L’ex generale Pappalardo degradato: «Disonora le forze armate»

L’ex generale Pappalardo degradato: «Disonora le forze armate»

Da deputato della Repubblica al movimento dei Forconi, sino a prendere le redini dei Gilet Arancioni. Ecco come le farneticazioni di Pappalardo gli hanno fatto perdere i gradi da generale. Nessun complotto, bensì: «Ha disonorato le forze armate»

Antonio Pappalardo non è più generale: l'Arma gli ha tolto i gradi. Lui  protesta: «Attentato ai miei diritti»

Il mattatore delle piazze Antonio Pappalardo, non è più “generalissimo. L’eclettico e irriducibile sollevatore di masse popolari è stato degradato dal grado di generale dell’Arma dei Carabinieri. Personaggio grottesco, non c’è che dire, quasi caricaturale. Tra le tante follie il generale Pappalardo un po’ di tempo fa sostenne che un alieno proveniente dal pianeta Ummo gli rivelò il segreto per salvare il nostro pianeta. Malgrado la storia sia assurda, Pappalardo ha raccolto parecchi accoliti.

Via via il numero dei suoi seguaci è cresciuto con migliaia di persone pronte a seguirlo nelle sue roboanti azioni, sfidando negli ultimi mesi il famigerato «governo abusivo». Così, cavalcando gli schizzi del solito brodo riscaldato delle rivolte social, da buon condottiero ha condotto manifestazioni contro quello che secondo lui è un parlamento illegittimo, in cui la terribile dittatura sanitaria ha obbligato milioni di persone a sottoporsi all’esperimento dei sieri genici. Non per ultimo, Pappalardo ha anche invitato il suo esercito in jeans a rivoltarsi contro l’odiato greenpass. Nella sua rocambolesca vita, l’ex generale non si è fatto mancare nulla. Nemmeno il passaggio in politica.

La perdita dei gradi del generale Pappalardo

Il motivo della perdita del prestigioso grado di generale non è dovuto ai suoi “segreti” di Stato svelati alle piazze. La causa non è nemmeno attribuibile alla sua carismatica personalità di raccatta guerriglieri. Il motivo è più banale — per non dire folle: aver notificato un verbale d’arresto, presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Milano, contro Mattarella e Draghi. L’accusa mossa da Pappalardo contro il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio sarebbe quella di abuso ed estorsione.

Questa ridicola accusa ha fatto tremare i vertici istituzionali, inducendoli a prendere seri provvedimenti sul suo conto. Così l’ex generale Pappalardo è stato degradato per motivi disciplinari. Nessun complotto giudaico-massonico-farmaceutico. Il provvedimento gli è arrivato direttamente del ministero della Difesa. Punto! Adesso, divenuto martire, chiede ai suoi seguaci di non chiamarlo più “generale”. Ma che tristezza.

L’ex generale Pappalardo e gli insuccessi della sua carriera politica

INTERVISTA ESCLUSIVA AL GENERALE PAPPALARDO - DIGNITA' SOCIALE

Antonio Pappalardo, palermitano, classe 1946, generale di brigata in congedo dall’Arma dei Carabinieri dal 2006, è passato dal far parte delle istituzioni all’osteggiarle, tacciandole di «abusivismo» e «illegalità». Da generale, sindacalista, politico e pure musicista, a novello masaniello! Pappalardo ormai capeggia senza tregua ogni sorta di protesta contro il governo usurpatore e oppressore. Evidentemente non la pensava così quando tra il 1992 ed il 1994 fu eletto deputato alla Camera dei deputati, come indipendente nelle liste del PSDI, nel collegio di Roma, designato vicepresidente della Commissione Difesa. Oppure quando entrò a far parte della Commissione Finanza. E sì: sino quando la Berta fila tutti buoni a prendere poi il salto della quaglia, chissà perché, rende questi personaggi dei funamboli anti sistema.

Perse l’incarico, con Ciampi

Era il 1993 quando fondò il movimento politico Solidarietà democratica con cui si candidò a sindaco del comune di Pomezia, ottenendo il 13% delle preferenze, sufficiente a essere eletto consigliere comunale. Lo stesso anno si candidò anche a Roma, contro Rutelli, ma ottenne solo lo 0,55% dei consensi. Pochi mesi dopo ricevette la nomina a sottosegretario di stato alle Finanze del governo Ciampi; incarico revocatogli solo dopo un paio di settimane. A seguito del provvedimento del Consiglio dei Ministri tornò quindi ad essere un deputato, entrando nella Commissione parlamentare Terrorismo e Stragi.

