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Osteopatia: quando una pseudo medicina diventa professione sanitaria

Osteopatia: quando una pseudo medicina diventa professione sanitaria

L’osteopatia, una pseudo medicina, diventa una professione sanitaria riconosciuta. Il ministro Roberto Speranza ne dà comunicazione attraverso i social, ma la comunità scientifica esprime dissenso

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L’osteopatia, ovvero la manipolazione di schiena, collo e testa, riconosciuta come professione sanitaria

Può una pseudo medicina come l’osteopatia divenire professione sanitaria? Pare proprio di sì. La notizia è apparsa sui social attraverso un comunicato del ministro della Salute, Roberto Speranza. Il Governo ha così dato il via libera al dpr il quale riconosce la professione sanitaria di Osteopata. Dopo la riunione del Cdm di pochi giorni fa si procederà al decreto del Presidente della Repubblica attraverso il quale verrà istituita la figura dell’osteopata. Nel Dpr si recepisce l’accordo tra Governo e Regioni attraverso cui si intende descrivere la figura e il profilo professionale dell’osteopata, oltre alle competenze, il contesto operativo e il campo di intervento del professionista abilitato. Si descrivono inoltre le attività di valutazione e le modalità operative, fino a stabilire l’individuazione delle strutture ove si svolgerà l’attività professionale dell’osteopata.

Per certi versi verrà regolamentato un campo che ha permesso a soggetti totalmente sforniti di una preparazione adeguata, men che meno in ambito medico, di esercitare una pseudo medicina dai connotati assai lontani dalle terapie mediche accreditate. Per dirla in parole povere: un elettricista non potrà più ottenere l’attestato di osteopata grazie ad un corso on line e mettere le mani addosso ad un paziente dal lettino del suo studio abusivo. Resta il fatto che l’osteopatia è una pseudo medicina e che non ha alcun riscontro di efficacia, né alcun fondamento scientifico.

Osteopatia, pseudo medicina e olistica

Perché una vecchia pratica pseudo medica, risalente a fine 800 — priva di alcun fondamento scientifico e di cui non esiste un solo studio valido che ne attesti l’efficacia —, nel 2021 viene riconosciuta al punto di divenire una professione sanitaria? Come molte pseudo medicine l’osteopatia pretende di avere un approccio olistico verso il malato, ovvero una visione complessiva di corpo e spirito. La medicina si definisce olistica quando si offre come intervento integrato verso il paziente, proponendo un percorso che abbracci aspetti fisici, mentali e spirituali. Come se la medicina ufficiale non abbracciasse già tutto l’essere nella sua interezza.

La preparazione tradizionale di un medico contempla l’approfondimento di specializzazioni che gli permetteranno di perfezionare degli ambiti ben precisi al fine di poterli affrontare con la massima competenza. Il «medico olistico» invece pretende di curare qualsiasi male. L’approccio dell’osteopata vede quindi l’essere umano come unità funzionale dinamica. Tutte le parti dell’uomo sarebbero interconnesse e un disequilibrio ne determinerebbe la malattia. Il corpo, ritrovando questo equilibrio, avrebbe già in sé tutti i meccanismi di autoguarigione. Già riflettere su questi spunti dovrebbe insospettire chi ancora dovesse nutrire anche solo un piccolo dubbio che l’osteopatia abbia un minimo di fondamento.

Osteopatia, una pseudo medicina vecchia di 150 anni

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Andrew Taylor Still, inventore dell’Osteopatia

Nata nel 1874 da una intuizione di Andrew Taylor Still, un personaggio eclettico che divenne medico facendo pratica sui campi di battaglia. Il dott Still era sicuro che fosse possibile curare ogni malattia semplicemente manipolando opportunamente muscoli e ossa. Privo di una vera preparazione universitaria e assai lontano dall’applicazione del metodo scientifico (si dichiarò egli stesso un medico de facto), era convinto di essere chiaroveggente. Era certo che la sua tecnica potesse risolvere la calvizie, ma anche che le cellule del sangue fossero pensanti. Contrario alla medicina ufficiale, si convinse che le sue manipolazioni avrebbero riequilibrato ogni tipo di problema del corpo umano, senza terapie, chirurgia o farmaci. Solo negli anni ’60 l’associazione americana dei medici osteopatici prese le distanze dall’osteopatia tradizionale, fondando la più nuova “medicina osteopatica”.

Quei dannati squilibri e i flussi interrotti

Malgrado oggi molti osteopati siano laureati in medicina, l’aggancio alla medicina «olistica» accomuna questa disciplina a tutte le pseudo medicine conosciute. Infatti un osteopata, ancora oggi, sostiene che l’uomo sia un’unità dinamica di funzioni. Nella sua globalità l’essere sarebbe quindi un sistema composto da muscoli, strutture scheletriche e organi interni che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale, le cui connessioni determinano le sue condizioni cliniche. Il nostro corpo avrebbe quindi in sé dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione.

