Gatti, conigli e alieni: ecco le gravidanze fantasiose

Gatti, conigli e alieni: ecco le gravidanze fantasiose

Nel corso dei secoli alcune donne hanno sostenuto di aver avuto gravidanze alquanto fantasiose. Tra questi parti assurdi c’è anche chi afferma di aver partorito un alieno

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Gravidanze fantasiose? Una storia antica

Nell’Inghilterra elisabettiana del 1569 una domestica ventisettenne di nome Agnes Bowker, che viveva nel Leicestershire, si accorse di essere in gravidanza. Non era sposata e a quei tempi era parecchio disonorevole rimanere incinta. Il 22 gennaio 1569 la ragazza annunciò di aver partorito da sola, in casa sua. Alla levatrice del paese e alle vicine di casa mostrò il cadavere di una creatura che aveva tutte le apparenze di un gatto. Questa è di sicuro una tra le gravidanze più fantasiose dell’epoca tant’è che David Cressy, nel 1999, ci scrisse pure un libro.

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Il disegno del commissario Anthony Anderson

La notizia di questo assurdo parto si diffuse rapidamente, tanto che Anthony Anderson — commissario dell’Arcidiacono locale — decise di istruire un’inchiesta. Il commissario, colpito anche lui dalla singolare notizia, aprì l’inchiesta sia per curiosità ma soprattutto per cercare di frenare le dicerie che circolavano. A questo punto Anderson si fece consegnare il “feto” partorito dalla Agnes e praticò una specie di autopsia. Ciò che emerse dalla rudimentale dissezione lasciò tutti stupiti: effettivamente il feto partorito era quello di un comune gatto domestico, del quale eseguì anche un disegno.

La storia va in tribunale

La «madre del gatto», interrogata in tribunale, fornì diverse versioni della storia. Da subito ammise di aver avuto rapporti intimi con Randal Dowley, un servo al servizio dello stesso padrone della ragazza, ma aggiunse che non era lui il padre del gatto. Ad un certo punto del processo la giovane donna accusò Hugh Brady, un maestro di scuola dove aveva prestato servizio tempo prima. La ragazza disse che il maestro abusò di lei parecchie volte, ma la cosa che colpì la giuria fu quando affermò che avrebbe dovuto «sposare il diavolo». Poi terminò dicendo che in seguito, un levriero o un gatto, nottetempo, la misero incinta.

Durante il processo la levatrice del paese, Margaret Roos, testimoniò di averla visitata prima del parto e di aver notato qualcosa di strano nella ragazza. Aggiunse anche che durante la visita interna «si sentì punzecchiare». Un’altra donna, Elizabeth Harrison, con una fantasia molto più fervida, affermò di aver intravisto una creatura far visita ad Agnes. La donna al giudice spiegò che a volte la creatura era sotto spoglie di un orso, a volte come cane mentre altre volte aveva le sembianze di un uomo.

Nessuna delle donne che testimoniarono, comunque, ammise di aver visto effettivamente nascere il misterioso gatto. Pian piano l’eco della nascita prodigiosa si affievolì. Nessuno seppe mai che fine fece Agnes dopo il processo. La cosa più logica è che la giovane donna, sapendo che la gravidanza le avrebbe probabilmente fatto perdere il lavoro, inventò la stramba storia per evitare la vergogna e ricevere cure e attenzioni.

Mary Toft, la madre dei coniglietti

Quello che invece ha spinto Mary Toft — passata alla storia come truffatrice — a inventarsi di aver dato alla luce più di quindici conigli, è stata la povertà e il desiderio di guadagnare soldi per sé e per la sua famiglia. Nata nel 1701, Mary Toft fu una donna povera e analfabeta. Nel 1720 si sposò con un sarto, Joshua Toft, stabilendosi con lui a Godalming e mettendo al mondo tre figli. Anne, Mary e James.

Una strana storia

Secondo i documenti rinvenuti, Mary Toft aspettava un quarto figlio nel 1726. Probabilmente a fine estate ebbe un aborto spontaneo senza però dire niente a nessuno. Il 27 settembre 1726 finse di entrare in travaglio, chiedendo aiuto alla suocera e a una vicina di casa. Dopo qualche ora Mary diede alla luce qualcosa che sembra un animale. Immediatamente la famiglia mandò a chiamare un ostetrico locale, John Howard, al quale mostrarono una testa di coniglio e due zampe di gatto “partorite” da Mary. Howard rimase profondamente stupito e il giorno seguente aiutò Mary ad espellere altre parti anatomiche della bestiola. Sembrò che la gravidanza della povera donna non finisse mai: durante tutto il mese di ottobre Mary “diede alla luce” ben nove coniglietti morti.

Si inizia a parlare delle gravidanze fantasiose di Mary

L’ostetrico Howard inviò lettere ai più rinomati medici d’Inghilterra. Addirittura spedì una lettera al segretario del re per informare la Casa Reale dello straordinario fenomeno. In effetti la singolare notizia incuriosì parecchio re Giorgio I tanto da fargli mandare due persone di fiducia ad investigare. Il primo fu Nathaniel St. André, medico anatomista svizzero, mentre il secondo investigatore fu Samuel Molyneux: segretario del Principe di Galles. Non appena i due arrivarono a casa di Howard a Guildford — dove Mary si trasferì con la famiglia il 15 novembre —, furono subito informati che la donna aveva appena partorito il suo quindicesimo coniglietto.

