Davide Barillari ritorna al lavoro e si sente partigiano

Davide Barillari ritorna al lavoro e si sente partigiano

Davide Barillari si sente un partigiano, ma in realtà il consigliere laziale ha potuto ritornare al lavoro grazie a chi si è vaccinato. Come fosse una vittima parla di «dittatura sanitaria» e soprusi, ma dimentica che la sua fortuna è di vivere in uno Stato di diritto

Che Davide Barillari si paragoni a un partigiano, parlando di «resistenza alla dittatura», è l’ennesima prova di come abbia fallito l’esperimento dell'”uno vale uno” senza avere competenze oltre che buonsenso. Ecco perché preferiamo parlarne come chi ha abusato della sua carica portando avanti una battaglia inutile quanto mai insensata, con soldi pubblici. Una crociata in nome di un ideale antiscientifico e ridicolo. Gesti insulsi come quello di puntarsi una pistola durante il suo lavoro, simulando i danni del vaccino. Oppure barricarsi nel suo ufficio (vedi video) con la compagna di lotta Sara Cunial, per poi arrendersi ai primi morsi di fame al pensiero di un panino con la mortazza.

davide barillari partigiano
L’immagine pubblicata sul profilo Twitter in cui il consigliere
regionale si “vaccina” con una pistola

Una lotta contro la detestata «dittatura» la quale gli ha dato modo di protestare proprio contro quel potere di regime. Ma non solo. Barillari si è scagliato anche contro la comunità scientifica, denigrandola. Una pioggia di sabbia nel deserto quella voluta dal consigliere della Regione Lazio, inutile come un nano da giardino. Eppure, grazie a quella che da Barillari & Band veniva definita «dittatura», il consigliere è riuscito a ritornare nel suo ufficio senza deportazioni o purghe. Quello che fa incazzare non è il suo ritorno al lavoro, ma la spocchia di chi è convinto di aver combattuto una battaglia giusta e di sentirsi un probo partigiano contro le istituzioni di un fantomatico regime.

Davide Barillari, l’esatto opposto di un partigiano

Indossare i panni del partigiano Johnny sentendosi difensore degli oppressi è esaltante. Lottare per i diritti umani è cosa nobile, ma dubitiamo che Nelson Mandela o Malcom X abbiano avuto le stesse possibilità di protesta che ha avuto Barillari. Lui, per fortuna sua, non ha saggiato ne galera ne nerbo di bue. Le proteste contro il green pass e i vaccini ci hanno fatto capire com’è semplice abusare della democrazia, chiedendo le garanzie di uno Stato di diritto. Combattere una «dittatura» per poi approfittare delle agevolazioni di un Paese civile ci sembra pura ipocrisia. Ricordiamo a Barillari che i partigiani vivevano nascosti, tra terrore e stenti. Spesso torturati e uccisi, per cui paragonarsi a un guerrigliero oltre che assurdo è vergognoso.

Inquinare i social con twitt dal pallido sapore di stoicismo non ha reso Barillari un uomo migliore. Anzi ci ha dimostrato che basta una timida rivoluzione elettorale e una gran botta di fortuna affinché un impiegato metalmeccanico dell’IBM diventi Consigliere regionale. Nella sua lettera, difatti, il consigliere parla di «resistenza» e «lotta». Esalta le su doti, dicendo che alcuni suoi colleghi hanno ammirato le sue gesta impavide contro le direttive del governo.

Noi, invece, più semplicemente crediamo si sia trattata di una classica evasione dalla noiosa routine da ufficio. Ma ormai è acqua passata e Davide Barillari è ritornato beatamente al lavoro alla faccia di tutti noi. Adesso, da dietro la sua scrivania istituzionale, con ghigno felino riderà di chi si è chinato al vaccino e ha accettato il green pass. Come sempre però si scorderà che le sue battaglie sono state pagate dai soldi degli stessi fessi che hanno seguito le regole.

La fortuna di Barillari

Ci piacerebbe vedere Davide Barillari protestare per la libertà dei diritti umani in Corea del Nord, in Cina o più semplicemente in Russia. Fare il miope in mezzo ai ciechi è facile: in Italia chiunque può diventare un modello da seguire. Tanto, prima o poi, le cose si aggiustano e come dice la canzone “Simmo ‘e Napule, paisà”: Chi ha avuto, ha avuto, chi ha rato, ha rato e scurdámmoce ‘o ppassato. E così adesso l’odiato sistema è lo stesso che gli ha ridato il lavoro. Stavolta però promette una battaglia più dura. Ci auguriamo che adesso Barillari svolga il lavoro di consigliere, quello per cui è pagato e lasci perdere il ruolo di partigiano fuori porta. Troppo comodo.

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Una risposta a “Davide Barillari ritorna al lavoro e si sente partigiano”

  1. Be’, se non altro potrà avvantaggiarsi della immunità di gregge raggiunta grazie al successo della campagna vaccinale. Dal raggiungimento dell’immunità di gregge (70% di vaccinati, come tutti ricorderanno), il contagio è diventato un ricordo, e SARS-COV2 si è fatto un lontano ricordo, così come tutte le limitazioni che hanno accompagnato la lotta contro di esso (a partire da quel lasciapassare verde che per mesi ha garantito, come assicurato dal presidente del consiglio draghi, di poter viver in ambienti dove solo persone immuni potevano avere accesso).

    Giusto?

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