Grazie alla democrazia, no vax e putiniani scendono in politica

Sino a poche settimane fa la classe politica era odiata dai no vax e filo putiniani. Adesso invece, con le imminenti votazioni, sono loro ad ambire agli scranni. Ecco come la democrazia ha dato modo agli antivaccinisti di fondare movimenti e partiti al grido «libertà»

Prima una pandemia poi una guerra di frustrazione, ecco cos’è servito per fare emergere tutto il disagio sociale del nostro Paese. Uno stillicidio continuo di rabbia, frustrazione e arroganza descolarizzata: risentimenti necessari per essere un anti vaccinista tifoso di Putin. Con i loro ragionamenti contraddittori e privi di conoscenze scientifiche e politiche ci hanno mostrato il fallimento dei social, divenuti dei mattatoi virtuali. Così l’ignobile «dittatura», tanto strillata dai no vax, ha permesso agli stessi di buttarsi in politica e fondare movimenti e partiti rigorosamente anti tutto.

La democrazia 2.0 ha fallito

La fortuna di questi squadristi da remoto è che nel nostro Paese lo stato di diritto tutela anche loro: bulli senza titoli specifici e privi di pietà, portatori sani di disprezzo verso la “pecora” che ha creduto in una pandemia o che prova orrore per le vittime di una guerra. Con tanta pazienza e molto rammarico li abbiamo visti in piazza, vomitare odio contro la ragion di Stato e la scienza.

E tra compassione e condanna abbiamo letto i loro commenti in cui auguravano la morte a chi coscienziosamente ha arginato un virus, grazie ad un vaccino, proteggendo in questo modo anche loro. Li abbiamo persino visti con addosso l’armatura di burro dei vili, manifestare con fascisti richiedenti democrazia.

E così sottobraccio al teppista del quartiere hanno violentato la Costituzione, assaltato il pensiero altrui, spingendosi in maldestri attentati dinamitardi contro i simboli pro vax, sino a dare del “guerrafondaio” a chi sostiene che è l’Ucraina ad essere stata invasa e non il contrario.

No vax, tra politica e religione

Uno tra i molti ad aver cavalcato il disagio anti vaccinista è Giuliano Castellino, ex forzista nuovo, passato al gruppo antiglobalista no vax dell’arcivescovo Viganò: l’oppositore di Papa Francesco, giusto per capirci.

Una coppia di tutto rispetto, non c’è che dire, visto che Castellino è da poco uscito di galera per aver assaltato gli uffici della Cgil, durante la manifestazione no vax del 9 ottobre scorso a Roma, mentre monsignor Viganò fu allontanato dalla Santa Sede non solo per lo scandalo Watileaks ma persino per le sue convinzioni cospirazioniste.

Roma – Giuliano Castellino durante una manifestazione no vax mentre incita a “prendere i sindacati”

“Da due anni stiamo assistendo a un colpo di stato globale, in cui un’élite finanziaria e ideologica è riuscita a prendere il controllo di parte dei governi nazionali, istituzioni pubbliche e private, media, magistratura, politici e leader religiosi. Tutti questi, indistintamente, sono diventati schiavi di questi nuovi padroni che assicurano potere, denaro e affermazione sociale ai loro complici. I diritti fondamentali, che fino a ieri venivano presentati come inviolabili, sono stati calpestati in nome di un’emergenza: oggi emergenza sanitaria, domani emergenza ecologica, e dopo emergenza internet”

Citazione di monsignor Viganò

La lista politica “Vita” con Polacco, Barillari e Cunial

La politica no vax però non si ferma ai grandi nomi fasciovaticani. Come detto prima: la temibile «dittatura» ha dato modo a chiunque di fondare un movimento o un partito. Ovviamente nati con lo scopo di rivoluzionare gli schemi, infrangere la scienza e ridare «libertà» al popolo oppresso dai poteri forti.

E così tra la miriade di nuovi partiti, a dar battaglia al sistema c’è anche Vita: la lista politica unitaria che al suo interno raggruppa no vax, no 5G, Sentinelle della Costituzione e No Paura Day.

Tra i fondatori ed esponenti di spicco troviamo Sara Cunial e Davide Barillari; il segretario nazionale 3V, Luca Teodori; il referente nazionale di No Paura Day, Paolo Sensini; il responsabile di Le Sentinelle della Costituzione, l’avv. Polacco e Maurizio Martucci: referente di Alleanza Italiana Stop 5G.

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Esponenti della lista Vita in conferenza stampa

Per chi si fosse dimenticato le imprese dei due compari di disagio, oppure quelle dell’avv. Polacco, ricordiamo quella in cui Cunial e Barillari occuparono l’ufficio della Regione per protesta contro il green pass. L’esibizione è passata alla cronaca come una comica pagata con soldi pubblici.

La detestata «dittatura» citata più volte ha fatto sì che i due non prendessero nemmeno una denuncia per interruzione di pubblico servizio.

Oppure quando Barillari con una pistola (speriamo giocattolo) se la puntò addosso simulando il suicidio da vaccino. Anche in questo caso, tranne proteste e attacchi da alcune forze politiche, al consigliere regionale arrivò solo una nota di biasimo e una segnalazione alle forze dell’ordine.

Avv. Polacco: perizia sui vaccini e denuncia al comune di Bugliano

E che dire dell’avv. Polacco — presidente dell’associazione “Io sto con l’avv. Polacco” — il quale in veste di pubblico ufficiale fece addirittura una perizia giudiziaria sul vaccino? L’esperimento, in poche parole, fu quello di attaccare una forchetta sul braccio di un vaccinato (vedi video). L’avv. Polacco fu anche protagonista della denuncia fatta al comune di Bugliano. Peccato che il comune non esiste ma è solo una famosa pagina di satira nata su Facebook dal nome — appunto: “Comune di Bugliano”.

Ecco di chi stiamo parlando: di persone come Barillari e Cunial, che pur di far valere le proprie convinzioni antiscientifiche sfruttano locali istituzionali pagati con i soldi dei contribuenti. Ma nella lista Vita c’è anche chi non riconosce la realtà dalla satira, esponendosi in pubblico con una denuncia degna di Colorado Cafè e una perizia sui vaccini fatta con una forchetta.

Adriano Panzironi, tra “Rivoluzione” e ghigliottina

Giornalista, medico, imprenditore, coach, editore, politico, dietologo e chi più ne ha più ne metta. Parliamo di Adriano Panzironi, lo pseudo-nutrizionista più famoso d’Italia. Il guru dell’alimentazione non lo ha preso di certo alla leggera il suo impegno politico così, a differenza dei suoi colleghi no vax, centra subito il punto fondando un partito dal nome e dal simbolo tutt’altro che rassicuranti. A confortare i suoi futuri votanti lo fa con messaggi social, nel quale ad esempio si legge chiaramente che:

Il post Telegram

Ricordiamo che i nutrizionisti e il personale sanitario ne sanno più di un Panzironi qualsiasi, privo di titoli accademici adeguati per consigliare alle persone come vivere una vita salutare e duratura. E siamo convinti che persino i politici di professione ne sappiano più di lui, improvvisatosi il nuovo “Nenni de noantri”. In buona sostanza il signor Panzironi è l’ennesimo tuttologo dell’impossibile, il soggetto ideale per avallare la teoria di Dunning e Kruger.

“Unione Popolare”, il partito di Enrico Montesano

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Tra funamboli con la labirintite e scimmie ubriache, nel grande circo del complottismo no vax prossimo alla politica troviamo anche Enrico Montesano. Persino lui ha voluto dire la sua, così con l’aiuto di Barillari e Cunial ha fondato Unione Popolare.

“Io ho solo messo il mio nome e la mia notorietà a servizio della verità, non lo faccio per ambizione personale. In questi due anni non ci ho guadagnato nulla a dire quello che ho detto, anzi: solo insulti da ogni parte. Ma questa è un’idea in cui credo, una lotta dei popoli contro le élites, e mi espongo volentieri come ho sempre fatto quando ho creduto in qualcosa”.

Citazione di Enrico Montesano

Il partito nasce affinché i popoli si ribellino contro le élites mondiali. Mica male come obiettivo. Vorremo però far notare che anche gli attori come Enrico Montesano — nati da una famiglia di attori e con figli attori e produttori cinematografici — appartengono a una élite.

Anche Enrico Montesano, come tutti i suoi colleghi di “lotta anti dittatura”, è un fervido “conoscitore” delle Leggi e della Costituzione. La dimostrazione la diede quando gli chiesero di indossare la mascherina, a inizio pandemia, ma lui rispose strillando contro le forze dell’ordine:

Mariano Amici, il medico no vax, scende in politica

A scendere in politica, contro gli odiati tiranni, nella maledetta dimora del potere statale, ci ha pensato anche il medico no vax Mariano Amici. Sì, è lo stesso che per valutare l’efficacia dei tamponi testò un kiwi. Lo stesso che ha sfruttato una pandemia per diventare un personaggio pubblico.

Dopotutto anche lui è convinto che per salvare il popolo vessato dalle detestabili lobby e dalle opprimenti minacce del sistema sia necessario sacrificarsi e diventare un politico. Così, senza perdere tempo, anche il dott. Amici si è buttato nella mischia, fondando un movimento contro l’inefficienza e la poca esperienza di chi adesso è al governo:

 “Al comando ci debbono andare le persone che emergono per merito e non le persone scelte dai “capi” come avviene ora per cui ci ritroviamo soggetti, non eletti dal popolo, senza cultura e senza alcuna capacità”

Ricordiamo al dott. Amici che il governo — secondo l’art 92 della Costituzione — non viene eletto dal popolo. Ci dispiace deluderla, ma nemmeno il Presidente del Consiglio o il Presidente della Repubblica sono eletti dal popolo. Le consigliamo vivamente di ripassare la sua amata Costituzione prima di dare degli «incapaci privi di cultura» agli altri.

