Enrico Montesano: quando il “Conte Tacchia” si innamorò dei complotti

Enrico Montesano: quando il “Conte Tacchia” si innamorò dei complotti

Enrico Montesano, sostenitore dei complotti sul Covid, scende nelle piazze con negazionisti e Nogreenpass. Tra dirette su “CanaleMontesano” e post sulla pagina social, l’attore romano si cimenta in una nuova veste

«Enrì, ma che stai a fa?» dicono a Roma, città del famoso comico che negli anni 70 e 80 è entrato nelle case di ognuno di noi «facennoce tajà» (ridere in romanesco). Quelli erano bei tempi, anche se non c’era lo smartphone, gli scooteroni e il Papeete Beach. Ci si accontentava di poco. In quegli anni allo stadio Azteca si giocava la partita del secolo tra Italia – Germania, la radio passava “Luna” di Gianni Togni e Cicciolina diventava deputato. Adesso invece che tutto viaggia veloce, tra streaming live, webinar e social, c’è chi ammaestra la propria platea da dietro un monitor, sorseggiando un tè oolong sotto il vigile sguardo mascherato di Guy Fawkes. Così, sfruttando la fama, si contribuisce alla lotta contro un nemico inesistente, proprio come ha fatto Enrico Montesano, che da circa un anno è diventato sostenitore di molti complotti Covid.

Enrico Montesano e i complotti del 5G

La sua attività nella nuova veste di «ribelle anti sistema» inizia in concomitanza con la pandemia. Per impratichirsi con il suo nuovo ruolo si scaglia per prima cosa contro il 5G e tutte le disgrazie che questa nuova tecnologia porterà. Difatti, il 24 luglio 2020, Montesano posta un video in cui allude che le antenne 5G siano state installate nelle notti di quarantena, al fine di portare avanti il piano per non farci accorgere del fatto. Con ironia sbeffeggia i vantaggi del 5G, per lui del tutto superflui, infine deride la tecnologia. Lo fa dimenticandosi che si sta riprendendo con una cam e che pubblicherà il video su un social: entrambi figli della tecnologia da lui derisa. Anche in questo caso ci viene da rispondere in romanesco, ricordandogli che:

«Anche er più pulito cià ‘a rogna».

Lotta all’«antidemocrazia» per difendere la Costituzione

Come nei moltissimi ruoli ricoperti nei suoi tanti film, Enrico Montesano cambia veste e dai complotti 5G passa ad occuparsi di Covid. Anzi più precisamente di «libertà», di «Costituzione» e di «democrazia violata». Così ad ottobre 2020, quando a Roma la polizia lo ferma perché senza mascherina, il quotidiano La Repubblica scheda l’attore come negazionista. In quell’occasione Montesano si presentò nella piazza di Montecitorio per sostenere la liberazione di Chico Forti.

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Enrico Montesano protesta contro un poliziotto che gli ha chiesto di indossare la mascherina

Quando però i poliziotti gli chiesero di indossare la mascherina l’attore portò in scena lo strillo show, sostenendo che: «La legge vieta di girare con il viso coperto». Poi aggiunse che: «Un decreto ministeriale è inferiore a una legge». Infine, dopo aver visto qualche video che addestra i negazionisti su cosa rispondere alle forze dell’ordine per umiliarle, illudendosi di uscirne a testa alta, Montesano disse ai due poliziotti che c’erano persino gli estremi per un «sequestro di persona».

«L’Italia dove ognuno si deve fare i fatti suoi»

Sempre a ottobre del 2020, durante una video intervista, Montesano condannò i delatori che denunciavano chi se ne fotteva delle regole anti Covid, mettendo a repentaglio la salute altrui. Sempre con la solita verve, l’attore disse che chi denunciava il vicino di casa per avere violato le norme anti pandemiche gli ricorda il tempo del fascismo. Tempo in cui si denunciava chi non andava al raduno o chi non esponeva la foto del Duce in sala da pranzo. Probabilmente Montesano non ricorda che nel Ventennio non c’era libertà di espressione come adesso, dove chiunque può liberamente dire online cosa vuole. Sono ammesse anche farneticazioni, per chi non lo sapesse.

Ma è anche giusto sottolineare che il fascismo si diffuse tramite tessere e manganellate, non per mezzo di un virus. I morti all’ora venivano ammazzati per un ideale, un’etnia o una preferenza sessuale, non a causa della sfiga! Infine, cosa che da un uomo come Enrico Montesano non ci saremo mai aspettati è l’incitamento all’omertà. Così, invece di invitare il cittadino al senso civico, in un periodo di pandemia, preferisce chiarire che: «In Italia ognuno deve farsi i fatti suoi».

Che peccato, Enrì. Ridacce er conte Tacchia“.

Oltretutto quelle parole profetizzarono quello che ad aprile di quest’anno successe ad Alessandro Gassmann, quando in un tweet scrisse di voler denunciare il suo vicino di casa perché violava le regole imposte dalla “zona rossa”, dando una festa. In quell’episodio Gassmann fu minacciato di morte, chiamato “spia” e “infame”, tant’è che dopo una shitstorm sul suo profilo Twitter limitò i commenti ai soli conoscenti.

