Come vive un complottista

Come vive un complottista

Quali sono le maggiori teorie del complotto nel nostro Paese, ma soprattutto come vive un complottista? Un viaggio allucinante tra Nocovid, sostenitori QAnon, Novax e No5G

Alcuni lettori ci hanno chiesto di stilare un elenco completo di tutti i complotti, al fine di avere una visione più ampia del mondo complottista. Tuttavia, rischiando di dimenticarne qualcuno e fornire al lettore un pessimo servizio, abbiamo deciso di citare solo quelli più in voga al momento. Però ci siamo spinti oltre, spiegando per quanto sia possibile come vive un complottista, in modo da fornire un’idea generale del disagio di quest’epoca. Ideali, fanatismi e contraddizioni di questo mondo emerso grazie ai social, per molti versi ormai fuori controllo.

Negazionisti covid

Roma, negazionisti Covid

Chi di noi, almeno una sola volta, non ha letto qualche delirante commento riguardo l’esistenza del Covid e i “finti” morti della pandemia? Chi di noi non si è incazzato almeno una volta nel sentire idiozie del tipo: «Il coronavirus è stato inventato per ridurre la popolazione mondiale — oppure — Non ci sono morti a causa del covid, è tutta un’invenzione per tenerci agli arresti domiciliari». Purtroppo, come detto in molti precedenti articoli: la mamma dei cretini è sempre incinta. Così ti ritrovi chi nega le morti oppure chi insegue un’ambulanza per dimostrare che è tutto un bluff, insultando operatori sanitari e paziente.

Miseri individui in grado di negare migliaia di morti vanificano il lavoro degli operatori sanitari, sputando virtualmente in faccia ai familiari delle vittime. Su molti gruppi Facebook, nati appositamente come ricovero del disagio, i commenti non si sprecano. Insieme alla negazione della pandemia augurano la morte, insultano e minacciano chiunque non sia allineato con la loro delirante convinzione — malati Covid compresi. La loro è una battaglia per fare emergere una verità scomoda occultata dal Governo e in pochi, se non loro, hanno il coraggio di lottare. Per cui non importa chi sarà la vittima, dal momento che la cruda verità (non si sa quale) dovrà emergere a tutti i costi.

L’importante è che il bersaglio designato affermi l’esistenza del virus e che rammenti l’uso della mascherina e il distanziamento sociale. Il negazionista Covid nasce prima come portatore sano di odio, poi diventa nomask, infine a forza di negare qualsiasi cosa viene insignito del titolo di «negazionista». Alcuni ritengono sia fuori luogo questo sostantivo, attribuibile solo a chi nega la shoah, però come si potrebbe chiamare una persona che nega quasi 88mila morti? I Paesi anglosassoni però hanno coniato un nome che rende perfettamente l’idea, così li chiamano semplicemente: «Covidiot». In Italia tuttavia i nostri negazionisti sono convinti che questa parola sia indirizzata a chi crede nell’esistenza del covid. Che fessi!

Come vive un complottista NoCovid

L’habitat ideale del negazionista sono i gruppi Facebook. Da qui può istigare all’odio e alla violenza, con atteggiamenti ostili verso chiunque non la pensi come lui. Incita alla rivolta, spesso armata — come si può ad esempio vedere nel video dell’ing Carlo Negri il quale simula, con pistola (finta?) in pugno, come ci si dovrebbe comportare con chi propone il vaccino. Per natura il NoCovid cita statistiche prese su siti «non servi del regime», diffondendo notizie false e pericolose, il più delle volte dette per ignoranza, molte altre volte invece in malafede.

Crede che la castagna in tasca non faccia prendere il raffreddore, tuttavia si reputa esperto virologo, medico e infettivologo. A lui non la si fa! Parla di RNA, DNA, eucarioti e pericapside senza avere mai aperto un libro, nemmeno il catalogo dell’Ikea. Però parla, commenta e critica il lavoro di chi la schiena se l’è rotta davvero tra studi e lavoro di laboratorio. Tutto questo però al negazionista anti Covid non importa, lui è meglio, e così da dietro il monitor tiene conferenze scientifiche con documenti senza autore e privi di scientificità. Per lui lo scopo è informare in maniera non tradizionale, come fanno i giornalisti prezzolati, bensì diffonde la “verità” sui social al grido digrignante di: «Io so’ io e voi non siete un cazzo!»

Novax

come vive un complottista
Torino, espressione del pensiero Novax

Qui la storia si fa più complessa, dal momento che questo complotto — o forse è meglio chiamarlo bias cognitivo — è uno tra i più longevi. Difatti gli antivaccinisti vedono la luce nel finire del XVIII secolo quando Edward Jenner, padre dell’immunizzazione, scopre il vaccino per il vaiolo. Da allora i primi Novax della storia furono contrari alla somministrazione vaccinale per due ragioni. La prima per una questione morale, poiché la vaccinazione implicava l’inserimento nel corpo umano di sostanze animali.

