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Fiori di Bach: quanto costa l’acqua

Fiori di Bach: quanto costa l’acqua

Alcune persone scelgono di curare la depressione con i Fiori di Bach, abbandonando le cure mediche. Altri gli usano per elaborare un lutto

Agli inizi del secolo scorso il medico britannico Edward Bach, dopo essersi occupato di omeopatia, spinto da un probabile eccesso di zelo si spinse oltre e inventò la floriterapia. Così dopo alcune ricerche durate due anni, scelse alcuni fiori. Infine, dopo averli trattati e lavorati, Bach affermò che il rimedio da lui inventato possedeva delle proprietà in grado di curare la depressione, l’ansia e gli attacchi di panico. Attualmente però la comunità scientifica considera i Fiori di Bach come una terapia alternativa, quindi priva di metodo scientifico.

Oltretutto non basta che un prodotto sia naturale per fare bene (vedi art). Anche l’amanita falloide o l’oleandro sono naturali, ma velenosissimi. Alcune persone, malgrado ciò, sono convinte che i farmaci curino di meno e facciano più male dei prodotti reperibili in natura. Infine ci sono i naturopati i quali, per convinzione o per convenienza, consigliano, come in questo caso, i Fiori di Bach. Anche se datato vi invitiamo a leggere questo articolo del dott. Hall, il quale dice espressamente che questo trattamento è «spazzatura».

Come si preparano?

fiori di bach

Innanzitutto va detto che il famigerato rimedio è composto da 38 fiori differenti. Per raccoglierli però bisogna attenersi a delle regole precise. Lo stesso Bach difatti diceva di coglierli nelle prime ore del mattino, in un giorno di sole — rigorosamente senza nuvole —, ma soprattutto colti nel periodo di massima fioritura. I primi 12, detti i “guaritori“, li provò su se stesso poi, convintosi del portentoso rimedio da lui inventato, li prescrisse ai suoi pazienti. Gli altri 26 fiori invece li aggiunse in seguito.

Qui vediamo gli unici due metodi prescritti da Bach. Chissà se chi li produce oggigiorno segue ancora queste prassi…

  • Il metodo del sole: i fiori integri venivano messi in una ciotola, con dell’acqua prelevata nelle vicinanze del campo in cui si erano raccolti. Infine si lasciavano al sole affinché disperdessero le loro “proprietà” e l’acqua potesse acquisire la memoria dei fiori.
  • Il metodo della bollitura: i boccioli e le gemme venivano cotti sino a quando non disperdevano le loro caratteristiche curative.

I Fiori di Bach costano quanto il Barolo

Secondo il mondo omeopatico, floriterapico e fitoterapico, i Fiori di Bach avrebbero proprietà miracolose per curare e alleviare alcuni disturbi depressivi. Tuttora sono addirittura consigliati per elaborare un lutto o nel caso di una perdita, come amicizia e amore. Insomma i Fiori di Bach per il mondo floriterapico sarebbero un vero toccasana, per la scienza però è un mero placebo.

Per di più sono costosi. Per fare un semplice paragone, se calcoliamo che 20 ml costano quasi 20 euro, mentre una bottiglia di buon Barolo da 750 ml si aggira sulle 70 euro, appare evidente che i Fiori di Bach costano come uno tra i vini più prestigiosi del nostro Paese. Un rimedio costoso, per essere un estratto di fiori, nemmeno utile come profumo.

I Fiori di Bach non sono omeopatici

L’errore in cui tutti cadiamo e credere che sia un prodotto omeopatico. Benché non si discostino molto dalla filosofia omeopatica, i Fiori di Bach appartengono alla floriterapia. Ovvero: i rimedi floreali non sono prodotti omeopatici. Anche se i fiori lavorano sul campo energetico della persona, proprio come i prodotti omeopatici, la floriterapia si differenzia da questa poiché si basa sui metodi della decozione e della solarizzazione.

La floriterapia non ha nulla a che fare con le modalità di preparazione dei rimedi omeopatici: diluizioni e dinamizzazioni. Oltretutto quest’ultima si basa sulla dottrina secondo cui il «simile cura il simile», cioè: “una sostanza che, assunta da una persona sana provocherebbe certi disturbi, è in grado di curare quei medesimi disturbi nella persona che ne soffre“. La floriterapia invece si basa sulla legge di risonanza.

I Fiori di Bach possono essere pericolosi?

Si e no. Se attualmente non è dimostrato che facciano male, non è nemmeno dimostrato che facciano bene. È come dire che una tisana ci rende euforici, un’arancia ci allevia il dolore ai denti o la gazzosa arresta la calvizie. Diciamo che più che altro non sono i fiori a fare male, ma la credenza che si ha degli stessi: sono molto le persone che scelgono, oppure abbandonano le cure mediche, per curarsi con i Fiori di Bach.

Il pericolo, come si può immaginare, e che senza medicinali appropriati e visite specifiche alcuni disturbi possono aggravarsi. La convinzione di non considerare la scienza come cura è dovuta all’epoca in cui viviamo, in cui anche chi è privo delle più elementari nozioni mediche, consiglia ai dottori come curare. Persone totalmente inesperte in campo scientifico parlano con esimi professori come fossero compagni di laurea, con la prosopopea di sapere ogni cosa.

La ricetta ideale

Combattere dal proprio salotto le lobby farmaceutiche, accusandole di guadagnare miliardi a discapito «dellaggente», ormai è roba vecchia. Anche le compagnie telefoniche guadagnano moltissimo, ma nessuno si priva di internet per dire la sua, seminando mala informazione o vomitando veleno sui social. Oltretutto le medicine sono indispensabili, Facebook no. Detto questo ci dispiace deludere i consumatori di gemme e boccioli, ma i Fiori di Bach non sono la ricetta ideale per curare una patologia importante come la depressione. Per questa serve un’altra ricetta; quella medica.

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