I rischi dei prodotti naturali in gravidanza

I rischi dei prodotti naturali in gravidanza

Siamo sicuri che tutto ciò che è naturale è anche sano? Alcuni fitoterapici e integratori, ad esempio, contengono dei principi attivi che possono danneggiare il feto. Ecco alcuni rischi dei prodotti naturali assunti in gravidanza.

Sempre più persone decidono di ricorrere a prodotti naturali per curare la propria salute. In molti decidono di usare questi preparati anche perché ritengono che l’origine naturale sia di per sé garanzia di sicurezza. Tuttavia questo non è vero: questi prodotti, nonostante siano di origine naturale, possono provocare eventi avversi, in alcuni casi anche gravi, interferendo con altri farmaci. Sarebbe necessaria, soprattutto in gravidanza, una maggiore cautela per evitare i rischi di incappare nella credenza de: i prodotti naturali fanno solo bene.

Farmaci in gravidanza

Il 30 settembre 2020 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha presentato il “Rapporto nazionale sull’uso dei farmaci in gravidanza”, realizzato da OsMed (Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali). È il primo rapporto nazionale che AIFA dedica specificamente all’uso dei farmaci in gravidanza. L’obiettivo dello studio è quello di raccogliere informazioni per identificare eventuali criticità relative all’appropriatezza prescrittiva e migliorare la pratica clinica. Se si considerano i possibili risvolti per la salute delle donne e dei neonati, è sicuramente un argomento di grande importanza per la salute pubblica.

Tanta cautela

La gravidanza è una condizione delicata che merita, anche dal punto di vista medico, la massima considerazione. Lo stesso vale, in una certa misura, anche per l’allattamento. Quando si tratta di prescrivere farmaci o trattamenti alle donne incinte, i medici usano una grande cautela e, se è possibile, evitano di farlo. La ragione di questo atteggiamento è ovvia: i farmaci possono avere effetti negativi sullo sviluppo del feto, questa è una cosa risaputa. Talvolta può capitare che la somministrazione di un medicinale sia indispensabile; in questi casi, se esistono più opzioni terapeutiche, gli operatori sanitari scelgono quella più sicura. Tutto può essere riassunto con una regola molto semplice: la somministrazione di un farmaco durante la gravidanza viene presa in considerazione solo quando i benefici superano i rischi.

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Prodotti naturali in gravidanza

Esistono delle situazioni in cui, purtroppo, tutte queste valutazioni e cautele vengono improvvisamente abbandonate. Quando non si tratta di farmaci, ma dei prodotti naturali, i rischi legati al loro utilizzo vengono troppo spesso ignorati. Molte donne incinte, per risolvere alcuni piccoli problemi di salute e nella speranza di evitare gli effetti negativi dei farmaci, scelgono di ricorrere a questi preparati. Sono spinte a prendere questa decisione dalla convinzione, spesso errata, che la loro origine naturale sia una garanzia di sicurezza.

Ed è proprio per questo motivo che molte future mamme, certe della loro assoluta innocuità, li assumono con eccessiva disinvoltura senza il consiglio di un esperto. Persino al proprio medico svelano di utilizzarli solo se la cosa è esplicitamente richiesta. Tuttavia, sebbene siano di origine naturale, i fitoterapici e gli integratori possono contenere dei principi attivi che, esattamente come i medicinali, possono danneggiare il feto. Vedi art.

È naturale, quindi…

Negli ultimi decenni è andata affermandosi l’opinione secondo cui tutto quello che è naturale debba essere necessariamente buono. Più nello specifico, molti credono che i rimedi a base di erbe, proprio perché di origine naturale, siano del tutto sicuri ed innocui. Questo, come già detto, non è vero! Anche se di origine vegetale, sono comunque sostanze xenobiotiche (estranee al corpo), le quali possono avere effetti collaterali e interferire con altre terapie, esattamente come i farmaci di sintesi. In definitiva l’argomentazione «è naturale, quindi è buono» è una fallacia della logica.

È un ragionamento apparentemente rigoroso e logico, ma che non regge a un esame più attento. Infatti la natura non è sempre buona. Pestilenze e alluvioni, pur essendo del tutto naturali, sono fenomeni nefasti. Ad esempio certe sostanze di origine vegetale, come la stricnina o l’atropina, sono veleni potentissimi. Quello che è importante sottolineare è che anche piante apparentemente innocue possono celare delle insidie. L’iperico e il pompelmo, ad esempio, sono largamente utilizzati e facilmente reperibili, eppure possono interferire con l’azione di alcuni farmaci potenziandone o riducendone l’effetto.

Una moda rischiosa

Ciò nonostante il mito del naturale è quanto mai popolare. Sempre più persone decidono, convinti della loro sicurezza, di fare ricorso a prodotti naturali per curarsi o per mantenersi in salute. A consolidare questo falso senso di sicurezza contribuisce senz’altro il fatto che sono prodotti di libera vendita che chiunque può acquistare senza difficoltà.

Un certo tipo di propaganda ha cavalcato il fenomeno contribuendo a diffondere l’idea che i prodotti naturali siano totalmente innocui. Inevitabilmente, le segnalazioni di eventi avversi causate da preparati a base di sostanze di origine naturale è andata costantemente crescendo. L’Istituto Superiore di Sanità, per meglio monitorare il fenomeno, nel 2018 ha attivato il sito diVigiErbe. Tramite questa piattaforma anche i comuni cittadini possono segnalare le reazioni avverse provocate da integratori alimentari, prodotti erboristici e preparati di origine naturale in genere.(6)






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