Attacco di una frangia novax al canale Telegram di Capitan Banana con video di bambini

Attacco di una frangia novax al canale Telegram di Capitan Banana con video di bambini

Video raccapriccianti in cui i protagonisti erano i bambini. Un attacco infame quello di una frangia novax che per vendetta posta i video sul canale Telegram di Capitan Banana. «I filmati hanno scioccato tutti gli iscritti, al limite della pedopornografia». Immediata la denuncia

Un attacco in piana regola quello avvenuto ieri da parte di un gruppo della peggior stirpe novax al canale Telegram di Capitan Banana. Alcuni filmati, al limite della pedopornografia, sono difatti stati pubblicati sul suo canale allo scopo di accusare lui e i suoi follower di pedofilia. La motivazione è semplice: Capitan Banana è un cacciatore di falsari, ovvero di quei ciarlatani che si professano imbonitori del web. Da sempre combatte in prima linea contro truffatori e santoni acchiappasoldi, tanto da meritarsi un articolo. Un atto infamante, quello di utilizzare come arma dei bambini in video. Uno schifo nelle schifo. Come se non bastasse l’armata insurrezionalista, che nelle sue fila annovera novax, nogreenpass, vv e tutti i “no” negazionisti da inizio pandemia, ha poi diffuso documenti privati di persone alcune reali, altre probabilmente inventate.

Capitan Banana, noto cacciatore di disinformatori

Immediata la risposta di Capitan Banana il quale, oltre ad aver fatto un video di risposta agli autori di questo schifo, ha provveduto a sporgere immediatamente denuncia. «Alcune donne — spiega C.B. — non sapendo il contenuto dei video li hanno aperti e si sono messe a piangere per la durezza delle immagini». Anche se quotidianamente in prima linea contro lo sporco più sporco, Capitan Banana appare sconvolto. Un atto simile dissolve la tolleranza e si trasforma in profonda rabbia non violenta.

Solidarietà dalla parte meno estremista dei novax

Dopotutto atti simili sono soventi su Telegram, da mesi diventato un rifugio peccatori per moltissimi guru pay per view. Il social nel tempo è diventato lo scannatoio più grande del pianeta. Malgrado ciò come in tutte le guerre, c’è sempre una parte buona. Una parte che ci fa comprendere che la vergogna, vergognandosi di se stessa, si toglie il cappello e chiede scusa. Così alcuni gruppi cospirazionisti di Telegram hanno dimostrato solidarietà all’attacco subito da Capitan Banana, prendendo le distanze da gruppi di criminali che si professano novax.

Uno tra tutti è Edoardo Dini, il quale non solo si dice schifato da quel gesto infamante, ma farà di tutto affinché gli autori di quei video vengano presi. Purtroppo nel variegato mondo negazionista-nomask-nogreenpass-e-nocovid non è difficile trovare del marcio. Chi ha compiuto un atto simile si delinea sempre in un identikit visto e rivisto. Molte volte deriso. Un bullismo maturo che trova conforto nei social, spesso fuggendo alle responsabilità della vita.

Figli del copia-incolla e avanguardiste con gli scarponi dal tacco a spillo. Entrambi riluttanti al buongusto e alla legge, come quella di non usare i bambini come arma per ferire. Frustrati per non riuscire a leggere le istruzioni di un mobile Ikea, vomitano sui social rancori di anni. Però bisogna ammetterlo: non sempre le cazzate le fanno i più giovani. Anzi, il più delle volte il disagio si manifesta in chi da ragazzino guardava l’Uomo Tigre bevendo Spuma. Quelli che schiacciavano le merendine ai compagni di classe, oggi rubano il posto auto al vicino toccandosi il petto orgogliosi.

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