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Gabriella Mereu, da dottoressa ad attrice

Gabriella Mereu, da dottoressa ad attrice

Dalla laurea in Medicina alla specializzazione in scienza olistica, sino al suo debutto come attrice: ecco come si racconta la dott.sa Gabriella Mereu

La dottoressa Gabriella Mereu, dopo essersi laureata in “Medicina e Chirurgia” a Sassari nel 1983, colta da illuminazione ha deviato il corso dei suoi studi diplomandosi in scienza olistica a Urbino — lo stesso tempio del Sapere in cui nel ’92 ottenne il diploma in grafologia. A coronamento della sua preparazione in campo olistico, a metà degli anni Ottanta seguì il corso di medicina omeopatica tenuto a Roma dal Prof. Antonio Negro. Nell’ultimo periodo, però, la dott.sa Gabriella Mereu sembra aver scelto la “settima arte” per raccontarsi, diventando un’attrice; o forse è meglio dire un’attrice olistica.

Personalità carismatica e fuori dagli schemi convenzionali, quelli della Mereu. Ha da subito prediletto tutto ciò che non è ingabbiato nel rigore della scienza e della Medicina tradizionale, da lei ritenuta «inefficace e dannosa». Per questa sua diffidenza verso la Medicina, la Mereu ha approfondito e perfezionato anche gli strambi riti psicomagici di Alejandro Jodorowsky. Ed è proprio questo personaggio stravagante che la ispirò profondamente. Le idee bizzarre di questo artista eclettico affascinarono la Mereu, la quale applicò i rituali di Jodorowsky nel trattamento delle patologie più disparate.

Il rito della medaglietta e della madonnina

Famoso è infatti il suo approccio alle problematiche sessuali e ginecologiche delle sue pazienti, trattate con il famoso “rito della medaglietta della madonnina”. Un rito blasfemo e vergognoso, che probabilmente più di tutti l’ha resa famosa al grande pubblico. Per saperne di più su questo assurdo rito, vi lasciamo all’articolo del 2015 di MedBunker.

Gabriella Mereu attrice
La medaglietta usata dalla dott.sa Mereu

Naturalmente questi strambi e grotteschi rituali sono a corollario di una sua singolare peculiarità: quella di inveire e proferire insulti e parolacce ai malati. Pratica che a suo dire avrebbe un portentoso effetto curativo, talmente dirompente da spingere gli ex malati a testimoniare all’umanità la loro guarigione in apposite sezioni del sito della dottoressa.

Gabriella Mereu inventa la “terapia verbale”

Ma qual è il suo approccio terapeutico? Perché si ostina a dire di aver concepito una terapia rivoluzionaria che attraverso l’insulto e le parolacce sarebbe in grado di curare qualsiasi male? Premesso che la Mereu non ha inventato nulla, che non sia il connubio di tante pseudo medicine già ampiamente smentite dalla scienza. Tuttavia per comprendere in cosa consista la sua “terapia”, occorre spiegare che non si propone di curare la malattia, bensì si prefigge di curare il sintomo.

Curare quindi attraverso l’osservazione dei tratti distintivi fisiognomici, caratteriali e grafologici del paziente, al fine della comprensione dal suo malessere, quale disagio psicologico che risiede nel non riuscire ad aderire agli schemi sociali e morali imposti dalle convenzioni con criteri troppo rigidi ed impositivi. Comprensione del malessere quindi, come espressione di un’idea sbagliata della propria personalità. Scoperto lo schema la Mereu ridicolizza il paziente, lo umilia offendendolo; solo così il sintomo cessa di manifestarsi, in quanto il malato diventa finalmente consapevole.

Questo processo è quindi un metodo di auto guarigione. La soluzione viene dall’auto consapevolezza del malato e non dall’assunzione di un farmaco. Ma la Mereu si spinge oltre, e così invece di fare assumere i Fiori di Bach, o altri rimedi omeopatici nel modo classico, la dott.sa consiglia di trascrivere su un braccio o su un postit lasciato sotto un cuscino il nome della soluzione da lei data. Oppure di attaccare il post.it per una notte su una bottiglia d’acqua e berla al mattino. Questo metodo farà sì che l’informazione fornita dall’ex medico passi ugualmente al malato, esattamente come se avesse assunto il rimedio. Anzi, forse meglio.

La radiazione dall’Ordine dei Medici

La radiazione della dottoressa Gabriella Mereu è arrivata solo nel Luglio del 2017.
Il processo è stato lungo e tortuoso. Ciononostante non le ha impedito di continuare a esercitare, vedendo accrescere nel tempo sempre più seguaci. Questi, in buona fede, sono certi di essere al cospetto di una professionista competente. Anzi un medico «scomodo per il sistema», perché secondo loro la Mereu avrebbe rivoluzionato la Medicina, scoprendo e applicando la terapia verbale.