Pappalardo abbandonò il gruppo parlamentare socialdemocratico per passare dal gruppo misto a Solidarietà democratica, poi al Patto di Mario Segni. Al termine del mandato parlamentare fallì alle europee del 1994 nelle liste di Alleanza Nazionale. Altro tonfo elettorale ci fu quando si candidò con l’Ulivo alle politiche del 1996, nel collegio di Chieti. Malgrado i fallimenti, il generale Pappalardo non demorse. Così nel 2001, come capolista del movimento dei Popolari Europei da lui fondato, perse anche le comunali di Roma. Non esitò per questo a candidarsi al Senato nel collegio di Taranto con la Lega d’Azione Meridionale.

Il generale Pappalardo, quando ci provò in Sicilia

Sempre nel 2001, alle regionali siciliane, perse nella circoscrizione di Catania con Salvatore Cuffaro. Nemmeno nel 2008 l’ex generale divenne senatore, carica per la quale si candidò nelle liste del Movimento per le Autonomie, fondato da Raffaele Lombardo, salvo poi prenderne le distanze pochi mesi dopo in seguito allo scandalo e alle denunce per concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex presidente della Regione siciliana. Era il 2011 quando Pappalardo annunciò la sua candidatura a sindaco di Palermo con il Melograno Mediterraneo. Peccato che la lista venne esclusa dalla Commissione Elettorale, perché presentata oltre i termini consentiti. Anche questa candidatura andò in fumo, malgrado i suoi rumorosi ricorsi.

Tutti questi fallimenti tuttavia non si dimostrarono vani. Lo dimostra il fatto che l’ex generale “anti casta”, tutt’ora intasca un vitalizio di oltre 3000 euro mensili per la sua parlamentare.

Forconi, Gilet Arancioni e arresti a tutto spiano

Dal 2016 Pappalardo presiede il comitato dei fondatori del partito politico Movimento Liberazione Italia, che fa riferimento al Movimento dei Forconi. Per capirci: quello che tentò l’arresto — nel dicembre 2016 — dell’ex parlamentare Osvaldo Napoli fuori da Montecitorio.

Tentativo di arrestare Osvaldo Napoli da parte dei Forconi

Malgrado l’arresto non sia andato a buon fine, nel Dicembre 2017, il generalissimo ci riprova. Stavolta però mira più in alto e tenta di fare arrestare addirittura l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Intende farlo, a quanto lui stesso dichiara dai suoi canali, per «regalare un Natale di libertà a tutti gli italiani». Va detto che l’impegno stavolta è più ambizioso, difatti nelle liste degli arresti del giorno ci sono anche il presidente del Consiglio e tutti i ministri. Pappalardo ci tiene a specificare di aver informato degli imminenti arresti la questura di Roma quindi, secondo lui, sarebbe tutto a posto.

L’arresto di Mattarella

Il Movimento Liberazione Italia annuncia l'arresto del Presidente Sergio Mattarella
Il Movimento Liberazione Italia annuncia l’arresto del presidente Sergio Mattarella

Come ci riferiscono le cronache di quello storico giorno, quella mattina la delegazione del Movimento Liberazione Italia si recò in piazza del Quirinale. La combriccola era pronta ad eseguire l’arresto — scusate, ma noi stiamo ridendo— quando un funzionario, uscito per capire le intenzioni del drappello, li fermò. Interrogato sulle sue intenzioni, Pappalardo rispose di dover parlare con Sergio Mattarella. Spiegherà poi di aver omesso di chiamarlo “presidente”, in quanto quella carica sarebbe «abusiva». Pare che dal quirinale, a quella ridicola richiesta, risposero che il presidente non era disponibile. A quel punto Pappalardo passò al piano B. Il verbale d’arresto venne notificato all’ingresso del quirinale, come fanno gli ufficiali notificatori quando consegnano un atto giudiziario. Secondo il solerte esecutore d’arresto, Pappalardo, al reato di usurpazione di potere politico contestato al presidente della Repubblica, dovrà essere sommato anche quello di resistenza a pubblico ufficiale.

Espletate le ultime formalità, l’ex generale e il suo seguito si recarono presso una caserma dei Carabinieri per verbalizzare l’accaduto.

Pappalardo specificherà che una volta notificato il verbale d’arresto qualsiasi cittadino potrà procedere ad arrestare il presidente, in qualsiasi momento.

Il tentativo di arresto di Mattarella in un video surreale

L’ex generale Pappalardo si innamora dei novax

Nel 2019 Pappalardo è ancora tra i fondatori dei Gilet Arancioni. Con questi si candida alla presidenza della Regione Umbria, ottenendo solo lo 0,13% e nessun componente. Nel dicembre 2020 i Gilet Arancioni aderiscono alla coalizione Italia Libera: a questa appartengono anche il partito neofascista Forza Nuova, oltre ad altri movimenti di ispirazione negazionista, nomask e novax.

