Il complottismo anti Soros

Il complottismo anti Soros

In certi gruppi basta postare una foto del magnate ungherese e subito partono ingiurie e auguri di morte. Ecco come si manifesta il complottismo anti Soros

Se chiedessimo alla maggior parte degli odiatori seriali il vero nome di Soros, sicuramente non lo saprebbero. Però lo detestano. Non importa sapere il motivo del perché si disprezza una persona, sino ad augurargli la morte. Bisogna farlo! Purtroppo questi atteggiamenti incivili non si palesano solo nel complottismo anti Soros, ma si manifestano contro qualsiasi persona non sia ottusa come loro.

Questo è quello che si raccoglie quando la pigrizia e la cattiva fede generano bufale. Troppo facile appellarsi al bias di conferma per assolvere l’imbecillità di alcuni. Sono gli assetati di like a non informarsi, la parte più presuntuosa di noi, sino a condividere post fake sovente pericolosi e — come in questo caso —, passibili di denuncia.

Diffamazione

Il reato, punito dall’art. 595 c.p. con pene, nella forma aggravata, fino a 3 anni di reclusione (con annesso diritto al risarcimento nei confronti della parte lesa), prevede l’inserimento di frasi offensive (battute “pesanti”), notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, foto denigratorie o comunque la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta.

Da: illeciti, civili e penali di Facebook
il complottismo anti soros
Screenshot di un gruppo Facebook

I colplottisti anti Soros, forse non sanno che…

Il nome di Soros è George, è un ungherese naturalizzato negli States, ha la bellezza di 90 anni ed è ebreo. È un filosofo, un imprenditore, ed è considerato uno degli investitori di maggior successo nel mondo. In queste due righe probabilmente si spiega il disprezzo per Soros, dal momento che per molti la ricchezza e l’umanità non conciliano. Sarebbe come dire che un bella donna non può essere intelligente o il palestrato non può essere colto.

Ha fregato l’Italia, mi basta questo!

Anche in questo caso, se chiedessimo alla maggior parte di chi sputa su Soros condanne di morte di come l’imprenditore abbia recato un danno all’Italia, non saprebbero rispondere. Però lo odiano. Eppure basterebbe usare Google per sapere di come il magnate, nel lontano 1992, non appoggiando il cambio fisso tra la lira e il marco tedesco, insieme ad altri speculatori, vendette lire allo scoperto.

Con questa manovra finanziaria costrinse la Banca d’Italia a svalutare, in modo tale da compensare l’insostenibile sopravvalutazione della moneta. La conseguenza fu che la lira riportò una perdita di valore del 30%, uscendo dal Sistema monetario europeo.

Se è stato condannato, non è un brav’uomo

A condannarlo per insider trading, nel 2002, fu una corte francese. La multa che Soros avrebbe dovuta pagare era di 2 milioni di dollari, ma dopo aver fatto vari ricorsi un tribunale francese nel 2006 aumentò la penale, a 2,3 milioni di dollari. L’ammenda fu poi riconvertita e ridotta a 940 mila euro.

Anche in questo caso, la stragrande maggioranza di chi alimenta il complottismo anti Soros, con tutta probabilità non è nemmeno a conoscenza di questi procedimenti. Eppure si arriva ad augurare la morte di una persona senza nemmeno conoscere la sua storia, la sua filosofia di vita, i suoi misfatti e la su filantropia. Ma per certe persone «si odia perché si odia, non c’è altro motivo per odiare».

Fa il filantropo per interesse. Capaci tutti!

Nel 2017 la rivista Forbes valutò il patrimonio di Soros, mettendolo al 19 posto tra gli uomini più ricchi al mondo. Il suo patrimonio era circa di 25 miliardi di dollari, ma a novembre del 2017, dopo aver donato in beneficienza svariati miliardi, la sua posizione scese al 195 posto classifica Bloomberg . Attualmente è risalito al 162 posto (Forbes). I progetti filantropici a cui Soros ha preso parte li potete trovare qui.

È il proprietario della Wayfair e vende bambini.

Dopo la bufala Wayfair, il complottismo anti Soros ha pensato bene di tacciare il magnate ungherese come proprietario dell’azienda stessa. Ovvio, se c’è uno scandalo in cui sarebbero coinvolti dei minori, perché non gettare fango sull’odiato Soros e i suoi tanti impicci? Peccato che i proprietari del colosso di e-commerce sono Niraj Shah e Steve Conine.

I social hanno tirato fuori la parte peggiore di noi, mostrandola in mondovisione. Auguri di morte, minacce e insulti ormai, su certi gruppi, sono una prassi. Inneggiare alla democrazia senza rispettare il prossimo è come mandare un daltonico in un colorificio. Invece di augurare la morte donate qualche spicciolo, ogni tanto; forse vi sentirete più simili a Soros e forse non vi odierete così tanto.

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