Il dott Hamer e la Nuova Medicina Germanica

Il dott Hamer e la Nuova Medicina Germanica

Nel 1981, dopo la morte del figlio, Rike Geerd Hamer elabora una medicina alternativa, nota con il nome di Nuova Medicina Germanica

Quasi 40 anni fa un medico tedesco spiega le vele per una nuova medicina alternativa, ovvero pratiche di cui non si hanno riscontri scientifici in merito alla validità della stessa. Così il dott. Rike Geerd Hamer inventa la Nuova Medicina Germanica (NMG). Alcuni medici, tra cui il dott. Massimo Citro, credono ancora in questa pseudoscienza. Per raccontare come nasce la NMG dobbiamo però partire da molto lontano, dove tutto ebbe inizio.

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Isola di Cavallo

L’isola di Cavallo, subito a Nord di Lavezzi, è collegata a questa da un tratto di mare splendido e incontaminato. Un paradiso naturale, una delle mete più esclusive del Mediterraneo assolutamente da non mancare durante la vostra vacanza in barca a vela tra la Sardegna e la Corsica. Il blu del suo mare è così intenso da far male agli occhi.

Così recita un accattivante depliant illustrato, di quelli che si trovano nelle agenzie di viaggi. Ed è proprio questo lo scenario che farà da sfondo a una tragedia da cui si intrecceranno le vicende dei personaggi all’origine della storia, riguardo il dottor Hamer e la sua Nuova Medicina Germanica.

Una storia degna di un romanzo

Nel ferragosto del 1978, mentre la gente comune si accodava nelle autostrade per raggiungere affollatissime spiagge, vip e personaggi del jet set si avventuravano nelle località più esclusive, solcando azzurri mari con i loro costosi panfili. Quel 17 Agosto, nella splendida caletta dell’isola di Cavallo, erano ormeggiate diverse imbarcazioni tra cui lo yacht di Vittorio Emanuele di Savoia. A bordo c’erano la moglie, Marina Doria e il figlio di 6 anni Emanuele Filiberto.

C’era anche il panfilo “Coke” del miliardario Nicola Pende, per gli amici Niky. Affascinante medico romano — ex marito di Stefania Sandrelli — noto playboy e protagonista dei rotocalchi mondani più pruriginosi. Un animatore delle scalpitanti notti della «Dolce Vita» romana di felliniana memoria. Al seguito del medico romano, altre barche di amici accodati tra Porto Cervo e Porto Rotondo, in Costa Smeralda.

Il Mapagià

E poi c’era la barca a vela “Il Mapagià”: dal nome dei tre precedenti proprietari, ovvero i fratelli Mauro, Paolo e Giancarlo Leone, figli di Giovanni Leone, ex Presidente della Repubblica, cui era succeduto da un paio di mesi Sandro Pertini. A bordo c’erano un gruppo di ragazzi amanti dell’avventura e della vela, tra cui il 19enne Dirk Hamer, studente tedesco da poco trasferitosi a Roma con la famiglia. Insieme a lui la bellissima sorella maggiore Birgit, Miss Germania ‘76, con tanti sogni e aspirazioni artistiche ancora tutte da realizzare.

La tensione cresce

Quel giorno nella Coke si fa baldoria, si beve, si balla fino a notte fonda ed il frastuono anima la caletta. Dalle imbarcazioni attigue occhi curiosi e sostenuti si posano su quella bolgia di vacanzieri. Tra questi sguardi di silenziosa disapprovazione ci sono anche quelli del principe di Savoia. Quest’ultimo già nutre antipatia per quell’aitante e biondo medico romano, diventato un personaggio grazie ai rotocalchi che lo ritraggono sempre con donne bellissime e famose.