Gabriella Mereu attrice


L’ex medico però era già stata radiata dall’Ordine di Cagliari nel 2015, ma presentò subito ricorso alla Cceps. Grazie a quest’istanza, congelò l’applicazione del procedimento.
La Commissione ha infine deciso per la radiazione, la quale è stata depositata il 12 luglio del 2017. Va detto che nel 2016 anche l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Torino segnalò all’Autorità giudiziaria, al comando dei NAS e alla Guardia di Finanza le attività della Dottoressa Gabriella Mereu. In questo caso fu denunciata (vedi art) per “abuso della credulità popolare e diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose che creano allarme tra i cittadini”.

Dal pendolino ai bagni derivati

La radiazione — come purtroppo spesso avviene in quest’epoca di santoni e di propalatori di idee divergenti e pericolose —, non ha inficiato affatto l’immagine della dottoressa. Anzi, ha dato un guizzo in più al suo business tutto incentrato alla sua attività di «guaritrice divergente, perseguitata dal sistema corrotto». Ne è un esempio il suo attivissimo gruppo segreto su Facebook, “Amici di Gabriella Mereu”, con oltre 30mila iscritti. Infatti l’ex medico continua ad elargire terapie secondo il suo tipico approccio.

Il suo metodo scientifico è bannare chiunque osi sminuire o contestare i suoi metodi, invece di decantare l’efficacia indiscussa della sua cura. Un mix a base di Terapia Verbale, grafologia, pendolino, fiori di Bach, omeopatia, bagni derivativi, lavaggi epatici, segnature e riti psicomagici. Queste sono alcune delle pseudo medicine ampiamente smentite, se non addirittura sconosciute a molti di noi, ignorate dalla scienza e snobbate dalla medicina ufficiale.

L’attività della Mereu è inarrestabile

Durante la pandemia l’ex medico non ha interrotto le visite, così si è organizzata meglio che mai con consulti a distanza a cadenza quotidiana. Si è prodigata tanto per garantire il servizio ai suoi pazienti. Il bello è che pur diffidando dell’esistenza del Coronavirus, si è addirittura messa a disposizione del Sistema Sanitario Nazionale come medico omeopata. Tra un seminario e la presentazione di un libro divulgativo a fumetti, tra un convegno e un consulto, la ex doc non si risparmia.

Come si evince dalla sezione eventi del suo sito, scopriamo che tra febbraio e settembre l’agenda è stata fittissima. Ma arriviamo alla novità, e cioè che lo scorso agosto Gabriella Mereu ha lasciato i panni da pseudo medico per indossare quelli di attrice. Difatti è uscito su Youtube il suo primo film, che potete vedere qui, in cui si racconta.

Gabriella Mereu, da medico ad attrice

Il film è stato concepito come un lunghissimo documentario-intervista. Oltre due ore di parlantina ininterrotta, sullo sfondo delle meravigliose immagini del mare e dei paesaggi mozzafiato della sua terra: la Sardegna. Le immagini sono ottenute con l’ausilio di droni, usati con tecnica raffinata e curata. Ma oltre alle splendide immagini, fa da cornice anche l’interessante selezione musicale che accompagna le riprese.

Andrea Zaupa, da yogi a produttore

Il produttore è Andrea Zaupa, cantante baritono, esperto di olistica, yogi, ma anche fotografo freelance e da sempre dubbioso sulla verità della pandemia. Balzato agli onori della cronaca per aver documentato con un video “Internato per covid a Shanghai”, sul suo canale Youtube. Nel video, con oltre 11mila visualizzazioni, Zaupa ha documentato la sua quarantena in Cina, dopo essere risultato positivo al test. Ovviamente la visibilità del suo canale Youtube gli ha permesso di promuovere con successo il suo “film” sulla Mereu, oltre gli altri a lei dedicati che, a quanto pare sono in cantiere.

Ma in due ore, che avrà da dire la Mereu?

Nel film la ex dottoressa ci parla della sua lunga esperienza di medico divergente, lamentandosi della trasmissione de Le Iene, che con i loro servizi le hanno rovinato la reputazione. Elargisce perle di sapere in tono discorsivo in questa lunga e interminabile intervista incalzata dalle domande del suo amico Zaupa, il baritono freelance, il quale sembra nutrire per lei una vera e propria venerazione.

Ecco alcune frasi del copione della Gabriella Mereu in “nazionale”, attrice a tempo perso:

La malattia è nel terreno. La vera cura è cambiare il terreno. Molta gente guarisce anche solo andando via, cambiando luoghi, aria, rinascendo altrove“.

“La malattia è l’espressione del malessere che viene dall’anima che si lamenta delle imposizioni del sistema e degli schemi che reprimono la persona”.

“Curatevi da soli, studiate per la vostra vita, gli altri vi ammazzano”.

Tra i suoi ispiratori l’ex medico rimarca:

“Mi rifaccio al pensiero di Freud, ma soprattutto di Groddek, ma un po’ anche Jung.”

