No vax, green pass e poteri forti

No vax, green pass e poteri forti

Da sempre i no vax sono tra i complottisti più fervidi, fermamente convinti che dietro ogni cosa ci siano i cosiddetti «poteri forti»

L’infamante accusa di collaborazionismo lanciata dai no vax, rivolta a qualsiasi voce razionale all’interno del dibattito sulla questione pandemica, come sempre si scaglia sui «poteri forti» e sul fascino che questa locuzione anni Ottanta suscita in molte ramificazioni complottiste. Non importa quale governo sia in carica. Non importa neppure il Paese o a quale latitudine esso sia. Quello che veramente importa è che per molti no brain il complotto è servito. Quasi sempre farcito con capolavori di Cherry Picking da utilizzare come manganello nei confronti di una «maggioranza di kapò», asserviti all’ormai arci nota “dittatura sanitaria”.

No vax, establishment e poteri forti

Eppure, a voler essere davvero pignoli, questo esercito di autoproclamati “resistenti” è da sempre il miglior alleato del tanto vituperato establishment. Governanti, media e personalità televisive hanno difatti contribuito attivamente ad alimentare una polarizzazione che ha annichilito ogni possibile ipotesi di critica sociale. A vantaggio di teorie strampalate, suggestive agli occhi di minoranze più o meno esigue le quali non scalfiscono minimante il cosiddetto «potere».

Chi oggi contesta la scienza non mette in discussione la gestione ultraliberista della pandemia, bensì ne è stupidamente complice. Sia ben chiaro: non è corretto ritenere che tutti i ribelli della narrazione ufficiale sulla pandemia abbiano lo stesso QI di un Petrella qualsiasi (video). Tuttavia quelli che tentano di esporsi in maniera “intellettuale” sulla questione finiscono inevitabilmente per abbracciare le assurdità dello scomparso Montagnier e dei suoi soci.

Un dato allarmante

In questo modo finiscono per diventare delle pedine di un’opposizione tanto pittoresca quanto “innocua” in quello che possiamo definire il capolavoro delle classi dominanti. Le cronache recenti raccontano di un sistema in cui sacche di malaffare nella gestione sanitaria dell’affaire covid non possono essere assolutamente escluse.

D’altronde siamo in Italia, la patria di tangentopoli, di Poggiolini e De Lorenzo. Dello scandalo delle lenzuola d’oro, di vallettopoli e non per ultimo lo scandalo delle mascherine. Ma al netto di dirigenti furbetti e dei loro giochi di prestigio sui numeri, le statistiche dimostrano inequivocabilmente un quadro che non lascia troppi margini di interpretazione: + 100.000 morti nel 2020 rispetto la media del quinquennio precedente

Anche volendo ridurre sensibilmente il conto per escludere possibili errori, inesattezze e persino brogli, si parla di cifre pari agli abitanti di un capoluogo di provincia trasferiti direttamente al camposanto nel giro di un anno. Quanto hanno pesato le scelte (o non scelte) governative su queste morti? E quale è stata l’effettiva critica emersa dalle minoranze (molto) rumorose degli antisistema?

Bestiario no vax, dai poteri forti alle misure sanitarie

Il lungo bestiario no vax, abilmente sfruttato dal mainstream massmediatico, negli ultimi due anni grazie ad alcuni medici antivaccinisti ha tuonato non solo contro i poteri forti ma perfino contro ogni genere di misura sanitaria come ad esempio le mascherine, i gel disinfettanti e i tamponi. A questo punto vale la pena concentrarsi sull’attuale trending topic, ovvero la diatriba su green pass e vaccini.

L’inadeguata e fallace comunicazione istituzionale ha spesso dipinto green pass e vaccini come delle corazze impenetrabili. Nonostante gli studi scientifici avessero da subito descritto le vaccinazioni come un’arma di protezione e prevenzione dalle forme di malattia grave, causate da un virus di cui ancora non si hanno a disposizione delle cure certe. Salvo voler sperimentare terapie a base di funghi, spremute e farmaci per cavalli: un mix che ricorda i rave party degli anni 90 più che un protocollo sanitario.

