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Gli “assaltambulanze”, l’ultima follia dei negazionisti

Gli “assaltambulanze”, l’ultima follia dei negazionisti

Sempre più frequentemente i negazionisti covid inseguono gli operatori del 118, tra aggressioni e insulti. Ecco chi sono gli assaltambulanze, la nuova tendenza del complottismo

Chiamarli negazionisti è scorretto, dicono alcuni. Chiamarli delinquenti è troppo eccessivo, dicono altri. Così, cercando di accontentare un po’ tutti e compiacere al mainstream, li chiameremo semplicemente assaltambulanze. È stato difficile scegliere un nome per queste persone, ma piuttosto che chiamare chi nega una pandemia e la conseguente strage un «misero negazionista che si comporta da delinquente», preferiamo usare questa parola coniata da noi. Suonerebbe meglio «untori di disagio». Oppure «portatori sani di violenza», ma non vogliamo dover sempre rimarcare l’idiozia umana di alcune persone e così ci limitiamo a chiamarli con questo appellativo.

Per chi non lo sapesse gli assaltambulanze sono negazionisti del covid i quali si prodigano ad inseguire — oppure a intervenire se sono nelle vicinanze —, e a scagliarsi contro gli operatori del 118. Credono di dare il loro contributo sociale, diffondendo la «verità» sul terribile complotto pianificato dai governi mondiali per indurci in «dittatura». Così assaltano le ambulanze in stile western, insultando il paziente trasportato e gli operatori sanitari con frasi del tipo: «sei un attore», «terroristi» o «bastardi, girate a vuoto». E pensare che solo a marzo i medici e gli infermieri erano eroi…

Poco importa chi è la persona soccorsa. Potrebbe essere un infartuato, un incidentato o un malato di covid in crisi respiratoria. A loro interessa solo aggredire, insultare e dimostrare — senza alcune prove —, che le ambulanze “girano a vuoto, con a bordo degli attori, per terrorizzare i cittadini”. Eh sì, siamo arrivati a questo punto purtroppo.

Ambulanze danneggiate a Terni

È il 28 ottobre, quando delle ambulanze vengono danneggiate. In questo caso non si sa se a rompere i vetri e divellere i tergicristalli dei mezzi di soccorso siano stati dei negazionisti. Poco importa: l’idiozia non è un club esclusivo, accetta tutti. Fatto sta che presso la sede dell’AmbuLaife, un’associazione di volontariato di Terni, delle ambulanze sono state danneggiate. Vedi articolo.

Assaltambulanze a Torre del Greco

Uno tra i primi casi succede a Torre del Greco. Siamo al 5 di novembre. Il protagonista dell’inseguimento diffonde un filmato, commentando con idiozie prive di senso l’operato dei sanitari. L’uomo non sa chi sia il paziente trasportato e per quale motivo si trovi sull’ambulanza.

A Milano

Sabato 14 novembre a Turro, un quartiere di Milano, una negazionista non appena i soccorritori salgono nell’appartamento per una chiamata questa inizia a inveire e a prendere a calci l’ambulanza. Urla frasi sconnesse, come: «terroristi, girate con le sirene spiegate per far paura alla gente» vedi articolo. Per fortuna la donna è stata fermata dalla polizia locale, dopo che l’autista del mezzo di soccorso ha chiamato la stazione più vicina. Oltretutto l’assaltambulanza ha rischiato anche il linciaggio da parte dei parenti del paziente.

A Torino

Siamo al 19 di novembre. Qui la vicenda è più elaborata, vedi articolo. Dopo che due negazionisti in auto vedono passare un’ambulanza si fiondano all’inseguimento, sino ad arrivare sotto casa di chi aveva chiamato i soccorsi. I due non solo insultano gli operatori del 118, con le solite frasi, ma addirittura si accaniscono anche contro il poveraccio sulla barella. Quest’ultimo, come tutti gli altri, poteva essersi rotto anche un femore. Che ne sapevano loro?

A Tempio Pausania e la risposta

assaltambulanze
Immagine presa da YouTG,NET

È il 22 novembre. Anche in questo caso l’assaltambulanze si lancia all’inseguimento del mezzo di soccorso, vedi articolo. Per essere osannata come un’eroina, la donna posta anche delle foto su Fb, sostenendo che l’ambulanza andava piano e non c’era nessuno a bordo. La risposta del responsabile di zona del 118 non si è fatta attendere:

Da responsabile della Base di Valledoria mi sento in dovere di rispondere al post di una signora che ritrae il nostro mezzo mentre proseguiva con un paziente verso il Pronto Soccorso di Tempio. Non entro nei dettagli dell’intervento e sul perché il mezzo proseguiva a bassa velocità, ma solo chi è del settore o un pò sveglio può sapere e capire il perché delle basse andature durante un’intervento.

Poi non mi sembra cosi difficile capire che nel vano sanitario ci sono due persone dinequipaggio più il paziente. Mi fa davvero strano arrivare al punto di dover “spiegare” cose così ovvie. Quello che più mi amareggia oltre al testo del post sono i commenti, che inneggiano alla falsità, al complottismo più ignorante atto a colpire un settore che sta lavorando a livelli pressoché assurdi in un periodo difficile come questo. Mi dispiace per i miei ragazzi che erano in servizio su quel mezzo. Mi dispiace anche per tutti gli altri equipaggi, dalle Basi alle India e alle Mike che “grazie” a persone come quelle del post vengono denigrate, screditate e trattati a pesci in faccia, stigmatizzando e facendo credere che le Ambulanze con i loro equipaggi abbiano il tempo, la voglia e le risorse di girare a vuoto con le sirene accese senza paziente a bordo.

Fantascienza. È un offesa per tutte quelle persone che lavorano nel Sistema di Urgenza/Emergenza con un carico assurdo, e per il sistema in se che lavora a ritmi allucinanti. Oltre al personale Ospedaliero e il resto che gira intorno per far si che tutto possa funzionare. Ormai Fb da voce a tutti, anche a persone così, che non credono a qualcosa che purtroppo esiste, c’è e fa male. Senza dimenticare che nell’emergenza non esiste solo il Covid. Mi sembra banale dirlo, ma le Ambulanze escono per Soccorrere chi ha necessità. RISPETTO per il paziente che in quel momento era sul mezzo. Non per fare il giro della Domenica ma perché sicuramente stava male e neanche lui si sarebbe voluto trovare su un Ambulanza di certo. Per persone come quelle del post mi viene solo una parola – VERGOGNA-

Risposta Facebook del responsabile 118 di Valledoria, Alessio Spano

C’eravamo illusi

C’eravamo illusi che «tutto sarebbe andato bene», visto il motto di marzo scritto sulle lenzuola appese sui balconi. C’eravamo anche illusi che il fanatismo di alcuni persone si sarebbe fermato agli insulti via web. Ma non è stato così. Purtroppo la mala informazione, quella più becera e infettata dalla malafede, ha contaminato centinaia di migliaia di persone (forse milioni). Ormai la situazione è sfuggita di mano e non c’è limite al peggio. Soprattutto quando chi non rispettano niente e nessuno ha diritto di scrittura sui social.

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