio postale a Brentwood. Malgrado il ricovero in ospedale l’uomo muore poche ore dopo. Il giorno dopo è la volta del quarantasettenne Joseph Curseen, anche lui impiegato postale.

Sia a New York sia in Florida i lavoratori delle Poste iniziano a chiedere la chiusura di edifici potenzialmente contaminati. Minacciano di citare in giudizio il servizio postale se queste richieste non verranno soddisfatte.

Amerithrax e 11 settembre, stessa matrice?

Intanto in Florida si conducono test approfonditi sui veicoli utilizzati dai dirottatori dell’11 settembre. Gli esami vengono compiuti anche nelle case in cui abitavano i terroristi, senza però trovare alcuna traccia di spore di antrace. Questo porta a sospettare che probabilmente gli attacchi non abbiano nulla a che fare con gli attentati.

Il 31 ottobre Kathy Nguyen, addetta ad un magazzino di New York, diventa la quarta vittima dell’antrace polmonare. A differenza degli altri, però, la donna non lavorava per le Poste né per una testata giornalistica; cosa che lascia perplessi. Negli stessi giorni muore anche Ottilie Lundgren, una vedova di 94 anni che viveva sola in una cittadina del Midwest.

Nessuna nuova scoperta

Il 2 novembre Robert Mueller è costretto a dichiarare che l’FBI non ha idea di chi ci sia dietro gli attacchi. Con un appello al pubblico cerca di ottenere delle risposte, ribadendo la ricompensa di 1 milione di dollari per qualsiasi informazione valida. Mueller annuncia inoltre che l’autore delle lettere all’antrace è un “lupo solitario” il quale non ha legami noti con nessun gruppo terroristico.

La teoria è che questo individuo abbia usato i dirottamenti dell’11 settembre come copertura per iniziare questa campagna di terrore. Le frasi “morte all’America” ​​e “lode ad Allah” — avrebbero fatto sicuramente effetto, depistando le indagini. Come prassi L’FBI stila un profilo psicologico preliminare per questo aggressore, il quale potrebbe non essere di madrelingua inglese. Tuttavia potrebbe avere un background scientifico e aver realizzato le spore di antrace in un laboratorio casalingo, spendendo non più di 2500 dollari.

Amerithrax: il problema è a Washington

Si riesce a stabilire che le contaminazioni a Washington dipendono tutte dalla famosa lettera inviata al senatore Daschle. La missiva era passata attraverso il Sorter n. 17 di Brentwood (macchina per lo smistamento della posta) che poi era stata pulita con aria compressa diffondendo così le spore di antrace in tutta la struttura. Due delle vittime difatti, Morris e Curseen, lavoravano nella stessa zona.

Le lettere continuano ad arrivare. È il 23 novembre quando un medico cileno ne riceve una con la polvere bianca. Il destinatario è un pediatra in un ospedale di Santiago. Non ha assolutamente nessun legame con la politica o con gli Stati Uniti. Il motivo del perché gli sia stata inviata rimane anch’esso un mistero. I morti causati dalle lettere all’antrace sono cinque: Robert Stevens, Thomas Morris, Joseph Curseen, Kathy Nguyen e Ottilie Lundgren.

Chi è il responsabile?

Quando la paura dell’antrace comincia a scomparire, molti continuano a domandarsi chi sia stato il responsabile di tutte quelle morti. Il 25 giugno 2002, i media riferiscono che l’FBI ha perquisito la casa del dottor Steven Hatfill: uno scienziato del laboratorio di difesa biologica del governo a Fort Detrick, nel Maryland. Questa struttura è l’unico laboratorio del Dipartimento della Difesa attrezzato per studiare virus altamente pericolosi al livello di biosicurezza 4. E’ il più alto come livello: include agenti infettivi come il vaiolo, la febbre di Lassa, l’Ebola e malattie simili.

Il dottor Hatfill

Il dottor Steven Hatfill era stato responsabile di un rapporto del 1999 che esplorava le possibilità di un attacco terroristico, proprio tramite posta all’antrace. Quando nel 2002 gli investigatori iniziano a indagare su di lui scoprono che poco prima dell’11 settembre Hatfill assunse la Ciprofloxacina, un antibiotico efficace contro l’antrace. In seguito viene dimostrato che il farmaco gli fu prescritto dal suo medico dopo un’infezione, ma i sospetti si addensano.

L’FBI inizia a perseguire il dottor Steven Hatfill con ogni risorsa a sua disposizione. Il suo nome trapela alla stampa, così Hatfill perde il nullaosta di sicurezza per lavorare a Fort Detrick. Il suo avvocato, Victor M. Glasberg, afferma:

“La vita di Steve è stata devastata da un tornado di allusioni, implicazioni e speculazioni. Abbiamo uno spaventoso attacco pubblico contro un individuo che, colpevole o no, non dovrebbe essere esposto a questo tipo di gogna basata su speculazioni”.

Un “lupo solitario”?

Nell’ottobre del 2002 Richard O. Spertzel, un microbiologo che aveva lavorato per una commissione speciale delle Nazioni Unite, dichiara:

“Secondo me, ci sono forse quattro o cinque persone in tutto il paese in grado di fare queste cose, e io sono uno di loro. E anche con un buon laboratorio e personale per aiutarlo a gestirlo, potrebbe volerci un anno per trovare un prodotto altrettanto buono “.

Questo sembra andare contro l’idea che l’antrace trovato nelle lettere sia stato prodotto da un “lupo solitario”, in un laboratorio amatoriale. Spertzel afferma anche che sarebbe necessario uno sforzo su larga scala per produrre antrace di una qualità così elevata. E’ molto probabile che chiunque lo abbia creato faccia parte di un’organizzazione ben collegata e probabilmente non agisce da solo.