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Re Giorgio I

Il medico anatomista St. André, dopo una visita alquanto affrettata, concluse dicendo che inspiegabilmente i coniglietti si erano formati nelle tube di Falloppio della donna. Aggiunse anche che si trattò di un caso autentico. Così, per dimostrare che ciò a cui aveva assistito non era una delle tante gravidanze fantasiose, prelevò alcuni coniglietti e li portò a Londra per mostrarli al re e al principe di Galles.

La storia non convince

Scettico, re Giorgio I li fece esaminare da un altro medico: un chirurgo tedesco di nome Cyriacus Ahlers. Questo, dopo una autopsia, trovò nell’intestino di un coniglietto del fieno e della paglia: prova evidente che gli animali non si svilupparono nel corpo di Mary, bensì in una comune conigliera. Il dottor St. André e il segretario Howard, tuttavia riuscirono a convincere il chirurgo a non rivelare le sue analisi e i suoi dubbi al re.

In poche settimane Mary Toft diventò un personaggio nazionale e la stampa le riservò grandi attenzioni. La donna disse ai giornalisti che mentre lavorava nei campi, un coniglio balzando la spaventò. All’epoca si credeva nella impressione materna, ovvero che un grande spavento subìto da una donna incinta potesse influenzare l’aspetto del bimbo che portava in grembo. La storia, quindi, sembrò abbastanza verosimile.

La frode

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Nathaniel St. André

Il 29 novembre 1726 Mary venne portata al Lacy’s Bagnio, uno stabilimento di bagni nei Leicester Fields di Londra. Lo scopo fu di farla esaminare da una commissione medica, sotto la supervisione del dottor St. André. Quest’ultimo convocò anche il dottor James Douglas, rinomato ostetrico e anatomista, sperando che anche lui confermasse che le nascite dei coniglietti erano da attribuire a Mary.

Douglas però dichiarò pubblicamente che si trattava di una frode, di una di quelle gravidanze fantasiose ideata dalla donna per far parlare di sé. Ciò nonostante, il 3 dicembre 1726, St. André pubblicò un resoconto dell’evento intitolato: “Breve racconto di uno strano parto di conigli“.

Il mistero viene smascherato

Finalmente il 4 dicembre 1726 il mistero della frode fu risolto. A far da complice alla donna fu un facchino, il quale venne sorpreso mentre introduceva di nascosto un coniglio nella stanza di Mary. Thomas Onslow, un politico e proprietario terriero locale, nel frattempo condusse un’indagine per suo conto, scoprendo che Joshua — il marito di Mary —, comprò sottobanco parecchi coniglietti negli ultimi mesi.

Il dottor Douglas, non contento, decise di far confessare Mary, così convocò Sir Thomas Clarge, un giudice di pace, il quale iniziò a interrogarla sulla questione. La donna da subito rifiutò di collaborare, ma quando i medici la minacciarono di praticarle un intervento chirurgico per scoprire cosa ci fosse in lei di diverso dalle altre donne, finalmente confessò.

Una confessione imbarazzante

Il resoconto di St. André

Mary spiegò che durante l’estate perse il figlio, ma vedendo un cucciolo partorito morto da una coniglia ebbe l’idea di inserirselo nella vagina. A quel punto finse di darlo alla luce. Anche i suoi familiari furono d’accordo. Sapevano bene che esibire Mary come fenomeno vivente avrebbe fruttato molti soldi, risollevando le traballanti finanze della famiglia.

La confessione di Mary Toft risultò molto imbarazzante per St. André, che solo quattro giorni prima aveva pubblicato il suo: “Breve racconto di uno strano parto di conigli”. Il medico credette veramente alle spiegazioni che Mary gli fornì? Non possiamo saperlo. Certo è che la sua reputazione crollò completamente. Sommerso dal ridicolo, perdette tutti i suoi clienti e morì in povertà a Southampton, nel 1776, all’età di novant’anni. Mary invece tornò nel Surrey, dove nel 1728 diede alla luce una bambina. La donna morì nel 1763.

Gravidanze fantasiose e tempi moderni

Ma se queste storie potevano essere credute e accettate in tempi dove l’ignoranza e la superstizione erano di casa, sembra impossibile crederci tutt’oggi. Eppure poco più di dieci anni fa è stata mostrata in televisione la foto di un coniglio scuoiato, facendolo passare per uno strano ibrido tra una donna terrestre e un alieno. Ebbene sì, nel 2009 la trasmissione Mistero, condotta dal cantante Enrico Ruggeri, presentò in prima serata la strampalata storia di una signora sarda. La donna, Giovanna Podda, dichiarò di essere stata rapita dagli alieni e di essere stata violentata diciotto volte.

La foto del “feto alieno”

Iniziarono altrettante gravidanze le quali, in seguito, furono interrotte dai malvagi spaziali che le sottrassero i feti mettendoli dentro delle incubatrici. Non si sa che fine abbiano fatto tali ibridi: forse Ruggeri lo sa. Quello che invece si sa è che Giovanna disse di essere riuscita a tenersene uno solo, malformato, e ne esibì la foto in trasmissione.

Chiunque abbia mai visto un coniglio pronto per la cottura può ben capire che si tratti in realtà di un esemplare (un po’ malandato) del simpatico e gustoso roditore. Ovviamente la storia apparve ridicola sin da subito e moltissimi telespettatori si presero beffa della donna. Proprio per questo motivo Giovanna Podda lamentò di aver perso il lavoro e di aver dovuto lasciare il suo paese visto che le persone ormai si prendevano gioco di lei. C’è da chiedersi, quindi, perché mai sia andata in televisione a raccontare una storia così pazzesca quanto mai incredibile.

Di questa storia ne hanno parlato anche Paolo Attivissimo, Salvo Di Grazia e Massimo Polidoro. Vi consigliamo di leggere il racconto sui loro blog.

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