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Bannon e il virus di Wuhan

Bannon e il virus di Wuhan

La virologa Li-Meng Yan ha affermato che il virus della SARS-Cov-2 sarebbe stato creato in un laboratorio a Wuhan. Ennesima fake

Tra domenica 13 e lunedì 14 settembre, su alcuni giornali del mondo è comparsa una notizia che ha fatto scalpore. Li-Meng Yan, una virologa cinese, ha affermato — prima in un talk show britannico, il Loose Woman, poi su altri giornali —, che il virus SARS-Cov-2 non sarebbe di origine naturale. Secondo la Li-Meng il virus sarebbe stato creato nell’arco di 6 mesi in un laboratorio a Wuhan.

Il virus di Wuhan, lo studio

Lo studio in pre-print (ovvero che non ha subito nessuna peer-review o revisione paritaria) è stato pubblicato sul sito Zenodo. Cioè un archivio generico del progetto OpenAIRE gestito dal Cern di Ginevra, dove chiunque può pubblicare le proprie ricerche.

Lo studio è intitolato: “Caratteristiche insolite del genoma del SARS-CoV-2 che suggeriscono una modifica sofisticata del laboratorio piuttosto che l’evoluzione naturale e delineazione del suo probabile percorso sintetico”.

Perplessità

bannon e il virus di wuhan

Leggendo lo studio ci salta all’occhio la “Rule of Law Society”: una società che non ha nulla a che vedere con le malattie infettive. È stata creata con il contributo di Stev Bannon, ex-consigliere di Donald Trump, il quale recentemente è stato indagato per frode da parte dell’FBI. La Rule of Law Society, tra l’altro, è stata fondata da Guo Wengui, fuggito dalla Cina nel 2014 per accuse di corruzione.

Alcuni virologi tuttavia si dicono perplessi, affermando che il documento fornisca false affermazioni su una serie di fatti di base. La dottoressa Angela Rasmussen, virologa della Columbia University — veterana nello studio del SARS-Cov-2 —, dichiara al giornale Daily Beast :

“Fondamentalmente, lo studio è tutto circostanziale e in parte del tutto fittizio”

Il documento ci porta ad affermare che i geni del coronavirus sono sospettosamente simili a quelli di un coronavirus di un pipistrello, scoperto nei laboratori militari cinesi. Un’affermazione che secondo la Rasmussen non sorprende perché i

“Coronavirus simili sono correlati alla SARS”

Gli autori dello studio hanno fatto un’affermazione simile su una parte della proteina spike del SARS-CoV-2, usata dal virus per entrare attraverso la membrana cellulare e infettare le cellule. Hanno scritto che è simile all’originale virus della SARS in un «modo sospetto». Questo, sempre secondo gli autori dello studio, suggerisce una manipolazione genetica.

“SARS-CoV, utilizza ACE2 come recettore cellulare, così come altri coronavirus di pipistrello simili alla SARS”

Rasmussen: «il documento ha travisato i fatti»

“Non è una cosa sospetta e si prevede che i domini di legame del recettore che leghino la stessa proteina sarebbero simili”

Rasmussen inoltre ha affermato che il documento ha travisato i fatti di base su un’altra parte delle proteine del coronavirus, ovvero i siti di scissione della furina. Gli autori dello studio in pre-print, affermano che il sito di scissione della furina del SARS-CoV-2 sia unico e che non si trovi in natura.

La dottoressa Rasmussen ribatte,

“i siti di scissione della furina si trovano naturalmente in molti altri beta-CoV, inclusi MERS-CoV e altri coronavirus di pipistrello simili alla SARS”

Anche Newsweek, non convinta dello studio, ha chiesto aiuto a 6 biologi. Questi esperti hanno affermato che lo studio in questione non fornisce nuove informazioni. Anzi sono addirittura infondate, sempre secondo le dichiarazioni dei biologi.

Perché sappiamo che il virus è di origine naturale?

Secondo Alex Berezow (phD in microbiologia), lo sappiamo grazie alla genetica. Nel mese di marzo venne pubblicato sulla rivista Nature Medicine uno studio, dove furono pubblicati tutti i dati della sequenza genomica del SARS-Cov-2. Una delle prove del fatto che il virus non sia stato prodotto in laboratorio, è proprio la proteina spike. Questa si lega al recettore umano ACE2, la quale risultata non ideale all’attacco proprio su quest’ultimo.

Nello studio pre-print, si parla di alcune sequenze “sospette”, ma parafrasando il rasoio di Guglielmo di Occam:

A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire

È possibile anche un’altra strada: ovvero la ricombinazione naturale con un altro coronavirus. Immaginatevi una cellula animale con la sua membrana e i suoi recettori. Un virus non può eseguire la mitosi cellulare, quindi per sopravvivere necessita dei ribosomi nelle cellule eucarioti e procarioti (batteri e i virus che li attaccano sì chiamano batteriofagi). Il virus riesce ad entrare perché la cellula lo scambia erroneamente per una proteina.

Una volta all’interno, il virus raggiunge i ribosomi e rilascia, in questo caso, il suo filamento di RNA. Mettiamo caso che nello stesso istante ci sia un altro coronavirus che infetta anche lui la stessa cellula, ignaro dell’esistenza dell’altro virus, e che entrambi i codici genetici si possano ricombinare ed essere «letti» dal ribosoma che li scambia per l’RNA messaggero proveniente dal nucleo.

Il virus che ne risulterà, avrà una sequenza genetica unica e se questa sequenza potrà permettergli la diffusione, subirà gli effetti della selezione naturale vedi art.

Concludendo

Prima di partire “alla bersagliera”, sostenendo che il virus della SARS-Cov-2 «è stato creato a Wuhan», dobbiamo aspettare ulteriori analisi da parte della comunità scientifica. Quindi è giusto rimanere agnostici. Anche se l’associazione no-profit è gestita da individui discutibili, questo non vuol dire che hanno torto, però è giusto avere dubbi costruttivi sulla loro credibilità.

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