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La ciliegina sulla “Torteria” di Chivasso

La ciliegina sulla “Torteria” di Chivasso

Da mesi Rosanna Spatari, proprietaria della “Torteria” di Chivasso, infrange le norme anti Covid irrispettosa di chi lavora seguendo le regole. Negazionista e Novax: «I bambini sono stuprati e sgozzati dai poteri forti. Se la gente non ha le palle per vivere, è giusto che muoia»

Quanto è vero il vecchio detto: «A ognuno il proprio mestiere». Eh già. perché una volta il contadino parlava di sementi, il notaio di rogiti, il minatore di esplosioni e l’avvocato di leggi. Oggi invece, complici i social, ognuno si sente legittimato a dire la sua. Ed ecco che anche una pasticcera può diventare una provetta costituzionalista, esperta in normative e in dibattiti anti regime. Ormai è una prassi che si ripete da alcuni anni. Come in quest’ultimo periodo però — a causa della competizione per diventare il primo “difensore del popolo oppresso” in Italia — lo schiamazzo non era mai stato così agguerrito. Tra questi contendenti aspiranti liberatori c’è anche Rosanna Spatari, pizzaiola e pasticcera, proprietaria de “La Torteria” di Chivasso.

torteria di chivasso
Rosanna Spatari mentre cerca di allontanare dal suo locale la polizia

Così tra una sac a poche, un tagliapasta e un setaccio, la commerciante parla di Costituzione e diritti umani. Gli articoli citati dalla Spatari sono sventrati, violentati e strappati a metà come stracci, infine decontestualizzati. Al popolo negazionista però tutto questo non interessa, così tra un canto di piazza e un motto insurrezionalista indossano magliette inneggianti libertà e giustizia. Ed è tra questo ammasso di carne arrogante che Rosanna emerge tra la folla, vestita come un’europarlamentare, per nulla intimorita dai microfoni. Tra un articolo costituzionale detto ad mentula canis e l’altro, la commerciante rassicura il suo popolo dell’ottima scelta fatta nell’averla proclamata portavoce degli oppressi.

Torteria di Chivasso da guinness

Non spetta a noi giudicare i prodotti del locale: non siamo critici culinari e sinceramente la cosa non ci interessa. Quello che però ci sentiamo di catalogare come primato, forse assoluto in Italia, sono le multe collezionate dalla signora Rosanna nella sua torteria: ben 150 in sette mesi. Per reagire a questo sistema — come lo chiama lei — inveisce contro le forze dell’ordine e contro chiunque non sia d’accordo con lei riguardo i locali e le loro sprezzanti aperture, fregandosene delle norme anti Covid e fanculo tutti!

Ma i ristoratori, sono tutti con Rosanna?

No, grazie a Dio. Anzi proprio a Chivasso c’è un’altra realtà, meno pubblicizzata degli strilli della Spatari, ma con più dignità e maggior rispetto delle regole. Nemmeno a dirlo il popolo negazionista si è scagliato contro Fabio, il proprietario del locale Piagelleria, che su Facebook ha risposto con stile alle accuse che gli sono state rivolte. Alcuni lo hanno accusato di essere un “finto buonista”, una “pecora” e altre idiozie simili in stampo Novax. È ovvio che tra i due commercianti c’è una differenza abissale di stile.

Ma non solo. Quello che disturba è soprattutto la mancanza di correttezza della Spatari verso la concorrenza che, con enormi sacrifici, lavora seguendo le regole. Ci chiediamo come mai molti altri ristoratori non si sono uniti agli strilli di Rosanna, eppure le difficoltà ci sono per tutti. Ce lo spiega Fabio, che intervistato da noi ci dice che: «L’unico modo per uscire da questa crisi è rimboccarsi le maniche, seguendo le regole».

Rivoluzione a 360 gradi

I motivi che ci fanno capire che probabilmente alla signora Rosanna non piacciono le regole, è il suo comportamento. Il suo sottrarsi all’alcol test dei Carabinieri nell’ottobre dello scorso anno, ad esempio, è uno di questi motivi. Il suo rifiuto però ha fatto prendere alla pasticcere una denuncia e una possibile sospensione della patente di guida. Una altro esempio è quando violò l’avvertimento del Prefetto di Torino. Al grido di: «La pandemia non esiste» o «I vaccini sono terapie sperimentali», la proprietaria della Torteria di Chivasso se n’è fregata della zona gialla e ha organizzato un aperitivo disobbediente. A questa ennesima provocazione, la Prefettura aveva dichiarato che:

“La preannunciata manifestazione di questo pomeriggio non è stata comunicata in Questura. La partecipazione a manifestazioni non autorizzate comporta rilievi di carattere penale. Si ricorda inoltre che il Piemonte è ancora zona arancione e le violazioni delle norme anti-Covid sono punite con sanzioni da 400 a mille euro ciascuna”

Dal Corriere della Sera del 24 aprile 2021

Esperta di ogni cosa

È di poche ore fa un nuovo comizio fatto dalla signora Rosanna. In questo frangente, stretta tra i suoi seguaci, la ristoratrice ha dato il meglio di sé. Per prima cosa esorta il suo pubblico a non consumare nei bar e nei ristoranti poiché — a suo dire — le persone verrebbero trattate come merde. Poi alza il tiro e parla di bambini violentati e sgozzati, ai quali verrebbero tolto l’adrenocromo. Esaltata da chi le chiede dei vaccini, Rosanna cita l’art 32 della Costituzione, poi di filotto ci piazza anche l’art 13. Non serve a nulla, ma fa figo.

Parla anche di una imminente guerra civile che dovrebbe scoppiare a mesi, infine invita tutti i medici a non curare più nessuno. Parlare come fa la signora Rosanna non risolve nulla. Non informa ma soprattutto non scandalizza. Disinformare in questa maniera è roba vecchia, per nulla originale. Anche su di lei a breve il sole della popolarità si farà piccolo, dissolvendosi, e tra alcuni mesi rimarrà un vago ricordo delle sue inutili battaglie. Quello che ci sentiamo di consigliare alla signora Rosanna e che invece dei suoi articoli costituzionali si appelli solo all’articolo quinto, quello del: «Chi ha il buonsenso ha vinto!»

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