Gli “Snake Handlers”

Gli “Snake Handlers”

Negli Appalachi uno strano culto continua a fare vittime tra i fedeli. Tra superstizioni e fanatismo gli Snake Handlers maneggiano serpenti dal morso letale durante le loro cerimonie. Ecco chi sono i manipolatori di serpenti

Gli Stati Uniti, si sa, sono la patria di culti più o meno strampalati. Uno dei più curiosi è indubbiamente quello degli Snake Handlers, o manipolatori di serpenti. Si tratta di un rito religioso tipico di un piccolo numero di chiese isolate, soprattutto nella regione dei Monti Appalachi. Sono chiese appartenenti ai movimenti pentecostali o carismatici. Non si sa precisamente come sia nato questo strano rito. Tuttavia la sua diffusione si deve soprattutto a George Went Hensley, un ministro pentecostale vissuto dal 1881 al 1955.

George Went Hensley, il profeta

George W. Hensley (foto Wikipedia)

Hensley, nativo della Virginia, fino a trent’anni lavorò in miniera, dedicandosi alla distillazione clandestina di whisky. In seguito a delle “visioni” cambiò vita e iniziò a studiare le Sacre Scritture. Si fissò in particolare su di un passo del vangelo (Marco 16: 17-18) che recita:

“E questi segni seguiranno coloro che credono; nel mio nome scacceranno i demoni; parleranno in nuove lingue; prenderanno in mano i serpenti; e se berranno qualcosa di mortale, non farà loro del male; metteranno le mani sui malati, e guariranno “.

Hensley evidentemente ignorava il significato della parola «allegoria». Così pensò che se i credenti avessero avuto veramente lo Spirito Santo dentro di loro, avrebbero dovuto essere in grado di maneggiare serpenti a sonagli e di bere veleno senza subire alcun danno.

Snake handlers. il culto prende piede

Dopo aver ottenuto una licenza come ministro del culto, Hensley cominciò a girare per le campagne tenendo sermoni e servizi religiosi che attiravano vere e proprie folle di fedeli. Durante queste funzioni i fedeli erano incoraggiati a imporre le mani sui malati, parlare in lingue sconosciute, fornire testimonianza di miracoli e occasionalmente consumare veleni come la stricnina. Ovviamente non mancavano gli esiti fatali, ma questi eventi venivano considerati come «segno di scarsa fede» da parte del defunto. Oppure semplicemente si riteneva che per la vittima fosse semplicemente giunta l’ora del destino.

snake handling
Una cerimonia degli Snake Handlers, 1946.

La morte di Hensley: «Non voglio alcuna cura»

Hensley continuò a peregrinare per gli Stati Uniti per una trentina d’anni. Il 24 luglio 1955, mentre si trovava in Florida per una serie di servizi religiosi, riuscì a procurarsi un serpente lungo un metro e mezzo e lo portò a un raduno che si teneva presso una fucina abbandonata. Dopo un fervente sermone Hensley tirò fuori il rettile dal barilotto in cui lo aveva conservato, se lo avvolse attorno al collo e cominciò a camminare davanti ai fedeli continuando a predicare. Purtroppo mentre lo rimetteva a posto il serpente lo morse al polso.

Pochi minuti dopo Hensley si accasciò, lamentando un forte dolore al braccio. Fu portato a casa di un fedele che propose di chiamare un medico, ma il predicatore rifiutò qualsiasi cura malgrado il dolore fosse fortissimo e avesse iniziato a vomitare sangue. Un testimone oculare, in seguito, disse che Hensley attribuì le sue sofferenze alla mancanza di fede della congregazione. Nelle prime ore del mattino successivo, il predicatore morì. In seguito Hannah Gaskin, giudice della contea di Calhoun, dichiarò che la morte di Hensley era da considerarsi suicidio.

La situazione attuale

Un fedele durante una funzione

Tutti gli Stati degli Appalachi, hanno bandito i rituali degli Snake Handlers. Gli Stati dell’Alabama, Kentucky e Tennessee hanno approvato leggi contro l’uso di serpenti velenosi e altri rettili che costituiscano un pericolo per la vita. La manipolazione dei serpenti è legale solo nello stato del West Virginia, poiché l’attuale costituzione statale non consente ad alcuna legge di ostacolare o promuovere una pratica religiosa.

I morti continuano

Nel 1992, Glen Summerford, un predicatore che manipolava serpenti, fu condannato per il tentato omicidio di sua moglie con un serpente a sonagli. Il giornalista Dennis Covington, nel suo libro — Salvation on Sand Mountain —, racconta le sue esperienze di prima mano in una chiesa di manipolatori di serpenti. La congregazione di cui Covington si è occupato crede pienamente che gli aderenti debbano maneggiare i serpenti come dimostrazione della presenza in loro dello Spirito Santo. Se vengono morsi significa che non hanno il vero Spirito. Se muoiono, allora Dio voleva che ciò accadesse.

Nel luglio 2008, dieci persone furono arrestate e 125 serpenti velenosi furono confiscati al pastore Gregory James Coots, di Middlesboro, Kentucky. Anche Jamie Coots (figlio di Gregory) fu citato nel 2013 per possesso e trasporto illegale di serpenti velenosi. Durante un controllo stradale a Knoxville, Tennessee, all’uomo furono scoperti cinque serpenti a sonagli nel suo veicolo. Jamie Coots morì il 15 febbraio 2014 a causa di un morso di serpente. La morte tuttavia non è l’unico rischio che corrono i fedeli. Lo psicologo americano Ralph Hood osserva:

“Se si va in qualsiasi chiesa di manipolatori di serpenti, si vedono persone con mani atrofizzate e dita mancanti. Non c’è famiglia in queste comunità che non abbia sofferto lutti e mutilazioni a causa di queste pratiche”.

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