Lo sguardo del principe indugia veloce pure sulla moglie Marina Doria, della quale è gelosissimo, scrutando qualcosa che tradisca in lei un segreto interesse. Quella sera tutti andranno a cena sulla terraferma, nell’unico ristorante del posto. Qualcuno però ha sottratto al principe il gommone senza chiedergli il permesso, e vedendolo legato a una delle barche della comitiva italiana si rivolge proprio a Niky Pende, proprietario del Coke. Il medico romano però risponde con sufficienza al principe, infastidito.

Lo sparo del principe

Si fa tardi e i principi devono andare. Trovano un passaggio, ma è ormai evidente che la questione del gommone rovinerà la serata all’erede di Casa Savoia. Al rientro i festeggiamenti sulla Coke non cessano e Vittorio Emanuele ha intenzione di litigare con Niky Pende. La moglie lo trattiene, tirandolo a sé. Lui protesta, ma poi sembra cedere. La segue, anche se è evidente che non finirà lì. Scende sottocoperta, tra un sorso di whisky e l’altro. È un po’ alticcio, ma decide che sì: quello zoticone di medico avrà una punizione esemplare. Infine va a dormire.

Alle 10 della mattina seguente c’è silenzio: i festaioli della Coke devono aver fatto molto tardi. Tuttavia sarà Vittorio Emanuele a rompere quella quiete mattutina, imbracciando un fucile. L’arma gli è stata regalata da uno dei tanti amici influenti che il principe ha in giro per il mondo, in questo caso il dittatore filippino Marcos. Il fucile è un M1 Carbine, in dotazione in Vietnam alle forze armate americane. In tribunale il principe dichiarerà di portarlo sempre con sé, per timore di un attacco dalle Brigate Rosse.

Il principe, in preda al rancore della sera prima, urla all’indirizzo di Niky Pende. Spara il primo colpo, ma fortunatamente è troppo alto e il medico per timore si getta in acqua. Poi riemerge, raggiunge il principe da dietro e lo disarma. Nella colluttazione che ne scaturisce cadono entrambi in acqua. Vittorio Emanuele si divincola, e ha la meglio. Torna a bordo e si riappropria dell’arma. Spara, spara ancora, senza prendere nemmeno la mira. Due, tre colpi.

Entra in scena la vicenda Hamer

In quella gragnola di colpi un proiettile sfonda la carena della barca Il Mapagià — ormeggiata a fianco della Coke —, e si conficca nella gamba del giovane Dirk Hamer. Le condizioni del ragazzo destano subito preoccupazione. Il proiettile gli ha reciso l’arteria iliaca e perde molto sangue. La lite si seda solo al cospetto di quella tragica conseguenza. Il principe allarmato dal suo gesto si offre di chiamare i soccorsi. Intanto rassicura la sorella di Dirk, la quale grida in preda alla disperazione.

I soccorsi arriveranno dopo 4 ore. Vittorio Emanuele di Savoia ha sparato colpendo per errore quel ragazzo, salvo poi negare con forza ogni responsabilità del ferimento. Dirà che non era suo il colpo che lo ha ferito mortalmente. Addurrà addirittura la presenza di altre armi nella scena della lite. Dirk intanto viene dapprima ricoverato a Portovecchio e poi trasferito per volere del padre in Germania. Morirà dopo 111 giorni, 19 interventi e 3 amputazioni.

Dalla morte di Dirk, inizia la storia del padre

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Dopo la morte del giovane, Vittorio Emanuele verrà messo agli arresti mentre Niky Pende chiamato a testimoniare. La morte del ragazzo fa pendere sul capo di Vittorio Emanuele l’accusa di omicidio volontario. Il processo durerà molti anni e solo nel 1991 verrà stabilita la sentenza. L’erede dei Savoia viene prosciolto dall’accusa di omicidio volontario dalla Camera d’accusa parigina e condannato solo a 6 mesi — che non sconterà — per porto abusivo d’arma da fuoco.

