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«Covidiota» ma… che vuol dire?

«Covidiota» ma… che vuol dire?

Da mesi il termine «covidiota» spopola in rete. I negazionisti sono convinti che sia il soprannome per chi crede nel Covid, ma sono talmente fessi che non sanno che questo appellativo è nato per loro

L’epoca dei social ci ha dato modo di vedere quant’è bella la democrazia. Ognuno può esprimersi liberamente con opinioni, foto, filmati e informazioni. Uno scambio di idee, da un capo all’altro del mondo. Questa democrazia 2.0 però ha fatto emergere anche la parte più sgangherata della generazione x, in cui basta non credere nei disastri della storia per essere considerati delle «pecore bianche». Mentre la pandemia ha fatto affiorare un disagio sociale già diffuso, esaltandone gli aspetti più violenti e meno vicini all’umana pietà. Un fenomeno talmente diffuso che il noto dizionario online Urban Dictionary ha addirittura coniato la parola «covidiot» (in italiano covidiota) per descrivere l’idiozia dei negazionisti.

I covidioti non sanno di esserlo

covidiota
Barry Island, 25 marzo 2020. Messaggio contro i covidioti, affisso su un cestino della spazzatura.

Eh… niente… Proprio non ce la fanno i negazionisti fake in Italy a informarsi. Dopotutto si sa: la ruota è tonda, l’acqua è bagnata e il negazionista è un analfabeta funzionale. Sono prove squisitamente oggettive e nessuno deve sentirsi offeso.

Lo si evince dagli insulti, dalle minacce e dalle derisioni che quotidianamente postano sulle loro agorà virtuali, ovvero: gruppi Facebook simili a scannatoi, dove il disagio e l’ignoranza sono requisiti necessari per alimentare e condividere l’odio attraverso il web.

Smarriti in un bailamme fatto di populismo, luoghi comuni e mala informazione, qualche portatore sano di arroganza ha pensato bene che la parola «covidiota» sia nata per chi crede nel virus. Ma è l’esatto opposto. Il soprannome invece, perfettamente azzeccato, ha tutt’altro significato:

Someone who ignores the warnings regarding public health or safety.
A person who hoards goods, denying them from their neighbors.

Significato della parola covidiota, da Urban Dictionary

Se non fosse per l’accanimento con cui negano i 36mila morti nel nostro Paese, a causa di questa dannata pandemia, i negazionisti del covid farebbero perfino tenerezza. La stessa tenerezza che faceva lo scemo del villaggio che per scommessa beveva due litri di aceto nella locanda del paese, incitato dagli astanti. Infine, per non perdere i soldi della vincita li nascondeva nelle tasche di quelli che avevano appena perso la scommessa.

L’importante è crederci

Per il modo con cui si distanziano dalla realtà dei fatti, i negazionisti ricordano molto lo scemo del villaggio di Pieter Bruegel. Lo è una chiara prova il fatto che non si informano nemmeno su cose a loro dedicate, travisando concetti e informazioni. Facendo ad esempio dei meme per schernire chi segue le regole del senso civico, ritraendo la maggior parte delle persone come ebeti.

Quando tutto il mondo sa che la parola «covidiota» è nata per identificare “quelli che nascondono i propri soldi nelle tasche altrui“, credendosi più furbi di altri, i negazionisti del covid italiani sono invece convinti di aver coniato loro una parola divertente in un momento di peste.

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Commenti su un gruppo complottista di Facebook, mentre qui un disegno per schernire chi usa le precauzioni

E allora ecco che la parola «covidiota» la scrivono ovunque. Fieri del nuovo neologismo appena imparato ma di cui non conoscono il significato, apparendo cretini due volte. Così facendo ci ricordano che dove non arriva una malattia a fare danni, arriva l’ignoranza. Se il virus attacca il corpo, chi lo nega attacca la memoria, Ma non solo. In questo modo si denigra anche il lavoro degli operatori sanitari: per alcuni restano eroi mentre per i covidiot sono «assassini».

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