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Creature fantastiche e zombie

Creature fantastiche e zombie

Nel corso dei secoli abbiamo inventato una serie di creature fantastiche che rispecchiano in qualche modo le nostre tradizioni e le nostre paure

Come molti adolescenti, anche io da giovane ero appassionata spettatrice di film horror e fantastici. Sembra che spaventarsi per cose immaginarie aiuti i più giovani a esorcizzare le paure reali. Questo già basterebbe a spiegare perché diverse culture, nel corso dei secoli, abbiano inventato una serie di creature fantastiche che rispecchino in qualche modo le proprie tradizioni. Gli scienziati però spesso non si sono accontentati di accettare i significati metaforici nascosti nelle leggende. Hanno cercato di fornire spiegazioni razionali a tradizioni folkloristiche e, come vedremo, a volte sono giunti a risultati sorprendenti.

Dracarys! Il mito dei draghi

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Dracarys, da: “Il Trono di Spade”

Negli anni scorsi, il successo di una serie popolare come “Il Trono di Spade” ha riportato in auge i draghi, affascinanti animali alati sputafuoco. Non è difficile immaginare che la leggenda sia nata dal racconto, da parte di qualche esploratore, di animali esotici insoliti e che tali descrizioni siano state rielaborate e ingigantite.

Forse dei ritrovamenti di fossili (di dinosauro?) potrebbero aver contribuito a fornire le sembianze ai giganteschi rettili. Nella cultura occidentale i draghi sono visti come creature maligne, mentre il fuoco è il simbolo di Satana e dell’inferno. Questo potrebbe spiegare perché queste creature fantastiche sputino fuoco, nella tradizione medievale.

Il fascino dei vampiri

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Ritratto di Vlad III di Valacchia

Ho sempre avuto la pelle molto chiara e delicata, che si riempie di bolle appena esposta al sole. Per di più durante l’adolescenza soffrivo anche di insonnia. Forse per questo i vampiri mi hanno sempre attratta più che spaventata, anche in un’epoca in cui il cinema non li rappresentava come adolescenti romantici. Tutti conoscono il mito legato al conte Vlad — «l’impalatore» —, mentre gli antropologi si sono sbizzarriti a trovare significati simbolici nel sangue di vergine, il quale regalerebbe l’eterna giovinezza.

Qualche scienziato meno romantico, ma non meno fantasioso, ha collegato il mito dei vampiri a una rara malattia genetica. Infatti chi è affetto da protoporfiria eritropoietica non tollera l’esposizione alla luce del sole, che può provocargli lesioni cutanee, ed è anemico, quindi pallido.

Zombie e pozioni magiche

La curiosità dell’antropologo Wade Davis, negli anni ’80, si è concentrata sugli zombie. Secondo le tradizioni popolari haitiane, alcuni sacerdoti voodoo, i bokor, sarebbero capaci di privare le persone dell’anima. Tale rito lascerebbe il corpo in preda a una sorta di letargia. La vittima sembrerebbe morta e verrebbe regolarmente seppellita. Il bokor, però, sarebbe in grado di riportarla in vita sotto forma di zombie e la renderebbe sua schiava.

Zombie

Davis nel 1983 pubblicò uno studio che affermava che gli stregoni utilizzavano una pozione contenente tetrodotossina. Questa potente tossina, contenuta nel fegato del pesce palla, causa la morte se ingerita. Assorbita in piccole dosi attraverso la pelle, indurrebbe uno stato di morte apparente. Secondo Davis, gli stregoni preparano una polvere con ingredienti pittoreschi come rospi e ossa tritate.

Aggiungono una pianta urticante che induce i malcapitati a grattarsi e causare delle piccole lesioni attraverso le quali la tossina penetra nel loro organismo. La persona, creduta morta, viene seppellita e il bokor, durante la notte, viola la tomba, risveglia il “morto” e lo rende suo schiavo. Davis descrisse la sua ricerca ad Haiti in un libro dal quale nel 1988 fu tratto anche un film, “Il serpente e l’arcobaleno”.

Haiti e la zombificazione

In seguito, alcuni scienziati hanno messo in dubbio il fatto che dosi tanto esigue di tossina possano causare qualche effetto. Più recentemente si è occupato della questione l’antropologo forense francese Philippe Charlier. Nel suo libro “Zombis: enquête sur les morts-vivants” racconta la sua esperienza ad Haiti. Charlier sembra non avere dubbi sul fatto che gli stregoni voodoo colpiscano alcune persone con una polvere a base di tetrodotossina.

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Haiti, rito Voodoo

Secondo lui, lo fanno a per punire ladri e persone considerate pericolose, ma a volte abusano del loro potere colpendo anche innocenti. Qualcuno infatti offre compensi ai bokor per colpire coloro di cui vogliono sbarazzarsi. L’antropologo ammette però che alcuni presunti zombie altro non sono che persone affette da psicosi o schizofrenia. Convinte di essere morte e influenzate dalla cultura locale, si sono allontanate dalla loro famiglia e conducono una vita da emarginati.

La zombificazione è presa talmente sul serio ad Haiti che c’è un articolo del codice penale che la punisce alla stregua di un omicidio. Charlier parla anche di un avvocato che aiuta le vittime che tornano coscienti a recuperare la loro identità giuridica. Una cosa però è certa: gli zombie reali non hanno niente a che vedere con quelli cinematografici che si nutrono di cervelli umani.

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