Da buon “generalissimo” ha capito come cavalcare quel diffuso senso di malessere che infuoca gli animi. E’ su questo che punta quando si muove spavaldo per le piazze, infrangendo ed invitando a infrangere anche le più basilari norme di sicurezza in materia di Covid. Come ha fatto anche la Vicequestore Nunzia Schiliròcon le conseguenze del caso -, ha scelto di approfittare della sua veste istituzionale per attrarre seguaci. Sfruttare la rabbia, l’ignoranza e la paura scaturite dalla profonda crisi della pandemia è ormai un business alla portata di molti. Le bufale istituzionali sono le più pericolose, ed è per questo che lo Stato deve smettere di tollerare queste azioni e punirle esemplarmente.

Antonio Pappalardo si avvale dei suoi gradi quando sceglie di guidare le proteste più assurde. E’ per questo che a seguito del raduno novax dei Gilet arancioni in Piazza Duomo a Milano, nel maggio del 2020, al “generalissimo” arriva una denuncia dall’autorità giudiziaria per aver violato le disposizioni anti Covid relative al divieto di assembramento e l’obbligo di indossare le mascherine.

Il generale Pappalardo: disonore alle forze armate

La motivazione dell’azione disciplinare conto l’ex generale Antonio Pappalardo risiedono

Nell’aver violato i doveri derivanti dal grado e dal giuramento prestato, oltre ad aver creato disonore con le sue azioni, durante la pandemia, perché lesive del prestigio delle forze armate.

Ad incidere sul provvedimento disciplinare a carico del Pappalardo non sono state solo le sue recenti apparizioni alle manifestazioni dei Gilet Arancioni. Anche nel 2018 Pappalardo venne sospeso per 12 mesi dal grado di generale di brigata per un procedimento disciplinare partito su proposta del Comando Generale dei Carabinieri e del Ministero della Difesa per violazione dei doveri derivanti dal grado e dal giuramento da lui prestato.

Una nota del 2018 emessa dall'ufficio stampa del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri che rivela particolari interessanti sulla carriera militare dell'ex generale Pappalardo
Una nota del 2018 emessa dall’ufficio stampa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri che rivela particolari interessanti sulla carriera militare dell’ex generale Pappalardo

L’immagine sopra risponde inoltre ad una domanda fondamentale sulla carriera di Pappalardo: come ha fatto a diventare generale dell’Arma? Secondo quanto lo stesso ufficio stampa specifica, “Il grado di colonnello gli è stato attribuito nel 1994, quale promozione ‘ope legis‘ (L. n. 224/1986), al termine del mandato parlamentare, in quanto eletto nel 1992 alla Camera dei Deputati. Anche la promozione al grado di generale di brigata è stata conseguita ‘ope legis‘, il 24 giugno 2006, ovvero il giorno prima del collocamento in congedo per raggiunti limiti di eta’, cosi’ come sancito dalla L. n. 536/1971 (cosiddetta “promozione alla vigilia”), successivamente abrogata dall’art. 2268 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66″.  

Vilipendio al presidente della Repubblica

Era il 2019 quando il tribunale di Roma rinvia a giudizio Pappalardo con l’accusa di vilipendio del presidente della Repubblica. L’ex generale potrebbe inoltre essere processato anche per istigazione a commettere un arresto illegale, per aver dichiarato, tra interviste e video sui social, che le forze dell’ordine tutte avrebbero dovuto arrestare i membri del Governo e del Parlamento illegittimi. Tutto questo solo per una sua infelice interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale Porcellum, che renderebbe illegittimo il Parlamento e la stessa elezione del capo dello Stato Sergio Mattarella.

Una manifestazione novax al giorno

Pappalardo e i gilet arancioni, in piazza a Milano senza mascherine
Pappalardo incalza le folle di Gilet arancioni senza mascherina e pericolosamente assembrati

E’ triste constatare come ormai il nostro Paese non sembri più impegnato a manifestare per la difesa dei veri problemi sociali, quelli più incalzanti. Oggi la maggior parte delle manifestazioni nascono per protestare contro nemici invisibili, contro le élite occulte della dittatura sanitaria. Quella strana dittatura che democraticamente li lascia manifestare con tolleranza e che secondo loro vorrebbe privarci della libertà, ma non quella vera, bensì quella di agire sconsideratamente. Quelle piazze sono ormai piene dei contestatori più strambi, di negazionisti, ma anche di razzisti, xenofobi, neofascisti ed esponenti dell’estrema destra che non perdono certo anche questo giro per sollevare odio e guadagnarsi seguito.

Riuscirà lo Stato a fermare questa triste deriva? Riusciranno a fermare l’ex generalissimo Antonio Pappalardo? Questa è una bella domanda. Di certo lui non demorde. Ha già annunciato che si opporrà con tutte le sue forze a questo vile tentativo di imbavagliarlo!

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