L’utilità del vaccino

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Nell’era di internet chiunque può confrontare i dati provenienti da sistemi economico-sociali persino contrapposti. Tutti confermano l’utilità dello strumento vaccinale. In Usa come in Europa, le percentuali delle terapie intensive e morti causa covid aumentano drammaticamente tra i pazienti non vaccinati.

Cuba ad esempio, grazie ad un’ottima campagna vaccinale, ha praticamente azzerato le morti covid visto che il 90% della popolazione è stata vaccinata. Si può dunque discutere sulle modalità di distribuzione e produzione di un farmaco, non sull’evidente efficacia in termini di riduzione delle ospedalizzazioni e decessi. Eppure, pur difronte a tali dati, i magmatici no vax continuano a credere a fantomatiche strategie di “prevenzione” a base di miracolosi integratori piuttosto che farsi “inoculare” il tanto odiato siero. Per la gioia di tutti quei disinformatori seriali che, coincidenza, commercializzano tali prodotti ricavandone un discreto guadagno.

Green pass, una foglia di fico

In questo gioco delle parti tra no vax e i «governi schiavi di Big pharma», lo stop ai brevetti sui vaccini è rimasto un miraggio. Una scelta sciagurata che ha permesso al virus di propagarsi indisturbato tra i Continenti, con o senza qr code! Perché il green pass, diciamolo tranquillamente, altro non è che una foglia di fico. Una misura squisitamente politica, figlia di una governance che non ha saputo imporre, se non in maniera tardiva e parziale, un obbligo vaccinale che avrebbe potuto salvare vite umane, accelerando la fuoriuscita dalla fase di emergenza sanitaria.

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Per due anni abbiamo assistito ad un balletto di misure contraddittorie tra chiusure, riaperture e norme anti assembramento dettate più dagli umori momentanei della classe politica che non da un’effettiva strategia di contenimento del virus. L’adozione della certificazione vaccinale, secondo alcuni studi, avrebbe evitato in Italia 1300 morti e oltre 8000 ricoveri. Qualora questi dati fossero confermati, proviamo lontanamente a immaginare quante vite si sarebbero potute risparmiare attraverso una campagna vaccinale obbligatoria. E quanti focolai esser spenti sul nascere, attraverso rigide ma mirate chiusure delle attività non essenziali nelle aree a maggior rischio.

Danni collaterali evitati

La misura del green pass, per quanto ipocrita, ha comunque permesso all’intera nazione una ripresa economica, limitando alcuni danni collaterali. La sua critica, dunque, non può e non deve ammiccare a teorie antiscientifiche e reazionarie. L’alternativa alla tessera verde non può essere declinata attraverso una presunta libertà di non vaccinarsi. Al contrario, invece. Cioè rivendicando una campagna vaccinale di massa e la messa in sicurezza dei luoghi di studio, di lavoro e dei trasporti.

Domande o critiche?

Così, mentre il Governo per mesi ha puntato il dito esclusivamente sulla movida, è stata abbandonata ogni ipotesi per un efficace sistema di tracciamento. Un tacito “tana libera tutti” che ha scaricato la patata bollente su una cittadinanza non sempre ligia al senso di responsabilità. Che tuttavia, anziché frignare per il “libero aperitivo in libero Stato”, farebbe meglio porre diversi interrogativi ai governanti. Uno tra tutti è: cosa si è fatto in questi due anni per rafforzare il SSN che vede il nostro Paese tra gli ultimi posti in Europa per rapporto posti letto ospedalieri per abitanti? Oppure: come si intendono utilizzare i già “esigui” fondi stanziati dal Pnrr in materia di sanità?

Il covid 19 ha messo a nudo gli effetti causati da anni di politiche di smantellamento del welfare state. Se il XXI secolo, a detta di molti studiosi, sarà il “secolo dalle pandemie”, forse è meglio non farsi trovare impreparati e costruire da subito le basi per un nuovo patto sociale. L’alternativa è la barbarie. Fate dunque il vostro gioco ora. Domani potrebbe essere troppo tardi.

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2 Risposte a “No vax, green pass e poteri forti”

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