E poi riguardo alla vera verità circa i malesseri che affliggono l’uomo:

“ Le persone sono diverse, i problemi sono sempre gli stessi. Se spieghi loro che il sintomo è l’espressione linguistica che è incarnata nel sintomo, che bisogna cogliere le parole che sono la proiezione del loro problema esistenziale, che occorre trattare con la consapevolezza del linguaggio e con la teoria dei simile, allora curi il male con lo stesso male. Spiegando ciò i malati diventano consapevoli e guariscono ritrovando nel loro vissuto il linguaggio che attiva una cura automatica”

Riguardo a Le Iene, le viene chiesto espressamente di Nadia Toffa:

La Toffa è morta di se stessa. Non posso dire che sia morta di chemioterapia solo perché non mi è permesso dirlo. So solo che ho studiato all’università che le radioterapie sono dannose e mortali .


Dopo il primo lungometraggio, in arrivo il secondo


Il yogi, baritono freelance Andrea Zaupa ci annuncia con entusiasmo che dopo il grande successo del primo film (quasi 100mila visualizzazioni), ci sarà l’imminente uscita del secondo film. Stavolta però durerà 4 ore. Ovviamente per l’immane lavoro che richiede la sua realizzazione, si potrà fruire solo attraverso un piccolo sforzo economico da parte del pubblico. Vedendo questo nuovo lungometraggio, con la Gabriella Mereu come attrice, il pubblico acquisirà innegabilmente delle competenze mediche che nessuna università potrà mai conferire. Le competenze che solo l’aver frequentato l’Università di YouTube può dare.


4 Risposte a “Gabriella Mereu, da dottoressa ad attrice”

  1. Gentile Autore, guardiamo il trave nei nostri occhi piuttosto che la pagliuzza negli occhi degli altri. Il lavoro della DOTT.SSA MEREU sarà valorizzato dai posteri, quando queste tecniche di autoguarigione non saranno più osteggiate ma integrate nella medicina ufficiale.

  2. Caro Jerry o Gerry che dir si voglia, la comicità e l’inconsapevolezza sono peculiarità rare e possederle non è da tutti. Il suo o più confidenzialmente tuo nome o pseudonimo è introvabile sul web quindi chi sei??. Sarebbe bene tu aprissi la mente per comprendere meglio ciò di cui scrivi, ma capisco che anche questo non è da tutti. Ciò che scrivi corrisponde in gran parte al vero è questa è una buona cosa poichè senza volerlo hai invece che diffamato, aumentato la notorietà della dottoressa Mereu, sempre che ne abbia necessità. Falsa invece l’affermazione che ella si faccia pagare profumatamente i suoi incontri sul web o i singoli consigli forniti a tutti coloro che li richiedono, mai richiesto un euro e per quanto mi riguarda, i risultati si che gratuitamente sono arrivati.
    A proposito, qualunque sia il modo con il quale una persona modifica in positivo il proprio stato, quel modo è degno di rispetto, ricercare le cause del sintomo in se stessi e trovandone la motivazione, riuscire a migliorarsi sia emotivamente sia fisicamente è una difficile strada da percorrere ma certamente più coerente con lo svilupparsi della vita. Dare risposta al sintomo con farmaci che chiudono la porta alla comprensione di se è un metodo più semplice e da sempre proposto dalle caste farmaceutiche e mediche, ma si sa le vie brevi, sono per gli scansafatiche e questo articolo ne è la riprova.
    Un augurio citando Paoli “tutte le strade sono giuste anche quelle sbagliate, basta non esser certi mai” .

  3. Grandissima la dottoressa Mereu. Prima cosa ti insegna a volerti bene. A studiare
    Anche il mio endocrinologo uomo, aperto, afferma che la mia malattia è nata prima nel mio pensiero. La mente, mente. E porta al cronico.
    Aprirsi al cambiamento, alla consapevolezza che nulla è scontato neppure la scienza, che tutto ha una evoluzione e che dalle malattie si può guarire ascoltando la nostra anima il nostro sentire, è senz’altro illuminante. Umile generosa schietta semplice gentile come una madre questa è Gabriella Mereu. Non importa chi sei ma il tuo primo compito e fare del bene. E lei ne fa’ tantissimo come molti altri medici. Perché ingiuriarla ? Con un articolo che sa di tempi antichi ..di passato ..chi scrive dovrebbe ascoltare e studiare qualche lezione sul cervello umano in università e poi riscrivere con parole nuove e profumate l’articolo. Aaah la dualità !! Bene e male. Accettando questa dualità del mondo si rimettono in ordine equilibri universali.
    Apriamoci al cambiamento apriamo le ali e voliamo siamo molto di più di quello che fino ad ora ci hanno insegnato. Grazie Mi chiamo Rita e sono guarita

  4. Grande Mereu! La pioniera della Nuova medicina, che ci insegna a prendere le nostre responsabilità attraverso i primi sintomi, capendo il linguaggio del corpo, prendendo consapevolezza e quindi cambiando scelte, evitando di arrivare alla malattia vera e propria. Solo per personalità evolute però, ma che in questi tempi si stanno moltiplicando.

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