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L’uomo verde di Pittsburgh

L’uomo verde di Pittsburgh

Ecco come l’Uomo Verde di Pittsburgh, un ragazzo sfigurato da 11.000 volt, diventa leggenda

I meno giovani tra noi ricorderanno sicuramente i tempi in cui, per scoraggiare i bambini dal compiere le loro bravate, si usava spaventarli col racconto di terribili personaggi che avrebbero potuto portarli via o far loro chissà cosa. Il Babau e l’Uomo Nero sono esempi di questa abitudine ormai abbandonata. Quella che invece oggi racconterò, è la storia de: l’Uomo Verde di Pittsburgh.

Una foto di Raymondo Robinson, conosciuto come Charlie No-Face o The Green Man. L’uomo verde di Pittsburgh

I genitori di Pittsburgh e delle località vicine si servivano di una figura locale chiamata Charlie-No-Face o The Green Man. «Un uomo misterioso senza volto, che emanava una luce verde e viveva in un tunnel ferroviario abbandonato». Secondo i racconti (vedi art): «l’uomo usciva soltanto di notte a girare per i boschi, fumando sigarette di cui faceva uscire il fumo dai buchi che aveva in faccia e inseguendo chi aveva la sfortuna di incontrarlo».

L’uomo verde di Pittsburgh non è una leggenda

Alcuni dicevano che si trattava di un operaio sfigurato dall’acido. Altri da una fortissima scossa elettrica durante un incidente in fabbrica; una versione lo voleva morto sul colpo, fantasma senza pace. Altri sostenevano che, guarito dalle sue orrende ferite, si fosse rinchiuso volontariamente nel tunnel per non farsi vedere da nessuno.

Fin qui niente di diverso dalle solite leggende, se non fosse che stavolta l’Uomo Verde di Pittsburgh si trattava di una persona realmente esistita. Un uomo morto nel 1985 all’età di 75 anni nel Beaver County Geriatric Center.

Raymond Robinson (questo il suo nome) era nato nel 1910 a Koppel, pochi chilometri a nord di Pittsburgh. Nell’estate del 1919, giocando con altri ragazzi, si arrampicò su di un pilone della linea tramviaria che attraversava il fiume Beaver per prendere un nido di uccelli, e fu folgorato da una scarica di 11.000 volt. I medici dubitarono di salvarlo, ma il ragazzo riuscì a sopravvivere a prezzo di gravi ferite. Perse gli occhi, il naso, parte della faccia e un avambraccio.

La leggenda dell’uomo mostruoso che girava di notte

Malgrado questo Raymond mantenne il suo carattere tranquillo e il suo buonumore. Uscito dall’ospedale dopo una lunga riabilitazione, passò il resto della sua vita in casa dei genitori. Trascorreva le sue giornate ad ascoltare la radio, a leggere in Braille e a confezionare cinture e portafogli di cuoio che poi venivano venduti assicurandogli un modesto guadagno. Dotato di un’ottima abilità manuale, si dedicava a costruire strani rompicapo con ferri di cavallo e altri rottami per divertire i suoi nipotini.

Per mantenersi in forma, ad un certo punto iniziò a passeggiare lungo la strada statale 351 fra Koppel e New Galilee. Guidandosi con un bastone. Usava l’espediente di camminare mettendo un piede sull’asfalto e uno sui sassi a bordo carreggiata, così da orizzontarsi seguendo la strada.

Conscio del suo aspetto usciva soltanto dopo le dieci di sera per non incontrare nessuno, ma ben presto la gente se ne accorse e la leggenda di un uomo mostruoso che girava soltanto di notte sempre lungo la stessa strada cominciò a diffondersi.

Diventò popolare in tutti gli USA

Per i ragazzi del posto, l’Uomo Verde di Pittsburgh diventò un’attrazione irresistibile. Nelle sere d’estate gli sfaccendati cominciarono a riunirsi presso un diner della zona, per poi percorrere quella strada in macchina sperando di incontrarlo. A volte il traffico era tale da obbligare la polizia locale a intervenire.

Raymond, quando sentiva avvicinarsi le auto, cercava di nascondersi tra gli alberi, dato che alcuni buontemponi locali avevano preso l’abitudine di dargli un passaggio per poi abbandonarlo in luoghi isolati dove non riusciva più a raccapezzarsi. Per fortuna la maggioranza delle persone lo trattava bene, offrendogli birre e sigarette, riuscendo a fare amicizia con lui e a scattare delle foto in sua compagnia.

Durante la Guerra del Vietnam, alcuni soldati del posto mostrarono ai commilitoni quelle foto. Quindi la leggenda di Charlie-No-Face si diffuse tra i militari, che ne parlarono poi al loro ritorno a casa, rendendola popolare in tutti gli Stati Uniti. Come succede, chi raccontava la storia aggiungeva particolari sempre più strani ed esagerati.

La leggenda continua ancora oggi

L'uomo verde di Pittsburgh
Il tunnel ferroviario in cui, secondo i racconti, avrebbe vissuto l’Uomo Verde di Pittsburgh

Non è chiaro il perché del soprannome di Green Man. Alcuni pensano che la luce verde fosse il riflesso dei fari sugli abiti indossati abitualmente da Raymond. Ma sembra più probabile che si tratti di un nome di fantasia, inventato da qualcuno per infiorare il racconto con una nota soprannaturale.

Ray Robinson morì nel giugno 1985 per cause naturali. È sepolto nel Grandview Cemetery, vicino al luogo del suo incidente, ma le leggende (vedi sito) sull’Uomo Verde di Pittsburgh continuano ad esistere.

Ancora oggi vengono mostrati parecchi tunnel abbandonati come luoghi in cui Charlie/Raymond si nascondeva. Il più popolare è un tunnel ferroviario, oggi adibito a deposito di sale antighiaccio in un quartiere periferico di Pittsburgh.

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