Antonio Pappalardo sgancia l’Operazione Tuono

Antonio Pappalardo sgancia l’Operazione Tuono

Fresco del provvedimento disciplinare che lo ha degradato da generale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Pappalardo torna alla carica con l’Operazione Tuono, ma è un flop colossale

Operazione Tuono Arrestiamoli tutti – Invito in Piazza San Giovanni a Roma da parte del Movimento Gilet Arancioni di Antonio Pappalardo

Fresco del provvedimento disciplinare che lo ha visto degradato da generale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Pappalardo torna alla carica con l’ambiziosa Operazione Tuono, sottotitolo “Arrestiamoli tutti”. Non chiamatelo più “generale”, chiamatelo Maestro, chiamatelo Presidente On. Pappalardo. Ci tiene ai suoi prestigiosi titoli, l’inarrestabile e istrionico ex militare dell’arma dei Carabinieri. Già capo dei Gilet Arancioni, ora è pure leader della delegazione Movimento Coalizione Etica, nato dalla fusione dei Gilet Arancioni con il Partito Valore Umano. L’ex generale è più determinato che mai a bissare l’azione del Dicembre 2017, ovvero arrestare Mattarella e spodestare il potere abusivo che si è insediato al Governo del nostro Paese. Peccato che la scarsa affluenza di pubblico abbia decretato il flop dell’ennesima folle, tragicomica, grottesca iniziativa di Antonio Pappalardo.

Tutti in Piazza San Giovanni

Antonio Pappalardo raduna accoliti col megafono
Antonio Pappalardo raduna accoliti col megafono

Il Pappalardo, nei numerosi video che hanno infestato i social annunciandone le gesta, convoca tutti per il 20 ottobre in Piazza San Giovanni a Roma. Si assisterà ad una vera svolta storica, diceva convinto. L’impavido ex generale richiamava in massa il suo popolo in piazza, la partecipazione doveva essere altissima. Con tanto di megafono, dal sedile del pullman in cui viaggiava, tra un colpo di tosse ed uno starnuto, l’ex generale sollecitava tutti all’adunata. S’è beccato il raffreddore, spiega:

Perché senza Green Pass sono stato costretto a cenare fuori. Non so se si tratti di un banale raffreddore oppure di Covid, che poi non è altro che una comune influenza. Mi sono curato col succo di limone, ed ora sto bene“.

A noi però, che lo seguiamo rapiti, non pare migliorato, lui tossisce tanto e tira di naso. Ma infondo che importa, ora lui è qui per il popolo, più forte e determinato che mai a salvare la Patria!

Antonio Pappalardo che reitera reati

L’ “Operazione Tuono” di Antonio Pappalardo è’ l’ennesima missione che prevede l’arresto del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e di tutti i ministri e parlamentari della nostra Repubblica. Ormai ci siamo abituati, non fa quasi più notizia. Le ragioni le ribadisce allo spasimo l’ex generale:

“Inutile attaccare Draghi per l’assurdo e liberticida obbligo del Green Pass. Inutile attaccarlo per l’assurda campagna vaccinare. Partiamo dalle basi, un palazzo non si costruisce mica dal tetto. Prima di tutto va mandato a casa l’intero Governo italiano, che è irregolare, è abusivo e non eletto. Vanno arrestati tutti!”

Ecco perché Pappalardo vuole radunare milioni di italiani in Piazza San Giovanni, per bissare la sfortunata operazione del dicembre 2017, quando tentò l’arresto del presidente Mattarella, ricavandone però solo una denuncia per vilipendio del Capo dello Stato. Reato che a quanto pare sta reiterando sotto gli occhi di tutti. Stavolta, nei suoi piani, l’immenso corteo di italiani esasperati dovrebbe riuscire a sfondare il Quirinale senza alcuna difficoltà. In un eccesso di ottimismo Pappalardo sogna ad occhi aperti, pregusta almeno 3 milioni di partecipanti all’Operazione Tuono.

Quant’è grave il “Vulnus Istituzionale”?

Con tono autoritario e deciso, il Presidente On. Pappalardo, spiega perché il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe abusivo, come sarebbero irregolari anche il presidente Draghi e tutti i parlamentari in solido. Perché, vi chiederete? Ma è ovvio, perché eletti da parlamentari non convalidati. Ciò a suo avviso rappresenterebbe un grave Vulnus Istituzionale” in quanto “eletti in violazione all’art. 66 della Costituzione della Repubblica italiana”. Formula che Pappalardo ripete più e più volte. Col piglio di un dottor azzecca garbugli, infatti, sciorina sublimi tecnicismi misti a latinismi, conscio del maggior carisma che tale lessico conferirà al cospetto dei suoi seguaci, ai quali intende ad ogni costo apparire colto e qualificato.

Antonio Pappalardo annuncia i dettagli dell'operazione Tuono
Antonio Pappalardo annuncia i dettagli dell’Operazione Tuono

A quanto sostiene il nostro novello costituzionalista, pare che Pappalardo abbia scorto, nelle procedure istituzionali, una grave violazione dell’articolo 66 della Costituzione. Ma noi l’articolo 66 della costituzione lo abbiamo letto. Recita testualmente: “Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità“. Stiamo ancora cercando di capire se Pappalardo ha scelto un articolo a caso, magari nella convinzione che nessuno dei suoi accoliti andrà mai a far le pulci alle sue asserzioni.