La sciagura della morte di Dirk non ha generato solo clamore mediatico attorno al caso, per via dell’incriminazione di un esponente di casa Savoia. La drammatica vicenda ha giocato un ruolo chiave anche nel declino della mente del padre del ragazzo: un medico tedesco di nome Rike Geerd Hamer. Da quel giorno, infatti, il dottor Hamer matura l’insana convinzione di aver avuto una grande intuizione: quella di essere davanti alla scoperta epocale della vera medicina che governa le leggi biologiche dell’uomo. A quella convinzione getta le basi per una nuova pseudo medicina, che negli anni scatenerà polemiche, creando schiere di seguaci, di sette e di medici convinti della bontà del metodo. Oltre a sofferenza, dolore e centinaia di morti ingiuste.

Il dott. Hamer e la Nuova Medicina Germanica

Nel 1978 il dottor Hamer è un medico internista di 43 anni, con velleità e ambizioni che lo portano a trasferirsi in Italia. Lo scopo è di vendere degli strumenti medici di sua invenzione per i quali si è fortemente indebitato. Tuttavia questi suoi strumenti non trovano l’interesse dei potenziali acquirenti. Questo fallimento determinerà per lui l’inizio di una serie di grossi problemi economici.

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Il dott. Rike Geerd Hamer

Poco dopo la tragedia del figlio, il medico scopre di avere un tumore ai testicoli. Si convince che c’è una relazione stretta tra l’evento traumatico e lo specifico tipo di tumore di cui si è ammalato. Si opera e si sottopone a chemioterapia, guarendo completamente. Nel giro di pochi anni si convince che non solo i tumori, ma tutte le malattie che affliggono il corpo sono la risposta biologica a traumi e conflitti psicologici, stabilendo così che la malattia non è un evento negativo, bensì il processo naturale di superamento del conflitto stesso.

Ma cos’è la Nuova Medicina Germanica?

Nel 1981 Hamer inventa ufficialmente la NMG. Durante alcune apparizioni televisive lo stesso medico racconterà che la sua intuizione nacque grazie al figlio morto il quale, apparendogli in sogno, lo ispirò. Ma non solo. A detta del medico, il figlio gli fornì gli spunti di quella che per lui fu una assoluta rivelazione epocale nel campo della medicina.

Difatti, secondo la Nuova Medicina Germanica, la guarigione è un processo che non richiede nessun tipo di cura convenzionale, neanche per alleviare i sintomi più dolorosi. Bensì occorre soltanto comprendere e superare il conflitto causato da un forte evento traumatico. Questo processo il dott. Hamer lo chiamò DHS, ovvero: Sindrome di Dirk Hamer, in onore del figlio morto.

“La Nuova Medicina Germanica, che ho scoperto nel 1981, è una scienza severa che contiene solo 5 leggi biologiche della natura (e nessuna ipotesi), con le quali si può riprodurre in modo severamente scientifico ogni caso clinico. La Nuova Medicina Germanica Biologica descrive esattamente il contesto medico biologico dell’organismo vivente come unità di psiche, cervello e organo. Tutti i processi da psiche a organo sono connessi al cervello dove vengono coordinati.

Il cervello è per così dire il computer del nostro organismo, la psiche diventa il programmatore, corpo e psiche diventano l’organo esecutore del computer sia nella programmazione ottimale sia nella programmazione disturbata. Questo naturalmente è valido anche per le cosiddette malattie, perché queste fanno parte di un programma Speciale Biologico Sensato della natura (SBS) che normalmente è bifasico.”

Tratto da una intervista ad Hamer

E inutile sottolineare l’assoluta assurdità di questa “medicina” che getta via secoli di studi, ricerche e scoperte che per Hamer sono assolutamente inutili. Non vi è istituto, laboratorio o università che abbia accettato di valutare un tale delirio, che per il suo ideatore ha la folle pretesa di essere legge biologica incontrovertibile, in totale disaccordo con tutti i precetti del metodo scientifico che si basano sulle evidenze e sui dati.

