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I nazi-nomask, squadristi del web

I nazi-nomask, squadristi del web

In queste ore è in atto una nuova shitstorm da parte degli squadristi del web. Questa volta si sfogano su Youtube, contro il video del Ministero della Salute.

Se l’intelligenza fosse in vendita, ce l’avremo tutti! Ma forse nemmeno in quel caso certe persone ne approfitterebbero per migliorarsi e aspetterebbero i saldi di fine stagione. Un po’ come hanno fatto i nazi-nomask squadristi del web, che in queste ore si sono prodigati nella loro specialità: la shitstorm. A subirla questa volta è il video su Youtube del Ministero della Salute, il quale smonta alcune bufale sulle mascherine. L’accusa — secondo loro —, è che il Ministero abbia strumentalizzato dei bambini allo scopo di sottometterci, obbligandoci a indossare quella che hanno soprannominato la «museruola».

Per mettere in atto la loro doverosa mission si sono organizzati tra alcuni dei più importanti gruppi complottisti di Facebook: Morris Sam, Il Greg, No Mask, Sostenitori di Byoblu, Diamo voce al Dott. Steno Montanari e No al vaccino covid-19 no alla mascherina no all’app immuni. Così tra un augurio di morte a papa Bergoglio, un elogio alla Cunial e un messaggio allarmistico contro il 5G, ogni reichsführer ha dato libertà ai propri squadristi di attaccare gli «informatori di regime», in merito all’uso dei dispositivi di protezione e al distanziamento sociale.

Da questo nuovo squadrismo virtuale abbiamo capito che purtroppo il coronavirus non ha fatto solo morti, lasciando incertezze lavorative o disperazione per la perdita di un familiare. Ci ha dato anche modo di capire che gli odiatori seriali nel nostro Paese sono più di quanto credevamo, e che la democrazia da voce pure a loro. Basta pagare la bolletta — o in alcuni casi farsela pagare dai propri sottoposti — e diventare protagonista dell’assurdo. Legittimati a scrivere qualsiasi idiozia denigratoria sui social, senza curarsi dell’accusa di diffamazione aggravata, ma allo stesso tempo gridare: «achtung, diktatur!».

Il video dello scandalo

Il video del Ministero della Salute, vittima dell’ennesima shitstorm da parte dei nomask

Il video non ha nulla a che fare con quella che loro chiamano «propaganda di regime», bensì informa sulle bufale di questi ultimi mesi riguardo l’uso delle mascherine. Un obbligo istituzionale da parte di un governo in uno Stato civile. Ma i nazi-nomask squadristi del web non ci stanno, così vomitano rancori antichi, sinora latenti, sui morti di coronavirus, sui ricoverati e sui loro familiari. Poco importa. La loro guerra non fa ostaggi. L’unica arma democratica sarebbe di colpirli nel portafoglio, denunciarli e obbligarli a prestare servizio in un reparto di rianimazione.

Shitstorm e post

i nazi-nomask squadristi del web
La shitstorm sotto il video del Ministero della Salute (alcuni commenti)

Anche in questo caso, come nei precedenti, i commenti dell’ormai nota «tempesta marrone» non si risparmiano contro il ministro Speranza. In fondo si sa: il branco da coraggio. Fa sentire uniti nella lotta e liberi da catene. Tuttavia il sapore di queste shitstorm è amaro come l’intolleranza. Insulti, diffamazioni e minacce. È questa la nuova tendenza dei nazi-nomask squadristi del web. Così nel tentativo di apparire più simpatici del proprio rivale di like ritoccano foto drammatiche, paragonando la shoah all’obbligo del vaccino. Infine le condividono appagati, mancando di rispetto a milioni di vittime e alla loro memoria.

i nazi-nomask squadristi del web
Un post nomask diventato virale su Facebook
Una delle tantissime foto nomask sui social

Il coraggio delle loro aktionen è degno di nota. Offese senza vergogna scagliate contro un’infermiera malata di coronavirus (vedi art Il complottismo immune al covid-19). Shitstorm e insulti in una pagina di bambini di una scuola di canto (vedi art La pericolosa filastrocca su Youtube). I nazi-nomask squadristi del web ci hanno mostrato una tra le parti peggiori dell’essere umano. Convinti che quella parte rispettasse le più elementari regole d’ingaggio. Ma non è così. Negare i morti di covid-19, deridere i familiari delle vittime chiamandoli attori e accanirsi contro la sofferenza altrui, è un infamia. Credersi migliori di altri, un errore. La democrazia ci ha resi liberi di esprimerci, con opinioni e ideali differenti, ma a tutto c’è un limite. Offendere la reputazione altrui, diffamando chi la pensa diversamente non è libertà di espressione, ma un reato. Non rientrerà nel mainstreaming, ma queste persone non meritano la democrazia.

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