Crea sito

Complottismo 2.0: l’analfabetismo funzionale dell’odio

Complottismo 2.0: l’analfabetismo funzionale dell’odio

Ci siamo chiesti come vive un complottista, in cosa non crede e di cosa ha maggiormente paura. Una panoramica sul complottismo tra invidia sociale, analfabetismo funzionale e odio

Descrivere in poche righe il complottismo e l’odio che ne consegue non è semplice, ma ci proveremo. Innanzitutto ci teniamo a chiarire che le cospirazioni esistono, sono esistite e sempre esisteranno. Dagli intrighi di palazzo al tempo di Luigi XIII, con la Cospirazione di Chalais, sino ad arrivare a macchinazioni complesse come la morte di Enrico Mattei. Per comprendere questi complotti però è necessario studiare. Bisogna approfondire gli aspetti principali che danno vita a una cospirazione, cioè la politica e la finanza (in alcuni casi la religione) e forse inizieremo a capirci qualcosa. Il complotto è così: segreto e subdolo. Per architettarne uno perfetto servono tre persone: il mandante, l’esecutore e la vittima. Da tradizione però quasi sempre il primo si disfa del secondo e così ne rimarrà solo uno a custodire il misfatto.

Cospirazionismo e complottismo fai da te

Il complottismo fai da te — quello per menti con limitatore di intelletto — è volgare, alimenta odio, ma soprattutto è libero a chiunque. Il più delle volte i complotti con maggior successo sono inattuabili principalmente per due motivi: scienza o logica. A sostenere queste idiozie sono persone ignare delle più elementari regole basilari della scienza, di come funzionano i decreti, quali sono le regole sociali e le dinamiche politiche.

La cospirazione vera e propria, al contrario, va indagata, analizzata a fondo e seguita passo a passo. Per essere chiamata tale bisogna fornire prove, testimonianze e documenti che ne attestino la reale esistenza. Va anche detto che sia il giornalista sia il debunker si avvalgono comunque delle competenze di esperti in virtù della materia che si sta indagando, al fine di fornire al lettore una corretta analisi dei fatti.

Il complottismo fai da te, invece, diffonde bufale già esistenti. Sovente sono vecchie, inventata da chissà chi, diffuse con l’assoluta convinzione che siano vere. Non importa quale complotto sia, basta che provenga dal gruppo Facebook in cui si è iscritti o dal canale YouTube dell’idolo richiedente denaro. Dopotutto perché accertarsi se la notizia è fondata oppure no? Questo procedimento richiede fatica e tempo, per cui credere è meglio che ricercare. Così poco dopo la bufala viaggerà da bacheca a bacheca, alimentando la disinformazione: pericoloso mezzo per spargere astio e falsità.

Per chi volesse avere maggiori chiarimenti sugli aspetti psicologici del complottismo e di come agisce nella mente di chi ci crede, qui trovate un interessante articolo del dott. Armando De Vincentiis: divulgatore scientifico, debunker e psicologo.

Come vive un complottista

Per logica il complottista non vive, ma sopravvive. Trascorre la sua esistenza informativa principalmente su YouTube: dopotutto ascoltare e meno faticoso di leggere. Quando si approccia su Google lo fa in maniera elementare, cercando risposte senza prima essersi fatto delle domande razionali. Le sue fonti sono “qualsiasi”, basta che siano scritte su internet. Non c’è il grigio nella tavolozza di chi vede sotterfugi ovunque, ma il nero. La maggior parte del complottismo esterna odio, che inevitabilmente si trasforma prima in gelosia, poi in angoscia e infine in disprezzo.

complottismo odio
Esempio di come la mente complottista crei costantemente messaggi subliminali. In realtà nella scritta covidiciannove manca una “D”

Il complottista vive nel terrore costante, convinto che buona parte della popolazione mondiale ce l’abbia con lui. Per questo motivo diffida di tutti, timoroso di possibili soprusi orchestrati da gruppi segreti di eletti, diventando esasperato a tal punto da incattivirsi. Usa Facebook come fosse un sacco da pugile, scaricando esasperazione e frustrazione. Nel tentativo di sentirsi utile alla comunità, diventandone uno stimato paladino, sovente inventa bugie sino a distorcerne la realtà dei fatti a proprio uso. Molti sono analfabeti funzionali, che non è un insulto bensì una condizione. Il suo linguaggio è semplice (vedi dizionario complottista), monotematico e privo di riverenza. Quando si sente alle strette da chi crede essere un “servo dei poteri forti” insulta. Il più delle volte chiede aiuto per shitstormare il proprio interlocutore non in linea con i propri ideali. A volte invece si accanisce contro chi, secondo lui, “serve il sistema”, come nel caso di questi bimbi insultati da negazionisti Covid solo perché consigliavano di indossare la mascherina.