La seconda contrarietà era dovuta dalla questione religiosa, ovvero quelle persone che nel vaccino vedevano la rappresentazione del male. Questi difatti erano convinti che sarebbero andati contro la legge della natura, quindi contro la religione. Da allora però di tempo n’è passato, anche parecchio. Le testimonianze che i vaccini hanno salvato milioni di vite è palese. Eppure anche se ai giorni nostri l’informazione è fruibile a tutti, sono tante le persone che non si informano sui risultati delle vaccinazioni e sui progressi della scienza la quale ha debellato tantissime malattie, dando aspettative di vita migliori.

Questo però ai Novax non interessa. Loro vogliono saperne molto di più, studiare il vaccino senza averne competenze in merito, infine farsi consigliare dall’amico di chat. Si dicono contrari a qualsiasi tipo di vaccino, solo per il passaparola. Reperiscono informazioni tacconate, avute dal postino del fratello del portinaio di un noto medico — spesso primario — senza nome e senza indirizzo, il quale afferma che al figlio di alcuni suoi pazienti il vaccino avrebbe fatto venire l’autismo.

Andrew Wakefild: guru e imbroglione dei Novax

Londra, Andrew Wakefild

A riportare in voga questo sentimento di «ribellione sanitario» ai giorni nostri è stato il gastroenterologo inglese (ora radiato dall’albo) Andrew Wakefild. Nel 1998, insieme a 12 colleghi, pubblica sul Lancet — una tra le riviste mediche più prestigiose al mondo — uno studio nel quale segnala un possibile legame tra autismo, rosolia e vaccino trivalente per morbillo. Wakefild prova sin da subito avversione per il trivalente, tant’è che nel 1993 pubblica un articolo in cui accusa il vaccino del morbillo di procurare il morbo di Crohn. Tuttavia pur dimostrando che Wakefild ha inventato una truffa medica, per scopi prettamente speculativi, un nutrito gruppo di persone incredibilmente inizia a credergli e le vaccinazioni in Inghilterra crollarono.

Alla fine si scopre che Wakefield era stato pagato per alterare i risultati della ricerca, sostenendo alcune cause giudiziari intentate nei confronti delle case farmaceutiche produttrici di vaccini. A questo punto crea una base scientifica di sostegno a quelle cause, prendendo soldi dall’accusa. Non solo. Si scopre anche che Wakefild ha brevettato dei vaccini allo scopo di sostituire il preparato trivalente che, secondo lui, era la causa dell’autismo. Succede sempre che si crede al primo ciarlatano, senza prove e spesso senza competenze, mentre il luminare con statistiche alla mano viene deriso ed etichettato come: «Prezzolato, servo di Bigpharma».

Come vive un complottista Novax

Va da se che eviti qualsiasi tipo di vaccino, tuttavia se deve recarsi in Paesi esotici per le vacanze o per lavoro si vaccina contro la febbre gialla, il colera e l’epatite A. Il complottista Novax, come il suo collega negazionista, vive per contraddire la scienza. È estremamente aggressivo e pure lui è “preparato” in materia scientifica: si presenta con tabulati alla mano che non confermano nulla. Il confronto lo stimola. Predilige il branco al fine di poter anche lui addentare un brandello di carne da una facile preda.

Il suo ambiente naturale sono le piazze, tra megafoni, insulti e fischietti. Generalmente non ricorda — o fa finta di non ricordare — che anche lui è stato vaccinato e probabilmente se ha le forze di protestare con tanto accanimento è proprio grazie al trivalente. Citando Burioni non è un concetto difficile da capire che se hai una macchina ma non hai i freni, poiché non le vendono senza, puoi anche essere un eccellente guidatore ma andrai a stamparti contro un muro.

Il complotto QAnon

come vive un complottista
Washington D.C. Capitol Hill, manifestanti QAnon pro Trump

Questo complotto, rispetto i precedenti, è politico. Nasce negli ambienti dell’estrema destra statunitense. Stando a quanto affermano i sostenitori di questo complotto ci sarebbe uno Stato nello Stato, chiamato deep State. Questo potere occulto agirebbe contro Trump il quale, secondo i “Q“, sarebbe un paladino in grado di contrastare e scardinare il Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Difatti i “Q” sono convinti che gli appartenenti ai poteri forti, ben ramificati e spietati — di cui farebbero parte molti democratici e vip —, praticherebbero la pedofilia e il satanismo.

