No vax pride: la fortuna di vivere in uno Stato di diritto

Dall’annullo di sequestro della Torteria di Chivasso, all’imminente annullo del green pass, sino ai professori non vaccinati e al loro possibile rientro a scuola. Ecco come grazie allo Stato di diritto i no vax sono scampati ai vaccini

Lo Stato di diritto sta dando una lezione democratica agli ottusi no vax, convinti di vivere in una «dittatura sanitaria». E già, perché sono stati proprio loro — i ribelli contrari al vaccino e alle restrizioni di chi era sprovvisto di green pass — a gridare: «Dittatura! Dittatura!». E sono stati sempre loro che chiedevano «libertà», paragonandosi a dei reietti esclusi dalla società, tirando in ballo perfino le leggi razziali. Eppure è accaduto. Ed ecco che per l’ennesima volta assistiamo ai benefici di un Paese civile, il quale probabilmente farà passare per fesso chi ha seguito il proprio dovere civile di cittadino mentre gli irriducibili alle regole passeranno indenni sotto il rules detector.

Tuttavia non si può congedare il vaccinato facendo spallucce, reputando chi si è sottratto al vaccino più furbo e più informato. Non è così. Assistiamo quotidianamente a come certi furbetti scampino indenni ad alcune regole, scardinando il senso civico al motto: «Me ne fotto». La fortuna dei no vax, per dirla in parole povere, è di vivere in un Paese civile. In uno Stato in cui i pilastri della Costituzione e quelli della sovranità popolare spesso difendono anche chi si sottrae alle regole. E così chi non ha chiuso l’attività durante il lockdown, chi non si è vaccinato per insegnare a scuola o chi semplicemente si è opposto al green pass, ora sghignazza appagato alla faccia degli “allocchi abbindolati dal regime”.

Rosanna Spatari, leader no vax: «Non esiste lo Stato di diritto»

no vax stato di diritto
Rosanna Spatari protesta contro le forze dell’ordine

Una tra tutte ad esultare è Rosanna Spatari: proprietaria de “La Torteria” di Chivasso, indiscussa protagonista no vax. La pasticcera difatti, durante la quarantena — tra stralci di Costituzione ripetuti ad mentula canis ai suoi fan, minzioni in strada e l’aperitivo disubbidiente —, apriva la sua pasticceria. La Cassazione a tal proposito ha annullato il sequestro preventivo del locale per non aver violato l'”inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”. Sicuramente i suoi colleghi non saranno felici di questa decisione, i quali seguendo le misure urgenti di chiusura dei locali pubblici avevano sprangato le porte delle loro attività.

Riguardo la signora Spatari e la sua rivolta disubbidiente ne scrivemmo in questo articolo, ma ormai è acqua passata. Dobbiamo ammetterlo: ci eravamo sbagliati. Avevamo sottovalutato la signora Spatari, divenuta eroina per un giorno, che tra strilli e atteggiamenti più simili ad un lottatore di wrestling aveva urinato sulle istituzioni, screditato i ristoratori e deriso il sistema.

Chivasso: il comizio di Rosanna Spatari il 18 maggio 2021, durante un aperitivo disubbidiente fuori dal suo locale.

Primo maggio, festa per i non vaccinati

Per i no vax dal 1 maggio sarà una vittoria vera e propria, dal momento che green pass e mascherine saranno eliminati e le restrizioni covid verranno drasticamente ridotte. Non bisogna di certo essere dei comportamentisti per capire che tra un mese le piazze saranno invase da quel 16% di chi ha «tenuto duro». E saranno sempre loro che si lasceranno andare esultando con i tradizionali “gesti dell’ombrello” rivolti al cielo, dedicati ancora una volta ai «caproni inoculati» — secondo lo slang no vax.

C’è persino chi ha ironizzato sul complottismo e i suoi derivati

Persino l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ammette che per i no vax sarà un regalo. Lo stesso Lopalco afferma che è come se “avessimo scherzato” e che chi non si è vaccinato e come se “avesse fatto bene a resistere”. Ciononostante era prevedibile che prima o poi — finalmente — green pass e mascherine sarebbero state accantonate; questo era da mettere in conto. C’è da augurarsi che almeno le multe agli over 50, obbligati a vaccinarsi, arrivino quanto prima. Non lo diciamo per sottile livore. Lo speriamo affinché i furbetti sappiano che lo Stato di diritto non tutela solo i no vax, ma rende giustizia anche a chi segue le direttive.

Professori no vax e il ritorno a scuola

Professoressa vaccinata insegna durante il covid

Ad aggiungersi al no vax pride saranno anche i professori non vaccinati i quali, dal 1 aprile, sono ritornati al proprio lavoro. Stabilire in quali modalità spetta al governo. Quel che è certo è che “passata la festa, gabbato lo santo”. In questo caso ci chiediamo quale messaggio malsano arriverà agli alunni, da degli adulti responsabili non solo del loro insegnamento ma perfino dell’incolumità degli stessi ragazzi. È inutile insegnare temi come l’uguaglianza e il diritto, quando i primi a trasgredire al piano della vita sociale e in campo morale sono proprio dei professori.

Ci mettiamo nei panni di tutti quegli insegnanti che si sono vaccinati, di quei commercianti che hanno abbassato la serranda durante il lockdown o del semplice cittadino provvisto di super green pass. Una volta che le cose saranno ritornate alla normalità perlomeno sapremo chi sono i portoghesi che non ha obliterato il biglietto perché — secondo loro —, era anticostituzionale. Abbiamo capito anche che la frase “andrà tutto bene”, appesa sui balconi, è servita di buon auspicio solo ai no vax.

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