Linfoadenopatia e vaccini anti Covid

Linfoadenopatia e vaccini anti Covid

In alcuni casi i vaccini anti Covid possono provocare la linfoadenopatia e i linfonodi apparire come macchie bianche, ma è un fenomeno innocuo

I vaccini anti Covid in alcuni casi possono provocare l’ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia) sotto l’ascella e sopra la clavicola e allo screening apparire come macchie bianche le quali potrebbero far pensare ad un segnale del cancro. In realtà si tratta di un fenomeno innocuo e temporaneo, ma che potrebbe dare origine a spiacevoli equivoci.

Lucciole per lanterne

Negli Stati Uniti, dove la campagna vaccinale avanza a ritmo serrato, i medici si sono già imbattuti in questo fenomeno. La rivista Radiology, ad esempio, ha pubblicato 5 casi clinici in cui le immagini sembravano indicare un cancro metastatizzato. Per evitare esami inutili e per dissipare i timori dei pazienti, diverse riviste mediche stanno suggerendo delle linee di condotta.

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Lo screening del seno è molto importante per ogni donna

In medicina ogni individuo è un caso unico, per questo è bene sottolineare che ogni decisione deve essere presa in accordo con il proprio medico.

Sicuramente poter effettuare la mammografia prima della vaccinazione o dopo 4-6 settimane sarebbe l’ideale, ma questo non significa che sia necessario annullare le visite programmate. La Mayo Clinic raccomanda di continuare con le mammografie come da programma. È importante che le donne prestino attenzione alla sequenza temporale della mammografia e della vaccinazione. Devono avvisare il personale medico di quando lo hanno fatto e da quale lato hanno ricevuto l’iniezione.

Linfoadenopatia da vaccino

L’ingrossamento dei linfonodi è un effetto collaterale che può essere causato da diversi vaccini. Il gonfiore si manifesta dallo stesso lato del braccio che ha ricevuto l’iniezione — di solito sparisce nel giro di pochi giorni. Per i medici e gli scienziati la cosa è tutt’altro che sorprendente e sta ad indicare, molto semplicemente, che il vaccino sta facendo il suo lavoro, ovvero: stimolare il sistema immunitario.

Normalmente il gonfiore scompare in pochi giorni, raramente dura più a lungo, ma se periste più di 6 settimane informare il medico potrebbe essere una buona idea.

Vaccini anti Covid e linfoadenopatia

Già durante i grandi studi clinici che hanno portato all’approvazione dei vaccini anti Covid gli scienziati hanno constatato che la somministrazione dei vaccini può causare gonfiore ascellare e dolorabilità. Il fenomeno pare essere più frequente con i vaccini ad m-RNA, soprattutto con quello Moderna (l’11,6% dopo la prima dose e il 16% dopo la seconda dose). I volontari hanno segnalato questo genere di evento in maniera spontanea, per questo la frequenza reale del fenomeno potrebbe essere maggiore. C’è da notare, inoltre, che le analisi strumentali possono scoprire anche quei casi in cui l’ingrossamento dei linfonodi è impercettibile.

Il sistema linfatico

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Sistema linfatico femminile

Il sistema linfatico è costituito da un complesso sistema di vasi che, come quelli sanguigni, si dirama raggiungendo tutto il corpo. All’interno dei vasi linfatici scorre un liquido ricco di proteine, lipidi e cellule del sistema immunitario. La funzione principale del sistema linfatico è quella drenare i fluidi dai tessuti, farli filtrare dai linfonodi e riversarli nel torrente circolatorio. Se in un’area del corpo sono presenti agenti estranei o nocivi (antigeni, batteri, cellule tumorali…) possono finire nella linfa e venire trasportati fino alle ghiandole linfatiche.

Linfonodi: bastioni del sistema immunitario

I linfonodi sono dei piccoli organi tondeggianti distribuiti lungo tutte le vie linfatiche, ma che in alcune aree “strategiche”, come il collo e le ascelle, sono particolarmente raggruppate. All’interno delle ghiandole linfatiche le cellule del sistema immunitario imparano a riconoscere le potenziali minacce e si organizzano per combatterle. Questo vale sia per i pericoli che provengono dall’esterno, come i batteri o i virus, e sia quelli di origine interna, come le cellule tumorali. La risposta del sistema immunitario implica proliferazione cellulare e questo può causare l’ingrossamento dei linfonodi.

Un campanello d’allarme

Linfonodo ingrossato sopra la clavicola

Nella stragrande maggioranza dei casi l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche ha cause del tutto benigne e che non dovrebbero suscitare preoccupazione Tuttavia, seppur di rado, la linfoadenopatia può essere il sintomo dell’esordio di un cancro o il segno del progredire della malattia. In un primo momento l’aumento di volume rispecchia solo la risposta dell’organismo alla malattia, ma in una fase più avanzata può essere causato dalle cellule tumorali che hanno colonizzato la ghiandola linfatica.

Attenzione! Non è l’infiammazione che causa il tumore. L’infiammazione è la risposta alla presenza di cellule maligne.

Un linfonodo ingrossato sopra la clavicola è un segnale preoccupante che potrebbe richiedere esami complementari. Secondo i ricercatori la tecnica di vaccinazione potrebbe essere correlata al fenomeno: effettuare l’iniezione troppo in alto ne favorirebbe la comparsa.

Screening: l’arma più efficace contro il tumore al seno

Fra le donne il tumore al seno è quello più diffuso. È anche quello che causa il maggior numero di decessi, tuttavia se la diagnosi avviene precocemente è più facile trattarlo. L’adesione ai programmi di screening consente di diagnosticare la malattia quando è ancora ai primi stadi. In questi casi le terapie hanno maggiori possibilità di essere efficaci e gli interventi sono meno invasivi.  Le donne che si sottopongono a controlli regolari hanno molte meno probabilità di morire a causa di questa malattia, per questo è giusto dire che la mammografia è un esame salva vita.

Fra le donne, circa un tumore maligno ogni tre (30%) è un tumore mammario. Nel 2018 il carcinoma mammario ha ucciso 13.076 donne.

Vaccinare tutti e recuperare gli screening oncologici

Nel 2020, secondo il rapporto “salutequità”, a causa della pandemia si sono persi oltre 2 milioni di screening oncologici. Rispetto al 2019 le mammografie sono state il 43,5% in meno. Questo significa che migliaia di tumori sono sfuggiti ai controlli e che migliaia di donne potrebbero non ricevere le cure tempestive di cui avrebbero bisogno. Se è vero che la campagna vaccinale è una misura di sanità pubblica fondamentale, lo stesso si può dire per i programmi di screening del tumore al seno. Per questo è necessario riuscire a vaccinare tutti senza trascurare i normali screening sanitari.

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