L’osteopatia sbloccherebbe i flussi responsabili del malessere, permettendo così di raggiungere la guarigione. La perfezione di ogni funzione è strettamente collegata alla perfezione della struttura che la sostiene. Uno squilibrio ci porterebbe ad una disfunzione osteopatica. In tal caso il corpo perderebbe la corretta mobilità. L’organismo reagirà a tale disequilibrio creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei sfavorevoli al benessere generale dell’organismo. Ed è qui che entrerebbe in ballo la manipolazione capace di ripristinare l’agognato equilibrio. Come possa un medico, dopo anni di studio e pratica, riuscire a trovare una logica in tutto ciò non è ben chiaro.

Osteopatia e l’effetto placebo

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Approccio delle manipolazioni in osteopatia

Ritenuta dall’OMS una medicina tradizionale e complementare, l’osteopatia è una «terapia alternativa» ma capita spesso di confrontarsi con chi ammette di averne fatto ricorso e di aver risolto problemi di lombo sciatalgia. Sebbene svariati studi ne attestino l’inconsistenza, certi labili benefici, sebbene in gran parte adducibili all’effetto placebo, si sono effettivamente riscontrati. Ma sarebbe assurdo dover riconoscere una medicina solo per il suo effetto placebo. Non solo è sbagliato ma è persino pericoloso! L’applicazione alle fasce pediatriche di questa pseudo medicina sono tra l’altro una tra gli argomenti più contestati. Si ritiene, senza alcuno studio a sostegno, che le manipolazioni sul neonato risolvano coliche o altre piccoli disturbi che la medicina ufficiale affronta in modo sicuro ed efficace.

I rischi che non vanno trascurati

Anche se in molti spergiurano di aver avuto enormi benefici dalle manipolazioni che i loro bravissimi osteopati hanno esercitato su di loro, la comunità scientifica non solo è scettica, ma dichiara la pratica addirittura dannosa. Certe manipolazioni infatti, se effettuate impropriamente, possono essere pericolose e non prive di conseguenze serie.

Andrea Vianello è un giornalista, conduttore ed exdirettore di RaiTre. Un anno fa è stato colpito da un ictus cerebrale molto grave e, in un libro pubblicato per Mondadori, racconta le tappe del percorso di cura e riabilitazione.
Andrea Vianello, giornalista, conduttore ed ex direttore di RaiTre.

Un caso emblematico che ha fatto discutere, è quello del giornalista Andrea Vianello, che dopo una manipolazione vertebrale ha avuto un ictus. Così ha commentato durante la presentazione del suo libro, in cui racconta la sua drammatica esperienza:

Io ne avevo fatta (di manipolazione vertebrale cervicale) poco prima che avessi l’ictus, non avevo colesterolo e non c’era altro motivo perché mi colpisse, se non un problema meccanico, anche se non ci sono certezze. Non ci sono numeri su questo, ma c’è l’esperienza dei neurologi, dicono che può succedere ed è una cosa che pochi sanno

Quello su cui molti non riflettono è che perdere tempo in terapie alternative è pericoloso, anche se queste fossero assolutamente innocue. Basti riflettere sul fatto che nel tempo in cui un osteopata sta manipolando inutilmente la vostra schiena, voi state rimandando gli accertamenti necessari ad escludere delle patologie per cui la medicina offre oggi risposte e soluzioni che 150 anni fa, quando venne inventata l’osteopatia, non esistevano.

Il dissenso della scienza

Esperti e medici che si occupano da sempre di debunkare le pseudo medicine, come Medbunker (il blog di Salvo Di Grazia) hanno da sempre manifestato il loro dissenso verso l’osteopatia e altre pseudo cure affini, attirandosi l’antipatia di tanti seguaci. I fan di questa pratica da oggi avranno un’arma in più per controbattere a chi ha sempre difeso la scienza e le sue verità: il consenso delle istituzioni.

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Salvo Di Grazia esprime dissenso verso il processo che porta l’osteopatia al pari di una professione sanitaria

Il disappunto del dott. Di Grazia è condivisibile. L’osteopatia è una pseudo medicina senza basi scientifiche. Molti di loro non sono nemmeno medici. In molti hanno ottenuto un attestato per aver frequentato brevi e sommari corsi privati di pochi mesi, spesso a distanza e senza alcuna verifica. Su Twitter il dott. Di Grazia scrive:

“Il mio carrozziere, oggi osteopata, simpaticissimo ma totalmente analfabeta. Sei mesi di corso on line. Ora guarda TAC, mette le mani addosso alle persone, lo chiamano per ernie e fratture. E lui ha chiuso la carrozzeria.”

Di contro Davide Gariglio, deputato Pd, manifesta il suo entusiasmo nel suo comunicato:

Finalmente anche l’Italia istituisce l’osteopatia come professione sanitaria. Si tratta di un provvedimento che nel nostro Paese riguarda oltre 12 mila professionisti, atteso da anni, e che la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha individuato da tempo come terapia manuale efficace per la diagnosi e il trattamento”.

Anche in questa occasione salta all’occhio l’enorme ed incolmabile distanza che intercorre tra scienza e politica. Soprattutto quando quest’ultima non si fa portavoce della comunità scientifica che parla solo attraverso dati e riscontri oggettivi.

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