Secondo Hamer la chemioterapia è dannosissima, oltre che una truffa

Il malato, anche se in preda a dolori atroci, non deve assumere nulla. Nemmeno la morfina, poiché vanificherebbe il delicato processo di guarigione: le metastasi sono un segnale positivo del processo di superamento del conflitto. I virus e i batteri invece — sempre secondo Hamer e la sua Nuova Medicina Germanica —, sono preziosi alleati della nostra salute e spesso vengono chiamati in causa infettando intenzionalmente il malato con la funzione di consolidare il processo finale di guarigione. A sposare questa convinzione c’è anche Eleonora Brigliadori, una fervida sostenitrice del metodo Hamer. Vedi articolo.

«Le malattie infantili sono conflitti risalenti alla vita fetale»

Per il medico tedesco i traumi psichici sono visivamente individuabili perfino attraverso una Tac al cervello. A seconda che il paziente sia destrimano o sinistrorso è possibile stabilire quale sia il tipo di conflitto e collegarlo all’organo compromesso. La presunta visualizzazione del trauma psichico presente nelle Tac, di cui parla Hamer, è un fenomeno ottico di forma rotondeggiante noto come Ring Arfact: un artefatto causato dalle apparecchiature più obsolete che appariva spesso nelle vecchie lastre.

Inizia il delirio di Hamer: la prima vittima è la moglie

Per comprendere le tesi della follia della Nuova Medicina Germanica di Hamer, basta dire che per il medico tedesco, ad esempio, il cancro al seno destro è causato da un presunto conflitto madre-figlio. Ma non solo. Anche la carie dentaria è dovuta al conflitto di non poter mordere, mentre il diabete nelle donne mancine rappresenta un conflitto sessuale provocato dal disgusto dell’organo sessuale maschile; oppure da ragni o rane.

Nel 1985 Sigrid Oldenburg, moglie di Hamer, anche lei medico, si ammala di cancro. Sarà lei una delle prime vittime della follia del marito. Strano pensare che mentre lui anni prima beneficiò della medicina ortodossa, guarendo, abbia sottoposto alla NMG la moglie la quale purtroppo morirà. Hamer dichiarerà che la guarigione impone piena fiducia nella NMG, ed evidentemente la moglie non era pienamente convinta.

Questo è un aspetto che caratterizza molte pseudo medicine. Non solo i malati rinunciano alle cure che avrebbero garantito loro la guarigione, ma devono pure patire, oltre al dolore fisico, la frustrazione di non riuscire in un percorso assolutamente impraticabile dal quale non usciranno vivi, saranno sempre colpevoli dei loro mancati progressi, dei loro peggioramenti e della loro morte. Sempre che non trovino la forza di abbandonare in tempo la pseudo terapia, prima che un aggravamento li porterà all’inevitabile morte.

Assolutamente convinto che la Nuova Medicina Germanica sia il futuro, Hamer, apre molte cliniche e strutture in giro per l’Europa. Saranno poi chiuse poiché ritenute dei laboratori in cui si praticavano vere e proprie torture ai malati. Riuscì a sfuggire ripetutamente alla giustizia e a vari mandati di cattura internazionali, poiché definito: «psicotico chiuso nei suoi deliri incontrollati».

Hamer e i guai con la giustizia

Oltre a essere radiato dall’Ordine dei medici, nel 1986, e conseguentemente sospeso dalla pratica medica da un Tribunale tedesco perché affetto da “monomanie e grave perdita del senso della realtà”, Hamer viene indagato, condannato e arrestato per i reati di cattiva pratica medicaesercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode.

Il clima persecutorio che circonda Hamer, in perenne fuga da mezza Europa, lo trasforma presto in un martire agli occhi dei suoi seguaci. Questi, difatti, sono convinti che benché i continui accanimenti giudiziari lo investano lui, «contro il sistema», riesca a praticare la sua medicina proibita e scomoda con sacrificio, abnegazione e sprezzo del pericolo.

