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Dott. Diego Tomassone e la metafora della carbonara omeopatica

Dott. Diego Tomassone e la metafora della carbonara omeopatica

Usando una metafora culinaria, ovvero quella di una carbonara omeopatica, spieghiamo perché molti si affidano all’omeopatia e non alla medicina tradizionale

Quando cuciniamo una carbonara non pensiamo in alcun modo di prepararla in maniera omeopatica, ovvero usando un uovo e del guanciale diluiti decine di volte nell’acqua. E non ci viene nemmeno in mente che l’acqua possa trasmettere il nutrimento, il sapore e le proprietà dell’uovo e della guanciale alla pasta. Bensì, per preparare una carbonara tutt’altro che omeopatica, usiamo gli ingredienti giusti, quelli richiesti dalla ricetta originale. Punto! Quindi, metaforicamente parlando, perché dovremo andare da presunti “cuochi” che ci preparano una carbonara finta, convincendoci che è originale solo perché ricorda il sapore dell’uovo e del guanciale nell’acqua in cui sono stati bolliti? Perché ci dovremo affidare a questi cialtroni?

La carbonara omeopatica all’acqua calda.

carbonara omeopatica

Le figure che affollano il panorama omeopatico sono molte e con molti scopi. Uno tra questi è quello alimentare: un indotto redditizio fra click, pubblicità e acquisti diretti.
Uno di questi “cuochi” «all’acqua calda» è Diego Tomassone. Come sappiamo, per lavorare nel campo omeopatico bisogna essere iscritti all’Ordine dei Medici e il signor Tomassone non fa eccezione. Tuttavia della professione che ha scelto di praticare restano poche briciole, sparse nel fritto misto di studi non scientifici.

Il signor Oh

Il signor Oh — come si fa chiamare Tomassone — è un medico a tutti gli effetti. Ha però deciso di percorrere la strada dell’omeopatia, oltre alla medicina tradizionale cinese taoista, quella tibetana e quella ayurvedica. Queste tre terapie, come ha dimostrato la scienza, sono inefficaci quando non dannose per la persona che le segue. Ma vediamole brevemente:

  1. Omeopatia. Ci sono decine di studi che non hanno riscontrato alcuna efficacia di questa pratica antiscientifica, né dei suoi postulati. L’omeopatia sostiene il valore di assumere sostanze in dosi tarate da un esperto dopo averle diluite decine di volte in acqua nella convinzione che le molecole di acqua ne conservino le proprietà.
  2. Medicina cinese. È molto antica e concepisce il corpo umano come un misto di umori ed energie da equilibrare all’interno dei singoli organi.
    Questa pratica, per quanto promossa dallo stato cinese è molto dannosa per l’ambiente e per la scarsa lavorazione delle sostanze che vengono somministrate.
    La povertà è uno dei fattori che spinge al ricorso a queste terapie. 
  3. Medicina tibetana. È una medicina ugualmente energetica, ma sono fatti studi di efficacia minima sull’applicazione di pietre calde, yoga o meditazione che vengono largamente impiegate quantomeno per piccoli dolori quotidiani e non gravi.

Il metodo scientifico, nato da un omeopata

Una persona che entra nello studio di un omeopata può trovare o non trovare un medico, contemporaneamente a un bugiardo. Le persone che vendono l’omeopatia sono molto attente a non improvvisarsi mai medici, o non dare consigli terapeutici diretti, così come lo è il signor Oh. Le qualifiche del nostro cuoco dell’acqua calda sono tantissime e proseguono oltre le tre macro-aree che abbiamo visto: dal promuovere alternative alla fisica e al bosone di Higgs, sino a promuovere dubbie fusioni di agricoltura, omeopatia e macrobiotica.

Il signor Oh si è espresso in quasi ogni settore (anche sul 5G). Ha tentato di spostare la nascita del metodo scientifico, attribuendolo a un omeopata. A questa dichiarazione probabilmente Galileo Galilei e Isaac Newton si sono girati nella tomba. Attorno al signor Tomassone è difficile non notare — sin dalla sua tesi di laurea — una serie di figure già note per essersi esibite in tripli carpiati di un certo peso contro la logica e l’avanzamento della scienza.

Omeopatia, una soluzione leggera

Non esistono indicazioni reperibili sul motivo per cui un laureato abbia cassato la preparazione acquisita per navigare in questo mare di nulla. Una supposizione sull’omeopatia, perlomeno, è lecito farla: i soldi. L’omeopatia dopo aver ricevuto il beneplacito dell’Oms come terapia alternativa e non sostitutiva si vende molto bene, i numeri sono in crescita. Francia, Germania e Italia — a cui non è difficile supporre si accoderanno altri Paesi— vendono medicina alternativa a carico dei loro Ssn malgrado le prove della sua completa inutilità.

Di contro osserviamo un crollo apparente della fiducia nei rimedi scientifici. La scienza pecca in commerciabilità, di empatia, di fascino e comprensibilità agli occhi di un pubblico che cerca rassicurazioni e risposte dal lavoro medico. La forza su cui fanno leva quelli che abbiamo chiamato i «cuochi della carbonara omeopatica» è l’emotività, il fascino, la promessa di una soluzione leggera e senza effetti collaterali.

Mi sono già personalmente espressa su quanto lavorare a rischio della propria vita sia una scelta coraggiosa che tocca a chi si trova in un ospedale. Tuttavia è giusto ricordarlo: chi lavora in ospedale lo fa per offrire la propria professionalità a sostegno del paziente e del suo percorso verso la guarigione. Chi offre un sistema omeopatico invece non lo fa a beneficio di qualcuno se non di una personale convinzione.

Piatto pieno o piatto vuoto?

Il medico omeopata è lo chef che ti vende il piatto vuoto! Te lo fa pagare come pieno, incluso il coperto, poi se hai fame ti dice che il piatto si ricorda il sapore degli ingredienti. Tu però continui ad avere ancora fame. Ti dirà che «non hai creduto abbastanza nel piatto» e devi digiunare di più. Nessuno dovrebbe credere in questa pseudoscienza. Né i professionisti della medicina né i pazienti, i quali hanno diritto alle migliori cure possibili. Il motivo del perché in alcuni casi non si usa la medicina tradizionale è che questa non sa vendersi, sbaglia linguaggio e non illude il paziente con promesse fantastiche. La ricerca scientifica invece parla di realtà, ovvero: le guarigioni sono lunghe, il tempo che richiedono le terapie può essere parecchio e nessuno ha tutte le risposte che vorremmo.

Se cerchiamo in un piatto vuoto una buona pietanza, allora non siamo ancora pronti ad entrare al ristorante.

Nessuno deve essere biasimato per essere finito nelle mani di queste persone. Chi per una cosa, chi per l’altra, nell’arco di una vita ci abbiamo creduto tutti almeno una volta a prodotti miracolosi. Le persone che si affidano all’omeopatia andrebbero guidate per recuperare la propria salute e la sicurezza di sé. Questo basterebbe per farli desistere nel cercare in un piatto vuoto la promessa mancata. Serve fermezza e fiducia per ascoltare quel cameriere, sul cui cartellino leggerete “dottore” e non venditore di zucchero. Solo se ci affideremo a quel cameriere la nostra carbonara sarà fatto con Guanciale, uova e pecorino. Diffidate di ricette all’acqua, non danno sostentamento.

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