Enrico Montesano: i complotti del depopolamento e il sangue coagulato dei vaccinati

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Un frame di Montesano durante un video

In questo video invece (al minuto 5.40), Enrico Montesano cavalca uno tra i complotti più in voga nell’ultimo periodo. Questa volta l’argomento è la diminuzione della popolazione mondiale. Non vorremo sembrare bacchettoni, ma ci teniamo a far presente al signor Montesano che, secondo le statistiche, l’incremento della popolazione nel nostro pianeta è in continua crescita (vedi sito).

A questo punto ci chiediamo come faccia a sostenere l’ipotesi del depopolamento. È forse a conoscenza dei piani dell’élite mondiale oppure, come spesso accade, il progetto di diffusione Covid per il grande sterminio si è rivelato fallimentare a causa di scienziati sbadati e tecnici chiacchieroni? Non arricchisce nessuno diffondere bufale, soprattutto se sono quelle del “sentito dire”. Nemmeno ad un personaggio come Montesano e alle sua smorfie caratteristiche non fa bene. Eppure a metà giugno di quest’anno si cimenta nel pericoloso mestiere dell’informatore libero, non conoscendo bene i rischi di eventuali figure marroni.

Dopotutto non è il tuo mestiere Enrì, e’nnamo“.

Ed ecco che il rischio di una magra figura diventa certezza, dopo aver diffuso online una bufala talmente pericolosa da scomodare persino l’AVIS la quale smonterà la sciocchezza detta da Montesano. In quell’occasione scrisse sul suo profilo Facebook che una fonte AVIS a lui vicina gli confidò che il sangue donato dai donatori vaccinati si era coagulato nelle sacche. Infine, proprio per questo motivo, le sacche sarebbero state buttate via sciupando prezioso sangue. Sempre secondo Montesano, i non vaccinati invece avrebbero reso un servizio alla società dal momento che sarebbero stati gli unici in grado di poterlo donare. A Roma, per fregnacce simili, si usa dire:

“Levateje er vino”.

Anche in questo caso dobbiamo avvisare il signor Montesano che nelle sacche di sangue, donato o meno dai temuti “vaccinati”, c’è sempre un anticoagulante, ovvero l’EDTA (acido etilendiamminotetraacetico). Dal momento che noi siamo ancora all’antica, in quest’epoca di professori, per non scrivere fesserie abbiamo chiesto ad un medico il quale ci ha spiegato che l’EDTA è un chelante del calcio.

In piazza del Popolo, tra Forza Nuova e negazionisti

Sicuramente Montesano non lo ha fatto per politica, di questo ne siamo convinti. Tuttavia domenica 25 luglio si è presentato in piazza del Popolo a Roma per portare il suo sostegno ai manifestanti Nogreenpass. Con tutta probabilità anche lui, come molti di noi, non sapeva che la manifestazione fosse organizzata e diretta dal partito neofascista di Forza Nuova. Ci chiediamo però come si possa assistere ad un raduno, fatto anche di “saluti romani”, e appoggiare alcuni ideali dei promotori. Sarebbe come andare in un mulino e non sporcarsi di farina.

Ci chiediamo anche come si possa per assurdo gridare a concetti di «libertà» e «abbattimento della dittatura», quando a chiederlo è Forza Nuova. Come si può vedere in questo video però, la tanto citata «democrazia» viene scardinata non appena i giornalisti si avvicinano ai manifestanti. In un crescendo di esaltazione da branco, i Nogreenpass chiedono addirittura alla polizia di allontanare gli odiati giornalisti dalla piazza. Questo, secondo loro sarebbe un chiaro esempio di tolleranza e di rispetto per il prossimo. La storia tuttavia ci ha insegnato che le dittature iniziano picchiando i giornalisti, non lasciando libero arbitrio al popolo.

La responsabilità di un personaggio

Al coro: «Giornalista terrorista, giornalista terrorista» e in mezzo a chi sventolava la stella gialla degli ebrei tra insulti di ogni sorta contro le istituzioni, tu Enrico dov’eri? A molti di noi piaceva di più l’impacciato ragazzotto del conte Tacchia di un predicatore 76enne che cita monologhi anacronistici e a volte pericolosi. Che piaccia o no, i personaggi pubblici hanno un impegno etico e morale nei confronti dei propri fans.

Se si fanno passare messaggi rivoluzionari, istigando odio e malcontento, il rischio che qualcuno faccia una fesseria non è da escludere. Se ad esempio un attore importante diffonde mala informazione, molti la prenderanno per vera. Dopotutto perché non credere a un personaggio apprezzato da un notevole seguito, immune al denaro e refrattario alla politica? Per come la vediamo noi, comunque, ci piaceva di più l’attore del neonato ideologo Nocovid. Anzi, a tal proposito ti chiediamo:

“A Enrì, ridacce ‘Er Pomata’ che ce faceva tajà”

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