Infermiere che ballano: la rabbia complottista

Infermiere che ballano: la rabbia complottista

Un video condiviso sui gruppi complottisti mostra delle infermiere che ballano mentre somministrano il vaccino anti Covid. L’incazzatura dei negazionisti: «Siete da eliminare»


Nel flusso costante dei dati che chiamiamo informazione web, parallela e simultanea a quella tradizionale, si muove anche un fiume altrettanto massiccio di informazioni. Sono quelle dei social network: luogo regolamentato diversamente da una redazione e meno soggetto a rettifiche e note di biasimo in caso di pubblicazione di falsi. Delle fallacie social approfittano in particolar modo individui dagli scopi più disparati i quali pubblicano stralci di video, frammenti di notizie privi di contesto e immagini ritoccate in modo più o meno abile per sostenere tesi dal vario livello di bizzarria. In questo caso, come si vede nel video sottostante, delle infermiere mentre distribuiscono il vaccino contro il COVID-19 in un punto vaccinale, ballano.

Il video esibisce il personale che, fra una dose e l’altra, ascolta della musica da un impianto karaoke collocato sul posto. Non è deducibile una collocazione geografica esatta della hub. Probabilmente è in Sudamerica (forse Brasile ndr). Anche il momento della giornata è ipotizzabile — forse una serata piuttosto inoltrata.

Perché le infermiere ballano?

Le ipotesi del perché ballino sono poche, ma razionali. Ad esempio potrebbe essere un modo per combattere lo stress da superlavoro. Oppure la responsabilità che si ha nell’aiutare costantemente le persone, nonostante gli insulti e le minacce nei confronti del personale medico. Ma le infermiere forse ballano proprio per la paura di morire, esorcizzando in questo modo anche la preoccupazione di contagiare i familiari ogni giorno al loro rientro a casa.

Oppure si muovono a ritmo di samba come se volessero tranquillizzare i pazienti che arrivano a farsi vaccinare sulla macchina, in una sorta di «andrà tutto bene». In effetti il filmato è singolare e incuriosisce. Per quanto ne sappiamo noi, potrebbe anche essere una pubblicità per sensibilizzare la campagna vaccinale o uno spot per promuovere una nota marca di sneakers. Il punto però non è il motivo del balletto, ma l’impossibilità del ragionamento da parte di chi vede il mondo dietro un paraocchi.

Novax: violenza antiscientifica

Come detto poco sopra: nessuno sa con esattezza il motivo di quel ballo, organizzato con tanto di microfono. Supponiamo — com’è successo in molti reparti Covid di tutto il mondo, in cui le infermiere ballavano per scaricare la tensione — che anche loro in un certo modo alleggeriscano il peso del lavoro. Ai Novax però vedere le infermiere ballare non è andata giù ed è bastata per scatenare la loro rabbia. Nei commenti taglienti degli stessi si nota una totale chiusura. Individui i Novax, che sin dall’inizio della pandemia soffiano sul fuoco dell’ignoranza e della paura acritica, verso la scienza e il metodo scientifico.

infermiere che ballano

Novax non inclini all’empatia, all’analisi e alla comprensione

Dall’abilismo al disprezzo verso la professione medica, al completo nonsense. Nei commenti del video ci sono tutte le sfumature del complottismo: dall’invenzione della pandemia e dei morti, alla denigrazione dei vaccini. Da questi spazi virtuali nascono individui che da un commento contro il sistema passano all’azione, com’è successo a Brescia. Il pensiero negazionista non nasce da solo e non vive isolato, bensì è immerso in una molteplicità di fattori negativi per il benessere mentale e l’equilibrio emotivo. Tra questi ci sono le fake, oltre ad un uso irresponsabile dei social, una ridotta capacità critica di analisi e una ridotta disponibilità al confronto.

Per dirla alla John Carpenter: questi sono «i semi della follia», li stessi che fanno germogliare la pianta del settarismo fobico complottista antiscientifico, in un momento difficile per tutti. Difficile perché ciò che stiamo vivendo è un trauma che ci chiederà molto tempo per essere elaborato, per essere capito e inserito nel vissuto culturale dei nostri singoli panorami. Per alcuni è il terrore di non poter più riacquistare una nostalgica normalità al benessere. Questo crea un mix esplosivo. Perdere la fiducia nella scienza è facile dal momento che il suo metodo non è a misura di empatia e reazione umana. Al contrario: è una disciplina composta da persone in costante aggiornamento, le quali si reggono con dedizione alla materia di cui si occupano.

La base della scienza

E’ doveroso ricordare che non è accettabile aggredire un intero sistema e le persone che lo compongono. Quanti di noi si sognerebbero di rinnegare l’intera edilizia solo perché un muratore ha commesso un errore nel preparare la malta? Nessuno, poiché non siamo esperti in materia. Sappiamo che il muratore ha costruito la casa richiesta con i mezzi che aveva nel momento in cui ha iniziato i lavori.

La base della scienza è questa: un costante aggiornamento di mezzi e persone che fanno del loro meglio con ciò che hanno a disposizione. Questi sforzi dobbiamo rispettarli, ma soprattutto apprezzarli. I vaccini e l’approccio scientifico a questa malattia sono ciò che ci sta consentendo di lasciarci alle spalle questo virus che sta devastando il mondo. La pratica ci dice che il vaccinare funziona da sempre e lo prova con le statistiche. Questo ci aiuta a superare la paura.

Il nostro impegno è dare nutrimento alla fiducia nell’informazione, alla capacità di analisi e alla voglia di confrontarsi perché siano i cardini del nostro approccio alla realtà, diminuendo il rischio che la paura ci faccia finire in mano ad individui senza scrupoli. Questi si professano guru di discipline che non conoscono e vendono soluzioni che non applicano per rubarci il bene più prezioso di tutti: la serenità. Il solo modo per non farci derubare è la prova dei fatti, quella della statistica. Il vaccino funziona, la scienza spiega la realtà e questa realtà può fare paura, ma non siamo soli a combattere per quanto sembri infinito il tempo che richiede la guerra al virus.

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