Bufala degli immigrati contro la polizia

Bufala degli immigrati contro la polizia

Il video mostra dei manifestanti di colore protestare a Napoli, contro la Polizia. Ma cosa c’è di vero? Ecco come la bufala degli immigrati contro la Polizia italiana è diventata virale

Secondo il video — diffuso su Twitter da Radio Savana —, dei manifestanti si sarebbero ritrovati a Napoli per dare dei sonori “fuck the police!” alla nostra Polizia. Il motivo sarebbe ignoto. Nemmeno l’articolo pubblicato su un blog (non postiamo il link per non dare visibilità n.d.r) da chiarimenti in merito. L’importante è aizzare una parte del Paese, facendolo sentire indignato. Un door to door virtuale, in cui il venditore di propaganda invece di suonare il campanello sfonda la porta a calci. Ecco: la bufala degli immigrati contro la Polizia a Napoli è stata confezionata, ora basta pubblicarla.

Il video che ha aizzato le proteste

“Sano” razzismo

Un metodo antico, ma sempre attuale. Parlare di razzismo, soprattutto in questi giorni, è florido e porta follower «aggratis», abilmente ammaestrati dall’odio e dalla mala informazione. Una staffetta tra chi genera la fake e chi la riceve, condividendole senza porsi tanti interrogativi. Dopotutto sono «negri», e già questo basta per renderli colpevoli in «casa nostra». I commenti, grazie a questo livore gratuito, non si sono sprecati, e così chiunque ha potuto dire la sua. E pensare che questi tipi di persone sono le stesse che sostengono che siamo un Paese in dittatura.

bufala degli immigrati contro la polizia
Si legge chiaramente che non era una manifestazione contro la “nostra” Polizia

Perché manifestavano?

In realtà non ce l’avevano con la Polizia di Stato. Manifestavano contro la polizia americana, davanti al consolato USA di Napoli, per l’uccisione di George Floyd. Non hanno mai urlato “fanculo polizia”, bensì “fuck the police!”, affinché il messaggio arrivasse chiaro. Non era una protesta mirata contro le nostre istituzioni. Come si vede dalla foto qui sopra, sui cartelloni si cita “tutti contro il razzismo” e accanto c’è la foto di George Floyd — un «attore» secondo alcuni complottisti (vedi bufala) pagato da non si sa chi, solo per innescare la ribellione anti Trump —. Gridare attraverso il monitor il proprio sdegno, appositamente per creare astio e razzismo tira fuori il peggio delle persone. La bufala degli immigrati contro la Polizia ne è un esempio.

L’articolo fatto sul blog non appositamente menzionato
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