Crea sito

Gli “Igloo” di Milano, quelle strane abitazioni

Gli “Igloo” di Milano, quelle strane abitazioni

Più di settant’anni fa l’ing. Cavallè ebbe l’idea di edificare delle strane abitazioni, simili a igloo o a funghi, riducendo i costi di una casa. Così Milano affrontò il problema del patrimonio edilizio

strane abitazioni a Milano

Quelle strane abitazioni di Milano

Al termine della II Guerra Mondiale Milano dovette affrontare un grosso problema abitativo. I bombardamenti avevano distrutto circa un terzo del patrimonio edilizio. Moltissimi abitanti erano costretti a coabitazioni forzate oppure — sfollati durante il periodo peggiore —, volevano tornare in città ma non sapevano dove andare a vivere. Milano cercò quindi di porvi rimedio con la costruzione di strane abitazioni o «alloggi provvisori» come il Villaggio Svizzero in via Berna o e le “Case Minime” costruite in Viale Argonne (demolite negli anni ’50) e in altri luoghi.

Un’idea originale

strane abitazioni a Milano
Un “igloo” della Maggiolina

Una delle idee più originali per risolvere il problema di avere case costruite rapidamente e a basso costo fu quella dell’ingegnere Prof. Mario Cavallé, insegnante al Politecnico, che nel 1946 realizzò dodici “case-igloo” in via Lepanto, nel quartiere della Maggiolina.

L’ingegner Cavallé aveva importato il sistema di costruzione dall’America. Si trattava in sostanza di una “rete” di cemento a forma semisferica, i cui vuoti venivano riempiti con mattoni forati disposti a losanghe convergenti.

Si formava così un vano di forma rotonda di circa 45 mq, divisibile a piacere; la casa-tipo era formata da un minuscolo ingresso, un bagno con doccia, un soggiorno-angolo cottura e una camera da letto. Il seminterrato, accessibile tramite una botola, era un vano unico di misura uguale all’abitazione: non aveva l’abitabilità ma poteva essere utilizzato come ripostiglio, alloggio di fortuna, ecc.

Il costo di una di queste casette, compreso il terreno di 120 mq, andava dalle 600.000 lire se “al rustico”, senza rifiniture né pareti interne, alle 1.400.000 lire se la si voleva già completa.

Sempre più difficile!

strane abitazioni a Milano
Classico fungo a due piani

L’ingegner Cavallé, visto il successo dei suoi “igloo”, costruì anche delle stranissime case a forma di fungo, più grandi dato che si sviluppavano su due livelli sovrapposti: il piano terra era  un cilindro e costituiva il “gambo”, il piano superiore invece era costituito dalla stessa struttura a volta degli “igloo”, più ampio del piano terra e dipinto addirittura a pois per somigliare al “cappello” della Amanita Muscaria, il celebre fungo che tutti abbiamo visto nelle illustrazioni dei libri di favole, magari con un nanetto seduto sopra.

Purtroppo queste case a Milano non esistono più: vennero demolite nel 1965 dal nipote dell’ingegnere. Ne furono però ricostruite alcune a Novate Milanese, di cui riportiamo una foto presa da Google; anche se non hanno più il tetto a pallini, la forma è inconfondibile. Quattro delle villette a “igloo” furono in seguito demolite, mentre otto esistono ancora e sono abitate.

strane abitazioni a Milano

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: