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Complottista su Cospiracies: «Wayfair vende ragazzi scomparsi»

Complottista su Cospiracies: «Wayfair vende ragazzi scomparsi»

Nasce su Reddit la bufala su Wayfair che vende ragazzi scomparsi. Ma di che si stratta?

Come molte fake news americane, anche questa è nata su Reddit: il social news aggregator che distribuisce link e da modo di discutere nei vari subreddit. Uno tra i più famosi di questi è Conspiracies, una vera roccaforte dei complottismo mondiali. Ed è proprio da questo gruppo che è nata la bufala Wayfair, che non si sa per quale motivo, vende dei ragazzi scomparsi. Forse al progetto QAnon? (Vedi art).

Ma cos’è Wayfair?

la bufala wayfair che vende ragazzi scomparsi
Fatturato del 2019

Nata nel 2002 a Boston, Wayfair è una società statunitense di e-commerce per la vendita di mobili e oggettistica, al dettaglio. Lavora come Ebay, giusto per capirci, in cui molti prodotti sono forniti da aziende o privati, creando dei competitor. Per cui i prezzi possono variare da prodotto a prodotto, da brand a brand, da privato a privato. Wayfair opera prevalentemente nel mercato USA, con un fatturato che nel 2019 ha sforato i 9 miliardi di dollari.

Come nasce la bufala di Wayfair e i ragazzi scomparsi?

Qualche giorno fa alcuni utenti di Conspiracies hanno notato che tra i mobili della piattaforma online ce n’erano alcuni con il brand WXF Utility. La cosa che gli ha insospettiti è che questi armadi hanno il nome di ragazzi scomparsi. Ma non solo. I prezzi di questi armadi, in realtà, sono ben superiori a quelli che vende Wayfair, ma essendo una piattaforma ognuno mette i prodotti che vuole con i prezzi che ritiene più opportuni.

wayfair che vende ragazzi scomparsi

Però qualcosa non ha convinto gli occhi attenti dei cospirazionisti oltre oceano, così hanno dedotto che i nomi di questi mobili in realtà sono quelli di alcuni adolescenti scomparsi negli ultimi mesi. Sarebbe come se un noto distributore di mobili italiano vendesse prodotti con il nome di Roberta, Denise o Emanuela (nomi di 3 donne scomparse in Italia).

Anche un cecchino miope se spara in mezzo alla folla centra qualcuno, come in questo caso. Ed ecco che subito sono partiti i post con le foto dei ragazzi e accanto il nome del mobile, come fosse la pistola fumante del misfatto. E così scatta l’allarme dai complottisti di Conspiracies, i quali diffondono sui social la notizia che Wayfair, tramite altro nome, adoperi questo espediente per vendere esseri umani. Oltretutto, da come si può vedere dalla foto, i mobili sono pure scontati.

Oltre ai mobili, i cuscini

Non siamo esperti in materia di compravendita di persone, ma pensiamo che esistano altri canali meno visibili per questo crimine meschino. Tuttavia il dubbio non si ferma solo ai mobili. La vendita che vedrebbe come merce i ragazzi — secondo i complottisti —, riguarderebbe anche dei cuscini. Il sospetto è nato perché alcuni costano 38 dollari, altri 100, mentre altri arrivano a costare 10.000 dollari. Un assurdità, certo, ma non un reato.

Cuscini in vendita dalla piattaforma Wayfair

Alcuni di questi cuscini hanno dei nomi stampati, come si può vedere nella foto. Tuttavia, come detto prima: essendo una piattaforma ognuno può mettere il prezzo che vuole, anche se assurdo. Stando al complotto, il cuscino più costoso sarebbe la prova evidente che la ragazza da vendere ha quel nome (Michelle), e quello sarebbe una sorta di messaggio con tanto di prezzo al mercato nero.

Gli scomparsi in USA

Secondo la National Missing and Unidentified Persons System (Namus) ogni anno negli Stati Uniti spariscono circa 600mila persone, quasi mai ritrovate (vedi fonte). Può benissimo succedere che tra tutte queste persone scomparse ci siano dei bambini, dei ragazzi o delle donne con i nomi di Neriah, Yaritza o Alyvia. La bufala della Wayfair che vende i ragazzi scomparsi, oltretutto ha fatto crollare le azione dell’azienda.

La bufala continua, con Soros

Su alcuni siti cospirazionisti si legge addirittura che: «l’FBI starebbe indagando, ma i giornali online e internet non lo riportano perché le indagini sarebbero ancora in corso» (?). Sempre secondo questi siti, i quali non forniscono una fonte, per l’FBI i prezzi dei mobili sarebbero in linea con quelli del mercato di vendita degli adolescenti.

Non poteva di certo mancare Soros in questa raccapricciante fake. Una commistione odiosa tra vendita di ragazzi e pedofilia. Ovvio. E così anche Maurizio Blondet ci ha messo del suo, tant’è che nel suo blog cita il coinvolgimento del magnate ungherese (vedi art). Secondo le sue fonti Soros — nel 2017 — avrebbe fatto grandi investimenti con Waifair, diventando un proprietario occulto.

Da quanto si sa, i fondatori e proprietari dall’azienda online sono Niraj Shah e Steve Conine. Ma… anche se fosse Soros il proprietario, che cambia? Forse per Blondet essere ebreo significa vendere ragazzi? Peccato che quello che linka nel suo blog come fonte, è un sito cospirazionista (vedi sito): la brutta copia dei tre “The Daily Courier“. Ricordiamo che Blondet è lo stesso che durante le elezioni presidenziali francesi, disse anche che Macron era omosessuale e pedofilo.

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