L’FBI: nuovo sospetto per il caso Amerithrax

Nel 2005 l’attenzione dell’FBI si rivolge al dottor Bruce Ivins, uno scienziato che aveva condotto ricerche approfondite sulla legionella, sul colera e soprattutto sull’antrace. Pare che abbia problemi mentali ed emotivi e gli sia stato recentemente diagnosticato un disturbo paranoico di personalità.

Il dottor Ivins

E’ un esperto nel campo di questa malattia tanto da aver co-sviluppato due vaccini veterinari contro l’antrace. Quando cominciano ad arrivare le famose lettere, il dottor Ivins fa parte del team che aiuta l’FBI ad analizzare i campioni trovati.

Nel 2005 viene condotta una ricerca genetica sull’antrace trovato nella lettera indirizzata al senatore Daschle. La ricerca sembra collegare gli attacchi ad uno specifico flacone di antrace, scartato dal dottor Ivins e dai suoi collaboratori nel 1997. Il flacone, etichettato RMR-1029, è considerato all’origine della polvere inserita nelle lettere omicide del 2001.

Il 31 marzo 2005 il dottor Ivins viene interrogato dall’FBI, che a questo punto non è più tanto sicura della colpevolezza del dottor Hatfill. Secondo i file ottenuti dall’FBI il dottore Ivins era rimasto in laboratorio per diverse notti, proprio nel periodo delle lettere all’antrace. Per questo motivo diventa il principale sospettato dell’FBI. Oltretutto non può spiegare in modo convincente queste ultime notti in laboratorio agli investigatori che lo interrogano.

Indizi

Nel novembre del 2007 il dottor Ivins è nuovamente interrogato dai funzionari dell’FBI. Si scopre che al college fu rifiutato da una ragazza, appartenente alla confraternita nazionale dei Kappa Kappa Gamma. Nei decenni successivi Ivins avrebbe nutrito talmente tanto rancore contro quella donna e la confraternita che ammise di averne vandalizzato la sede. Inoltre modificò i contenuti sulla loro pagina Wikipedia, aggiungendo commenti denigratori sui membri e sulle loro pratiche.

In questa intervista con gli investigatori dell’FBI, il dottor Ivins ammise di aver inviato lettere e pacchi da località remote con nomi e pseudonimi. Disse di averlo fatto perché “amava tutti i tipi di comportamenti oscuri” ed era abbonato a riviste di bondage e simili. Alla fine di luglio il dottor Ivins viene trovato dalla moglie in preda a una overdose di medicinali unita all’alcool. Muore il 29 luglio 2008.

Amerithrax: indagine conclusa?

Il 6 agosto 2008 Jeffrey Taylor, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, indice una conferenza stampa. Annuncia che l’indagine riguardo l’Amerithrax è conclusa. Taylor afferma che il dottor Bruce Ivins è l’unico autore degli attacchi, definendolo:

“Un individuo problematico, che ha compiuto il peggior atto di bioterrorismo della storia degli Stati Uniti”.

La motivazione di tutto questo sarebbe che il dottor Ivins ha trascorso anni propagandando un efficace vaccino contro l’antrace, da lui sviluppato. Si presume che abbia orchestrato la campagna del terrore nel tentativo di raccogliere sostegno per la sua cura allo scopo di darle popolarità.

Sfortunatamente, quasi tutte le prove presentate da Taylor non sembrano essere conclusive. Gli esperti di bioterrorismo dichiarano pubblicamente che nulla in questa dichiarazione è la “pistola fumante”. Per questo motivo l’FBI deve rilasciare prove più schiaccianti nel rapporto ufficiale.

L’opinione degli scienziati

Il 15 febbraio 2011, quasi un decennio dopo i fatti, la National Academy of Sciences pubblica la sua revisione delle indagini dell’FBI. La NAS — una unione indipendente di scienziati —, ritiene che il dottor Bruce Ivins possa essere l’autore degli attacchi. L’indagine dell’FBI però è tutt’altro che conclusiva.

“Una revisione del lavoro scientifico del Federal Bureau of Investigation … conclude che il Bureau ha sopravvalutato la forza dell’analisi genetica collegando l’antrace spedito a una scorta tenuta da Bruce E. Ivins.”

Questo rapporto mette seri dubbi sulle affermazioni fatte dall’FBI. L’elemento di prova più definitivo (il legame tra l’antrace trovato nelle lettere e il flacone RMR-1029), può derivare da un lotto simile. Non necessariamente dallo stesso. Nonostante questa scoperta, l’FBI ribadisce che l’indagine è ufficialmente conclusa e il dottor Bruce Ivins è l’unico colpevole.

Conclusioni

L’indagine federale su Amerithrax, che è durata per oltre sei anni, ha condotto oltre 9.000 interviste e ha presentato oltre 6.000 citazioni in giudizio .Il costo per decontaminare le aree colpite ha superato il miliardo di dollari. Amerithrax è considerato uno dei più grandi casi di armi biologiche di tutti i tempi. In America, rimane il più letale.

Molti credono che Amerithrax sia stato un evento tanto profondo in America quanto la tragedia dell’11 settembre che l’ha preceduta. Ha portato a revisioni approfondite nelle procedure investigative, nei test biologici e in uno dei fondamenti della nazione: il processo di consegna della posta. Molti hanno paragonato il caso Amerithrax a quello di Unabomber, ma l’impatto complessivo sulle vite — e il costo — mette in ombra Ted Kazynsky.

È opinione comune in molti circoli politici che, senza gli attacchi all’antrace del 2001, il sostegno pubblico all’invasione dell’Iraq del 2003 non sarebbe stato così alto.

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