Weltanschauung Italia, il complottismo nero

Weltanschauung Italia, il complottismo nero

Weltanschauung Italia, il complottismo nero contro i fact checkers: «Fate attenzione a quello che scrivete, la pazienza ha un limite»

Diciamola tutta: ad alcuni simpatizzanti di destra certe etichette sono sempre andate strette. Dalla “Giovane Europa” di Thiriart alla “Lotta di Popolo” di Teodoro Buontempo, sino al più celebre Ordine Nuovo di Franco Freda. Dopotutto la strategia del camaleonte è una tecnica adottata dalle destre neofasciste sin dai primi anni Sessanta. L’obiettivo era abbastanza esplicito quanto ardito: voler rinnovare — nel linguaggio e nell’estetica —l’ideologia e la prassi neofascista mescolando i temi cari alle aree politiche nazionaliste alle istanze della sinistra rivoluzionaria. Ed è grazie a queste identità nazionaliste che nasce il complottismo nero.

complottismo nero

Nel recente passato, in continuità con i dettami dell’esperienza “nazional-comunitarista” e seppur con vistose differenze si ricorda il progetto Eurasia, dell’editore “nero” Claudio Mutti. Oltre a questa, la breve quanto fallimentare parentesi di Stato e Potenza e altri gruppetti minoritari. Una galassia che comprende nazimaoisti, sansepolcristi, sovranisti, antiglobalisti, antisemiti travestiti da antisionisti, pseudo-dissidenti anti sistema.

Complottismo nero

Il vero salto di qualità nel superamento di ogni steccato ideologico, perlomeno in termini mediatici, va indubbiamente attribuito ai cosiddetti «fascisti del terzo millennio» di Casapound. Grazie a una spregiudicata operazione di marketing politico, nel tentativo di creare una zona grigia con settori malpensanti di sinistra, gli squadristi al seguito di Di Stefano e Iannone si sono resi protagonisti di iniziative con “intellettuali marxisti” come Diego Fusaro alla festa nazionale di Casa Pound. Oppure con Giulietto Chiesa con Dugin, sempre a Casa Pound.

Approfondimenti sulla figura di Che Guevara ed elogi a leader di sinistra come Hugo Chavez. In questa operazione di maquillage viene ben collocato “Il Primato Nazionale”: progetto editoriale riconducibile a Casapound Italia. Nonostante i goffi tentativi di mantenere l’autodefinito “quotidiano sovranista” scollegato formalmente da CPI, il dominio del sito è registrato a nome di Simone Di Stefano (già turbolento leader del movimento neofascista romano) edito da Francesco Polacchi, anch’esso controverso editore, già responsabile della sezione giovanile di Casapound “Blocco Studentesco”, noto alle cronache per numerosi episodi di violenza.

Le firme prestigiose

La direzione de “Il Primato Nazionale” è di Adriano Scianca, già responsabile Cultura di Casapound. La sede del giornale risulta a Roma, in via Pantaleone 33, già sede dello store del marchio Pivert di proprietà dello stesso Polacchi. L’IP location del provider invece risulta locato in Germania. Ed è proprio in Germania che risiede il caporedattore, Valerio Benedetti, già “ideologo” di Casapound, legato a doppio filo con l’ex terrorista nero Gabriele Adinolfi. Oltre ad una serie di firme prestigiose, quali ad esempio quella di Vittorio Sgarbi e Alessandro Meluzzi, tra i collaboratori de “Il Primato Nazionale” troviamo anche i redattori di Weltanschauung Italia: un progetto web che si propone di «Contro-narrare il tempo presente distorto dai media dell’era post-moderna».

complottismo nero

A tutela di un maniacale anonimato, il sito ha cambiato IP dell’admin ben 63 volte in 16 anni e migrato server 22 volte in 18 anni. Degli amministratori della pagina facebook sappiamo che uno è molto probabilmente ghiotto di paella e sangria (olé). Benché, a parole, rifiutino l’etichetta di “estrema destra” e ogni diretta affiliazione partitica, dichiarano di avere «convergenza di istanze e comune humus culturale» con la redazione dell’organo del movimento neofascista.

Weltanschauung Italia

Con lo stesso giornale, i Weltanschauung Italia condividono sicuramente la retorica anti immigrazionista. Il tutto condito con le varie strumentalizzazioni tipiche dei: «Non sono razzista ma…». Oppure quella dei soliti complottismo nero che vede protagonista della “sostituzione etnica” gli immancabili Soros e Kalergi. Su Weltanschauung Italia trovano spazio raffinatissimi intellettuali secondo i quali «il fascismo ha fatto anche cose buone».

Estimatori di Julius Evola, Ezra Pound , pronti a immolarsi nella battaglia in difesa della libertà di espressione per i camerati, sempre portatori di una mai celata antipatia per gli antifascisti e la resistenza, citando addirittura Mircea Eliade, simpatizzante della Guardia di Ferro. Tra le “fonti” di Weltanschauung Italia compare spesso il fotografo romano Giorgio Bianchi. Personaggio discusso del complottismo made in Italy, capace di un umorismo dai tratti velatamente razzisti.

Il complottismo nero contro i fact checkers

Sulla pagina facebook di Weltanschauung Italia non mancano riletture parziali sulle controverse vicende degli anni di piombo. Oltre a questo lodano le politiche omofobe e retrive dei sovranisti alla Orban. Durante l’anno pandemico si sono gettati a capofitto nel magma no brain. Tra i vari post novirus, nolockdown, novax, e ogni genere di supercazzola pseudofilosofica volta a divulgare la solita narrazione antidittatura — circostanza curiosa per chi ritiene che il fascismo abbia fatto anche cose buone —, non perdono occasione per ridicolizzare il personale sanitario. Come se non bastasse instillano dubbi pretestuosi sul numero di malati e deceduti. 

Per loro i fact checkers sono colpevoli di attribuire loro tendenze e simpatie neofasciste, le quali sfociano in un complottismo nero. Da quanto abbiamo appurato quelli di Weltanschauung Italia sono alquanto permalosi e lo fanno notare con quel genere di avvertimenti che, a pensar male, ricordano tanto gli avvertimenti di quel lontano aprile del 1925. 

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