La vera verità di un complottista

Gli esempi sarebbero centinaia, se non migliaia, per cui cercheremo di riassumerli in breve, giusto per dare un’idea. Per prima cosa il complottista non crede agli eventi naturali, a danni strutturali o incidenti causati dall’uomo. Non crede ad esempio nelle cure mediche, nell’esistenza del terrorismo o nei morti fatti dal Covid. Crede invece a qualsiasi altro argomento non in linea con le versioni ufficiali, ecco spiegato il motivo del perché la maggior parte delle teorie complottiste sono elementari, imbarazzanti e prive di logica. Ecco alcuni esempi:

  • Le Torri Gemelle non sono collassate per il peso dovuto al cedimento strutturale dell’acciaio, indebolitosi a causa del calore provocato dall’incendio del kerosene degli aerei, bensì sono state fatte crollare tramite demolizione. Motivo sconosciuto.
  • Il Covid non esiste, è un’influenza e i camion dell’esercito non trasportavano bare. Erano vuoti. Questo “espediente” — secondo i complottisti — sarebbe servito per spaventarci allo scopo di metterci in «dittatura sanitaria».
  • Sulla Luna non siamo mai andati. Benché ci sia una diretta televisiva, migliaia di foto, altrettanti frammenti di roccia e abbiano lavorato al progetto quasi 400 mila persone, il complottista non ci crede. Tuttavia è convinto dell’esistenza di una base aliena sulla parte oscura della Luna, e malgrado non ci siano prove di alcun genere ci crede.
  • Il ponte Morandi non è crollato per l’incuria o cedimento, ma è stato fatto esplodere per non si sa bene quale motivo.
  • Le mascherine provocano il cancro ai polmoni e contengono il fluoro, così i potenti possono sterminarci tutti. Motivo sconosciuto.
  • Gli attentati a Parigi non sono mai avvenuti, era tutta una messinscena messa in atto da non si sa bene chi e per quale scopo.
  • I vaccini uccidono. Ci usano come cavie per esperimenti. Motivo sconosciuto.
  • Durante gli attentati di Londra, le persone sdraiate sopra il ponte non erano morti o feriti ma attori. Motivo sconosciuto.

Complottismo, tra ignoranza, violenza e odio

Ecco che quindi questo tipo di complottismo 2.0 si pone con supponenza, alimentando odio e violenza. Non crede nella scienza, anzi la dileggia con fare impertinente. Non crede nemmeno che degli assassini esaltati imbraccino un Kalashnikov o si approprino di un aereo per ammazzare nel nome di un ideale. Men che meno non credono che un miliardario tipo Soros faccia beneficienza, dal momento che per il complottismo la ricchezza è sinonimo di crudeltà. La maggior parte di loro rispecchia il proprio fallimento sugli altri, dicendosi che “se non ce l’ho fatta io, perché dovresti farcela tu?“. Ecco perché non credono che Samantha Cristoforetti sia andata in orbita, che dei ricercatori abbiano trovato un vaccino per il Covid oppure che persone come Bill Gates si occupino di filantropia.

 complottismo odio
Manifestante Novax, a Roma

Questo livore verso le istituzioni e verso la scienza fa sì che — come avvenuto a Brescia qualche settimana fa — due Novax lancino bottiglie Molotov contro un centro vaccinale. Sempre grazie all’esaltazione dell’ignoranza, a Pisa una figlia ha aggredito una dottoressa solo perché contraria alla vaccinazione fatta alla madre ottantenne. Le minacce invece arrivano sempre con un linguaggio sgrammaticato, nervoso e ripetitivo (vedi art). Il complottista non conosce i propri limiti intellettivi, per cui discute con tono autoritario di medicina con un primario, di portanza e di masse con un ingegnere strutturale o di terremoti con un geologo.

Di cosa ha paura un complottista

In pratica di ogni cosa che non sia passata al vaglio di gruppi Facebook in cui è iscritto. Non ha iniziative, segue il branco, ragion per cui si affida a quello che trova confezionato su post scadenti, inverosimili o tendenziosi. Tutto il resto invece, ovvero quello diffuso dai media o da canali scientifici, viene inevitabilmente visto come una cospirazione macchinata da oscuri personaggi allo scopo di peggiorare il suo tenore di vita.

Per come la vediamo noi — vista l’esperienza quotidiana sul campo —, la maggior paura di un complottista è quella di sentirsi escluso da un gruppo, quindi di non poter liberare il mondo da pericoli costanti. Accettare l’idea che qualcuno non abbia fallito come ha fallito lui, dimostrando che con impegno e studio si possono ottenere ottimi risultati. Che la scienza salvi delle vite umane anche senza il suo consiglio e che anche senza di lui, guardiano indefesso dei più deboli, il mondo non peggiorerà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: