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I complottisti del microchip

I complottisti del microchip

Secondo la teoria dei complottisti, tramite i vaccini ci inietteranno un microchip sottocutaneo per controllarci, il quale verrà attivato con il 5G

Parlare di microchip sul proprio profilo Facebook fa figo, lo ammettiamo. Però, come ogni argomento, prima di scrivere fesserie bisognerebbe informarsi. Parlare per «sentito dire» è un errore che spesso facciamo, ma quando capiamo di aver male interpretato ci informiamo in merito e forse la prossima volta faremo più attenzione. Per i complottisti del microchip invece, come per tutte le altre categorie, non è così.

Art. scritto in collaborazione con Andrea Granata

Per i complottisti il microchip è realizzabile

Ultimamente in molti gruppi complottisti si fa un gran parlare di chip sottocutanei, in correlazione al 5G. Secondo la teoria più diffusa, il chip ci verrebbe iniettato con la scusa dei vaccini (alcuni sostengono con il vaccino anti Covid) poi, una volta all’interno nel nostro corpo, il 5G dovrebbe emettere il fantomatico segnale e tutti saremo controllati e schedati. Par altri complottisti invece, il chip sottopelle servirebbe per farci ammalare per arricchire Big pharma. Valli a capire.

Ma le tecnologie attuali non consentono l’inserimento di un chip tracciante sottopelle. Ovvero: per poter avere un simile dispositivo servirebbero un GPS, una ricetrasmittente e una batteria infinita. Se i primi due potremmo anche averli con le attuali tecnologie, la terza al momento non esiste. Quindi un chip sottocutaneo è teoricamente irrealizzabile. Le attuali tecnologie non hanno ancora raggiunto un livello di miniaturizzazione sufficiente per avere un dispositivo del genere.

Ma allora i chip dei cani e degli animali nel bosco?

I complottisti del microchip
Un chip RFID

Molti complottisti spesso ci fanno questa domanda, creando in chi non è esperto in materia delle perplessità. In realtà si tratta di due tecnologie totalmente diverse. Nei cani — e sperimentalmente in alcune Nazioni anche sugli umani — viene usato un chip radio- frequency identification (RFID). Cioè una capsula che contiene dati, la quale può ricevere e trasmettere a pochi cm di distanza. Per capirci meglio: è poco più di una chiavetta USB, ma funziona senza connettersi. E’ un contenitore di dati puro e semplice.

Negli umani questa tecnologia viene usata per salvare dati medici e di pagamento. Per capire l’importanza di una simile tecnologia, proviamo a pensare di avere costantemente con noi i nostri dati personali i quali ci possono salvare la vita. Pensate di essere allergici, o di avere delle terapie in corso. Avete un incidente grave. Siete incoscienti e i medici non riescono a parlare con i vostri parenti più prossimi in tempi brevi. Dal chip possono sapere tutto quello che vi riguarda clinicamente.

Interventi, terapie, gruppo sanguigno ed eventuali allergie. Una cartella medica completa a portata di mano. Letteralmente. La trasmissione capta al massimo pochi centimetri di distanza — RFID è la stessa tecnologia delle carte di credito contactless — per cui non c’è alcun pericolo di essere «tracciati». Il chip RFID infatti non richiede una batteria, ma si alimenta dal ricetrasmettitore tramite induttanza. In poche parole: è la stessa tecnologia usata dalla ricarica wireless dei telefoni.

Ma quindi il 5G può controllare i chip?

I complottisti del microchip
Un’antenna 5G

A parte che il 5G e i chip RFID non condividono le stesse frequenze. Ed è proprio per questo motivo che la risposta è no: il 5G non può controllare i microchip sottopelle. Non avrebbe la potenza necessaria ad attivare il chip. E qualsiasi torre ripetitrice sarebbe fuori portata, per poter ricevere una risposta. Ultima, ma non per importanza, la dimensione del chip.

Ma è possibile iniettare il chip con un vaccino?

L’ago del vaccino è un ago di una frazione di mm di larghezza. Il chip RFID necessita di un ago da 3mm – 5mm a seconda del modello. Ora, far passare una capsula RFID in un ago 100 volte più piccolo, sinceramente lo vediamo un po’ impossibile. Per i complottisti che si preoccupano di essere tracciati con il microchip, ricordiamo che in qualsiasi momento del giorno abbiamo con noi un bellissimo dispositivo tracciante. Ha la batteria, ha il GPS e ha la ricetrasmittente. Non è esattamente grande come un chip sottocutaneo, e si chiama smartphone.

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