Hamer e l’antisemitismo

Senza un motivo apparente, dal 2000 iniziò a sostenere anche il complotto mondiale ebraico. Secondo lui non esistono ebrei affetti da malattie oncologiche, poiché questi si curerebbero segretamente con la NMG. Per Hamer il riserbo sulla Nuova Medicina Germanica rientrava in una congiura globale, la quale imponeva la segretezza e ne vietava la diffusione che avrebbe permesso all’umanità di trarre enormi benefici. Nel 2007 le sue affermazioni antisemite e negazioniste dell’olocausto gli valgono l’avvio di ulteriori procedimenti giudiziari da parte della procura di Cottbus per incitamento all’odio razziale.

Le vittime e i gruppi della Nuova Medicina Germanica di Hamer

Malgrado i guai con la giustizia, la NMG prende piede e annovera sempre più seguaci per il mondo. Convinti fautori di una medicina che sostiene di essere efficace al 98%, senza mai fornire alcuna documentazione, studio e prova delle presunte guarigioni di cui si vanta. Negli anni i fautori della Nuova Medicina Germanica si organizzano in associazioni, circoli culturali e gruppi, che talvolta si discostano dai precetti di Hamer per ammettere l’uso di omeopatia, fiori di Bach e costellazioni familiari.

Questi gruppi accorpano voracemente discepoli e seguaci di una scuola di pensiero molto pericolosa, le cui vittime ufficiali sono 160. In Italia la NMG è sostenuta dall’Associazione ALBA (Associazione Leggi Biologiche Applicate). La cosa preoccupante è che alcuni medici e psicologi ne condividono i fondamenti, applicandoli indisturbati ai loro pazienti. 

Qualcosa viene alla luce

Diversi libri, articoli e inchieste hanno affrontato la Nuova Medicina Germanica di Hamer, raccontando la storia delle numerose vite spezzate dal medico tedesco, radiato per follia, il quale ha latitato fino alla sua morte avvenuta nel 2017. Un libro che merita un cenno particolare — in quanto affronta approfonditamente la NMG, raccogliendo una moltitudine di casi, ricostruzioni e testimonianze rese dai parenti delle vittime, completo di foto e documenti spesso cruenti — è “Dossier Hamer”, di Ilario D’Amato.

All’autore del libro va la nostra stima e gratitudine per l’aver svolto un lavoro di raccolta e di indagine molto scrupoloso e accurato. D’amato è andato ben oltre la stesura di un libro, portando alla luce un fenomeno pericolosissimo e denunciando all’opinione pubblica un mondo sommerso di medici e operatori sanitari che esercitano indisturbati nell’indifferenza delle Istituzioni e dagli ordini professionali la Nuova Medicina Germanica di Hamer.

Di recente le cronache hanno riportato alcune storie dai tristi epiloghi, come quella della 17enne Eleonora Bottaro, morta di leucemia perché i genitori, seguaci della NMG, si erano opposti alla chemioterapia che avrebbe garantito la sicura guarigione della ragazza. Divenuta maggiorenne, la giovane donna ha continuato a rifiutare le cure, convinta e condizionata dai genitori.

La Nuova Medicina Germanica nasce per la disperazione di un padre

Le origini della NMG nascono da una tragedia ingiusta. Una vicenda che ha spinto un padre disperato, già in bilico su un labile equilibrio psichico, a elaborare il lutto del figlio nel peggior modo possibile. Dimostrando in questo modo di non aver superato quel conflitto che tanto ha ossessionato la sua mente.

E’ una tragedia che ha origine dall’odio e dalla frustrazione di un piccolo uomo il quale, per sentirsi grande, e malgrado il suo blasone, ha imbracciato un fucile arrogandosi il diritto di porre fine a una vita per una pretestuosa, stupida ed evitabile lite. Gesto deprecabile che trova il suo culmine nell’ascolto dell’audio in cui si vantava di averla fatta franca, grazie alle sue influenze e al suo potere.

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