In questura per stilare il “Verbale d’arresto”

Il Movimento Gilet Arancioni annuncia che il Verbale d'arresto di Mattarella è stato accettato presso la questura di Roma
Il Movimento Gilet Arancioni annuncia che il Verbale d’arresto di Mattarella è stato accettato presso la questura di Roma

Nel giorno precedente l’Operazione Tuono, Antonio Pappalardo e la delegazione dei 4 del Movimento Coalizione Etica, si sarebbero recati alla Questura di Roma per far stilare il verbale d’arresto. Non possiamo che immaginare come il Questore abbia accolto la delegazione, dobbiamo fidarci del racconto di Pappalardo. L’ex militare riferisce delle solenni cerimonie di cui è stato oggetto. Nel riportare i fatti sottolinea, in tono autoreferenziale, il rispetto che incute ancora nelle forze dell’ordine. Questori e commissari infatti continuano, malgrado non lo sia più, a chiamarlo “generale”.

Il verbale, riferisce il Pappalardo, riassume cronologicamente tutte le azioni pregresse che portarono i Gilet Arancioni a tentare l’arresto di Mattarella già nel Dicembre del 2017. Fu colpa dell’inefficienza delle Procure e dell’ammobilità della magistratura tutta, se fecero fallire quell’azione assolutamente legittima. Pappalardo, laconico, non si spiega come mai fu l’unico ad essere perseguito per vilipendio al Capo dello Stato. Conseguenze penalmente rilevanti che lo hanno visto unico imputato, quasi un martire, un capro espiatorio! Si lamenta di essere rimasto solo, malgrado il verbale d’arresto fosse sottoscritto dall’intera segreteria politica del Partito promotore dell’azione. Ma lui lo ripete con orgoglio, andrà avanti a testa alta. Sprezzante del pericolo e delle conseguenze, affronterà qualsiasi ostacolo come un vero generale. Lo ribadisce, lui fa sul serio e “non fa pagliacciate!”.

Pappalardo elenca i capi d’accusa

Nel verbale sono elencati i pesanti capi d’accusa che pendono sulle teste di coloro, che a detta di Pappalardo, ricoprirebbero abusivamente le più alte cariche istituzionali della nostra Repubblica. Eccoli i reati: usurpazione del potere politico, alto tradimento, attentato contro la Costituzione, estorsione aggravata, strage, soppressione di cadavere, violenza privata. Pappalardo, dai social, pronuncia i capi d’accusa con tono solenne e severo, sventolando la copia del verbale a riprova che ciò che dice è scritto nero su bianco su un documento convalidato dalle autorità. Cosa avremmo dato per vedere le espressioni dei poliziotti messi al cospetto di tante e tali farneticazioni deliranti, tutte insieme ed in tale quantità? Dalla Questura si passa in Piazza San Giovanni, dove il rivoluzionario Pappalardo promette di cambiare il corso della storia. Grande sarà stata la sua delusione nel riuscire a contare con facilità il numero dei partecipanti. Poche decine, più curiosi che seguaci. Non è certo la folla che si aspettava.

Antonio Pappalardo sul palco: one man show

Secondo il programma diramato dall’ex generale, il verbale avrebbe dovuto essere consegnato al funzionario responsabile per l’ordine pubblico e da quel momento inviato alla Procura della Repubblica di Roma. Nell’arco di 48h avrebbe dovuto giungere nella pubblica piazza l’attesa convalida dell’arresto annunciato. Almeno così Pappalardo sperava, ma nulla si muove, tutto tace. Ed è questo silenzio, sottolinea l’ex carabiniere, la riprova che lui aveva ragione!

Le ore trascorrono, la piazza è quasi vuota. Pappalardo, dal palco, intrattiene come può il pubblico, che via via si disperde. E’ uno showman nato, e si vede. Sul palco si dilunga, improvvisa, intraprende discorsi autocelebrativi definendosi “il miglior Carabiniere che i Carabinieri abbiano mai annoverato“. Si dipinge con vanità “uomo di gran cultura, musicista, gran maestro“. In piazza, che ormai è quasi vuota, ci si chiede cosa si stia aspettando a sganciare questo benedetto Tuono. Ma non certo un tuono, l’operazione si sta rivelando più che altro uno starnuto.

Pappalardo s’indigna per la scarsa partecipazione ma invece di desistere lancia dal palco una nuova sfida. “Il popolo sovrano attende qui gli arrestati, noi non andiamo da nessuna parte” dirà a conclusione. Nessun corteo fino al Quirinale, quindi. Così anche Pappalardo lascia Piazza San Giovanni con le sue parole che aleggiano ancora nell’aria, non certo come una sconfitta, ma come una promessa!

Lo slittamento del processo

Gli impegni a Roma dell’ex generale Pappalardo non si esaurivano con l’Operazione Tuono. All’indomani della fallimentare operazione d’arresto, l’ex militare era atteso in Tribunale al processo a suo carico per vilipendio del Capo dello Stato, conseguenza del precedete tentativo d’arresto avvenuto nel Dicembre 2017. A quanto pare l’indisponibilità di un teste ha fatto slittare l’udienza al 28 Aprile 2022. Secondo Pappalardo e tutta la delegazione dei Gilet Arancioni accorsa in suo sostegno, questo è il chiaro segnale che non vogliono che il processo venga celebrato. Questa che per lui è una grave inadempienza, indica che la Giustizia italiana è inaffidabile, i giudici corrotti, le toghe asservite al potere. Mattarella così avrà tutto il tempo per defilarsi approfittando della fine imminente del suo mandato e rimanere impunito agli occhi del popolo sovrano!

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