Iridologia, quando la pseudoscienza ci vede benissimo

Nell’800 nasce l’iridologia moderna, una pseudoscienza tra leggende e racconti controversi e confusi. Sembra che tutto iniziò curando un gufo

Dagli anni Settanta la moda new age ha portato alla ribalta discipline pseudoscientifiche. Ma è solo con l’avvento di internet che questi rimedi, da alcuni considerati miracolosi, hanno poco alla volta inondato il web con termini del tipo: “olistico”, “medicina alternativa” e “quantico”. Gli scopi, come vedremo, sono molteplici. Alcuni (pochi) sono in buona fede e credono realmente di poter aiutare il prossimo, evitandogli il calvario di ricoveri o di farmaci. Altri, invece, lo fanno solo per abbindolare il prossimo con parcelle a volte salatissime. In questo panorama rientra anche l’iridologia: una pseudoscienza che consentirebbe — attraverso le caratteristiche delle iridi — di capire se una persona soffre di qualche disturbo e quale organo ne è interessato. Ma andiamo con ordine.

L’iridologia nasce curando un gufo?

Si colloca tra leggenda e verità la storia di Ignatz Von Péczely, omeopata ungherese vissuto nell’800, padre dell’iridologia moderna. Pare che curando un gufo per una zampa rotta Péczely notò che al rapace gli si era formata una macchia nell’iride, proprio nell’esatto punto in cui i grafici dell’iride di allora collocavano la “ora” della zampa.

Dopo quella deduzione notò alcune similitudini — cioè macchie scure nelle iridi — tra i suoi pazienti afflitti dal medesimo problema di salute. Questa leggenda la storia ce lo consegna come «il medico che poteva formulare una diagnosi osservando gli occhi». L’attendibilità della notizia tuttavia è farraginosa, scarsa di dettagli concreti, il che la colloca nell’ambito delle leggende.

Bernard Jensen

Assolutamente vera è invece la storia del naturopata californiano Bernard Jensen. Nacque come chiropratico poi si dedicò poi all’iridologia. Ne fu talmente entusiasta che creò addirittura una dettagliata mappa dell’iride. In essa furono incorporate ben 166 aree d’interesse (80 nell’iride destra, 86 nella sinistra). La mappa era ed è tuttora strutturata come il quadrante di un orologio: le varie aree si suddividono in cerchi concentrici divisi in spicchi asimmetrici e comprendono le varie parti del corpo, più o meno in corrispondenza con la realtà.

Iridologia pseudoscienza

Di fatto il cervello si trova nello spicchio più alto, i piedi in basso, le viscere più all’interno e la pelle nella parte esterna. Il lavoro e le teorie di Jensen vennero però fortemente demolite durante un esperimento. Nel 1979 a Jensen e colleghi vennero mostrate le iridi di 143 potenziali malati di reni dei quali solo 48 lo erano effettivamente. Jensen, con il suo staff, avrebbe dovuto individuare le persone malate attuando la pratica dell’iridologia.

L’iridologia è pseudoscienza, la medicina è tutt’altra cosa

Il test andò inevitabilmente male, le diagnosi vennero clamorosamente sbagliate e un collega di Jensen affermo addirittura che l’88% degli individui sani era malato e il 74% dei malati, in salute. Il flop non dissuase l’iridologo statunitense, che continuò per la sua strada, scrivendo persino molti libri e promuovendo altri fantasiosi metodi preventivi e curativi. L’efficacia dell’iridologia è dunque da sfatare poiché non esistono correlazione tra una malattia e il conseguente cambiamento dell’iride. Nemmeno la mappe hanno basi scientifiche.

Ovviamente non dobbiamo dimenticare che le iridi possono offrire dettagli diagnostici, in alcuni casi. Ad esempio per alcuni problemi legati al fegato si possono notare piccoli cambiamenti nell’iride e nella sclera (altra zona dell’occhio). Questo però riguarda la medicina e va precisato a gran voce che la maggior parte degli iridologi non sono medici, ma sfoggiano sedicenti diplomi che non hanno il benché minimo valore accademico.

Pseudoscienza e iridologia, gli sbocchi?

Iridologia pseudoscienza
Diploma di iridologia

Navigando in rete possiamo trovare molteplici corsi di iridologia, ma cosa offrono esattamente? Promesse varie, labili e opache, quante le iridi che si apprestano a studiare. All’interno di una pagina di questi corsi vi è la golosa domanda del: “perché partecipare?”. Le risposte sono granitiche e confortanti:

  • Il docente è iridologo con esperienza pluriennale in centri di medicina naturale e in prestigiosi centri benessere.
  • Il corso di iridologia è in aula: perché formazione significa partecipazione e condivisione.
  • Potrai mettere in pratica subito ciò che hai imparato perché la lezione prevede una quantità elevata di esercitazione pratica.
  • Al termine delle lezioni potrai confrontarti con la docente e il resto dei partecipanti.
  • Per studiare una disciplina diffusa ed efficace e aggiornare la propria professionalità.
  • Il docente è l’autore della mappa iridologica utilizzata durante il corso, frutto di anni di esperienze dirette sul campo.
  • Le opinioni di chi ha sperimentato l’analisi dell’iride da ottimi iridologi sono molto positive.

Il tutto garantito dalla FENNAP (Federazione Nazionale Naturopati Professionali)

Dipendente ai sensi del C.C.N.L. Operatori del settore Olistico legge del 01/01/2017

Libero professionista legge L. 4/2013

Questi sono i punti nevralgici che dovrebbero convincere le persone ad acquistare un prodotto formativo molto controverso.

Le tariffe di questi “guaritori” sono inoltre elevatissime. È quindi fortemente sconsigliato mettere la propria salute nelle mani di questi individui. I rischi che corriamo sono quelli di trovarci con diagnosi errate o inconcludenti, con ritardi importanti in merito a vere diagnosi e con il portafogli decisamente alleggerito. Per cui, occhi aperti.

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