Italexit, tra no vax e moneta unica

I simboli cambiano e i nomi pure, ma la sostanza rimane sempre e solo quella: uscire dall’Europa, combattere la «dittatura» e no alle regole del governo. A detta di questi nuovi profeti della politica, l’incapacità è solo degli altri.

Il tutto nasce dalla politica no vax e dalla propaganda anti regime. E così al senatore Gianluigi Paragone viene la brillante idea di raccattare voti da putiniani anti vaccinisti e sputatori liberi. Anche per lui le promesse al suo futuro elettorato sono le solite:

“Gli italiani si meritano un’Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranità e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora più che mai è necessario un radicale cambio di paradigma. C’è da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent’anni di politiche antipopolari e ricostruire una società all’insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. Sarà una strada dura, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l’Italia!

Il partito Italexit, come detto sopra, è di chiara matrice no vax, tant’è che la campagna elettorale è una condanna martellante nei confronti del ministro Speranza, del lockdown e del green pass (vedi video). In Italexit c’è anche Stefano Puzzer, il portuale di Trieste licenziato a cause delle sue convinzioni oltranziste riguardo i vaccini e il green pass. Anche in questo caso vorremmo far sommessamente notare che il signor Puzzer è vaccinato, ma contrario al vaccino e al green pass.

Come non bastasse, tra le file del partito c’è persino il vice questore (sospeso) Alessandra Schilirò. Quest’ultima parlò da un palco, ad una manifestazione no vax, dicendosi contraria al green pass. Peccato che il suo ruolo era quello di far rispettare la legge, non di aizzare la folla all’odio istituzionale. Ma non solo. In Italexit ci sono altri componenti de “La gente come noi”, come ad esempio Andrea Donaggio e Franco Zonta.

Da “Ancora Italia” a “Italia Sovrana e Popolare”: il partito filo putiniano

E che dire di Ancora Italia — il partito politico di ispirazione fusariana — nato per ridare «sovranità democratica» al nostro Paese? In una confusione che ricorda le agende grilline dell’antipolitica, il partito è da poco confluito in Italia Sovrana e Popolare. Il pensiero, sia di uno che dell’altro partito, è quello di ridare cultura e redenzione politica a questa sgangherata Italia serva degli USA, succube dell’Europa e della scienza, tra parole come «indipendenza», «resistenza costituzionale» e «liberi di sapere».

Il partito — fondato da Francesco Toscano, già co-fondatore con Diego Fusaro di “Vox Italia” — e con segretario Mario Gallo, non solo è di chiaro stampo no vax, anti europeista, complottista e NATO free, ma è perfino orgogliosamente filo putiniano.

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Da alcuni giorni tuttavia, come detto sopra, è confluito nel partito Italia Sovrana e Popolare. Nelle sue fila ci sono anche Francesca Donato, Maurizio Romani, Antonio Ingroia e Laura Granato, oltre a esponenti già noti per le loro teorie complottiste come Giorgio Bianchi, Diego Fusaro e Marco Rizzo.

“Ancora Italia è il partito politico di chi, nel tempo della globalizzazione infelice e dei mercati apolidi deregolamentati, del fanatismo economico senza frontiere e senza identità, non rinuncia ad affermare, con orgoglio e determinazione, che noi siamo ancora Italia: e che, dunque, occorre procedere in direzione ostinata e contraria rispetto ai cantori delle “cessioni della sovranità” e dell’“irreversibilità” dei processi in atto”.

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No vax, politica, e quella detestabile invidia sociale

Tra partiti, canditati, movimenti e pagliacci scaccia sfortuna troviamo anche personaggi come l’ex pasticcera di Chivasso Rosanna Spatari la quale, poco tempo fa, trovandosi disoccupata si propose come portavoce no vax al governo. Oltre a lei molti altri personaggi di poco conto, partiti e movimenti minori sono nati da chi è convinto che nel nostro Paese non ci si possa esprimere liberamente la propria idea.

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L’aspetto contraddittorio di questa propaganda raffazzonata dell’anti sistema è ridicola e infantile. Se questi nuovi mostri sono convinti di vivere in un regime totalitario, scrivendo scemenze contro lo stesso governo che li terrebbe sottomessi, è solo grazie alla democrazia. In dittatura ci sarebbe un solo partito e credeteci: non sarebbe di sicuro il vostro.

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