Non solo. I complottisti QAnon sostengono anche che all’interno dei dumb (deep underground military bases), ovvero delle basi militari sotterranee nate nei primi anni ’60 in un clima di piena Guerra Fredda, ci siano templi e laboratori. In questi luoghi sotterranei i bambini verrebbero abusati e infine verrebbe tolto loro l’adrenocromo che — secondo il complotto — sarebbe la «droga dei vip». Oltre a questo scopo i dumb servirebbero anche come ritrovo per tutti i satanisti influenti del pianeta, ovviamente democratici.

Il complottista QAnon crede anche che in questi dumb i laboratori vengano utilizzati per esperimenti su alieni. È superfluo dire che questo progetto segretissimo sarebbe riservato a pochi eletti, proprio per la sua riservatezza, eppure i complottisti QAnon ne sono a conoscenza tanto da sapere ogni cosa. Per chi non lo sapesse ancora, il deep State sarebbe composto dalla cabala all’interno della quale non potevano di certo mancare gli ebrei padroni del mondo, i satanisti anti Trump, i pedofili più abbienti, politici dem e i vip.

Come vive un complottista qanista

In questo caso il qanista è prettamente di destra, nutre sentimenti ultranazionalistici ed è razzista nei confronti degli afroamericani. Molti di loro sono affiliati a gruppi paramilitari armati sino ai denti, estremi difensori di Trump, poco propensi al dialogo: un esempio è l’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Vivono con la speranza di un rinnovamento mondiale il quale, grazie a Trump, coinvolgerà tutto il mondo. Il “Q” per logica è un fervido protestante, al motto: «God, family and country». Molti sono facilmente riconoscibili dai gadget che indossano come bretelle, spillette, cappellini da Baseball o cravatte inneggianti “QAnon”.

Molti complottisti nostrani, manco a dirlo, appoggiano i loro colleghi oltreoceano e si reputano convinti trumpisti. Pur non conoscendo con quali procedure si elegge il presidente della (nostra) Repubblica, parlano di geopolitica, intrighi internazionali e future mosse strategiche medio-orientali. L’habitat ideale del “Q” sono rigorosamente Twitter e Facebook, in cui diffonde miriadi di post deliranti sul futuro ritorno di Trump alla Casa Bianca e di una imminente “Tempesta”. Se molti di loro non fossero pericolosi, dal momento che fomentano alla rivolta, farebbero tenerezza. La stessa indulgenza che si prova con lo scemo del villaggio.

No5G

come vive un complottista

Senza dubbio sono i più ridicoli di tutti per le loro ferme convinzioni, convinti che le antenne 5G servano ad azionare dei microchip iniettati con i vaccini, al fine di controllarci. Questo più che un complotto è una patologia, tuttavia anche in questo caso si sono verificati casi spiacevoli di reati compiuti contro il patrimonio. Persino loro sono pronti a salvare l’umanità, con azioni pericolose compiute affinché «il losco piano governativo non prenda atto». Tra questi vanno ricordati alcuni episodi in cui attivisti No5G hanno dato fuoco a delle antenne per evitare di essere irradiati. Altri invece credono che le onde irraggiate dai ripetitori servano per cuocerci il cervello, controllandoci. In molti però — inclusi noi — si chiedono quale sarebbe il motivo di questo controllo.

Come vive un complottista No5G

Inutile dire che in questo caso il complottista No5G vive con paranoie e manie di persecuzione. Come diceva Hunter S. Thompson:

Non esiste una cosa come la paranoia. I suoi peggiori timori diventano realtà in qualsiasi momento

Oltretutto il No5G è tendenzialmente poco avvezzo della tecnologia, però è attivo su Facebook; come se questo funzionasse a carbone e non tramite linee e onde. Il suo pezzo forte sono le mozioni, petizioni e raccolta firme, tant’è che in alcuni Comuni sono riusciti a rallentare l’attivazione delle antenne. Lo fa per evitare di essere controllato da poteri occulti, talmente oscuri che nemmeno lui sa chi siano queste lobby dei potenti. Molti No5G non sanno dove mettere una “h” in un post, però parlano di radiofrequenza, onde elettromagnetiche e radioonde, autodefinendosi degli studiosi della quantica applicata: una supercazzola, però questa a bassa frequenza.

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Una risposta a “Come vive un complottista”

  1. Voi siete l ignoranti, i digiuni sull argomenti che non hanno atudibin mano sull argomento ma che volete fare notizia, visualizzazioni e fanno un copia e incolla del solito trafiletto che puoi trovare ovunque su questo argomento.
    Riportate errori su errori, indirizzando anche male chi vorrebbe intraprendere questa area di pensiero, quindi notizie false su false, che ridere.
    E voi sareste giornalisti…..ecco qui.
    Finisco dicendo che il modo è vario per fortuna, esistono i covidioti, gli idioti e chi pensa che lui non è idiota.
    Grazie cmq per il vostro impegno.
    Saluti

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