Il mistero della mummia di Rosalia Lombardo

Il mistero della mummia di Rosalia Lombardo

Dal ‘600 le catacombe dei Cappuccini di Palermo ospitano migliaia di corpi. Il più famoso è quello della mummia di Rosalia Lombardo la quale, a detta di molti, aprirebbe gli occhi

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Un luogo macabro e impressionante

Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo sono conosciute da secoli in tutto il mondo come uno dei luoghi più impressionanti da visitare. Si tratta, infatti, di gallerie scavate alla fine del XVI secolo in cui sono allineate circa ottomila mummie. Vestite di tutto punto sono divise per sesso e per reddito, anche se si tratta soprattutto di persone altolocate poiché il processo dell’imbalsamazione era costoso e solo i ricchi se lo potevano permettere. Allineati lungo i muri si possono vedere prelati, ufficiali in alta uniforme, giovani donne vestite da sposa e interi gruppi di famiglia. Tra questi c’è la famosa mummia di Rosalia Lombardo, un lavoro di mummificazione unico nel suo genere.

La piccola Rosalia Lombardo

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La mummia di Rosalia

Il più famoso di questi corpi è la mummia di Rosalia Lombardo, detta “La Bella addormentata”. Si tratta di una bambina di due anni morta nel 1920, imbalsamata con tale perizia da conservarne perfettamente l’aspetto delicato e infantile.

Rosalia era nata il 13 dicembre 1918 in una distinta famiglia. Ancora prima di compiere i due anni di età, il 6 dicembre 1920 la bambina muore per una polmonite: probabilmente una conseguenza dell’influenza Spagnola.

Il padre, affranto dal dolore, interpella quindi il celebre imbalsamatore Alfredo Salafia perché preservi il corpo della sua bambina e questi, utilizzando un metodo di sua invenzione, realizza quella che è considerata una delle mummie meglio conservate al mondo. Addirittura nel 2009 una risonanza magnetica rivela che gli organi interni di Rosalia sono ancora intatti.

La mummia di Rosalia Lombardo apre gli occhi?

Qualche tempo fa si diffuse persino la notizia che gli occhi di Rosalia si aprivano più volte al giorno. La cosa, in effetti, fu confermata anche da molte sequenze fotografiche le quali sembravano evidenziare come le palpebre della bambina ebbero dei movimenti. Attualmente migliaia di visitatori sono attirati da questo strano fenomeno. C’è chi parla perfino di fantasmi.

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Radiografia della mummia di Rosalia Lombardo,

Fortunatamente Dario Piombino-Mascali, antropologo e curatore del sito, sfata il mito. Assistendo allo spostamento della bara da parte di alcuni operai, il signor Piombino vede le palpebre della bimba da una nuova angolazione, rendendosi conto che in realtà gli occhi erano sempre stati socchiusi e che i movimenti altro non erano che illusioni ottiche, causate dalla luce delle finestre che si riflette sui globi oculari.

La formula segreta

L’antropologo, interpellando i discendenti di Salafia, riesce anche a rintracciare la formula di cui l’imbalsamatore si è servito per preservare la mummia di Rosalia Lombardo in condizioni impeccabili. I parenti di Salafia gli consegnano parecchi documenti lasciati dall’imbalsamatore, tra i quali Piombino-Mascali trova finalmente un foglio in cui sono registrate tutte le sostanze chimiche di cui si è servito.

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Alfredo Salafia

Con una procedura esclusiva Salafia inietta nel corpo della bimba una miscela di sali di zinco, formalina, glicerina e acido salicilico.  La formalina e l’acido salicilico hanno rimosso tracce di putrefazione e funghi, mentre la glicerina ha impedito al corpo di disseccarsi. Infine i Sali di zinco hanno preservato perfettamente l’aspetto, impedendo alle cavità nasali e alle guance di affossarsi.

La mummia di Rosalia Lombardo è ora sistemata in una teca ermetica di acciaio e vetro, satura di azoto, che impedisce la crescita di microrganismi, tenuta alla temperatura costante di 20 °C e con umidità del 65%. Nessun mistero quindi.

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