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Paul Grappe, il disertore «travestito»

Paul Grappe, il disertore «travestito»

Per dieci anni un disertore della Prima guerra mondiale visse a Parigi, sotto spoglie femminili: ecco la bizzarra storia di Paul Grappe

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Quando il giovane Paul Grappe arriva a Parigi dal suo villaggio della Haute-Marne, la città è nel pieno della Belle Époque. Le possibilità per un ragazzo intraprendente come lui sono moltissime. Benché Paul abbia solo un’istruzione rudimentale, con grande forza di volontà riesce a prendere un diploma di ottico e trovare lavoro. Durante la frequentazione di un corso di mandolino invece conosce Louise Landy, se ne innamora e i due si sposano nel 1911.

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Paul Grappe in abiti maschili

Poco dopo il matrimonio Paul — appena ventenne — viene chiamato al servizio militare. A quei tempi la “leva” durava la bellezza di due anni, guadagnandosi persino il grado di caporale. Nel 1913 torna alla vita civile, ma l’anno successivo viene richiamato alle armi a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale.

La fuga di Paul Grappe

La Battaglia delle Frontiere, come fu battezzata, durò soltanto dieci giorni ma fu estremamente sanguinosa. Più di 40.000 morti, di cui ben 27.000 soltanto il 22 agosto. Paul è in prima linea. È ferito una prima volta alla coscia e quando guarisce lo rimandano al fronte, dove in ottobre un proiettile gli porta via due falangi dell’indice destro.

Ricoverato nuovamente all’ospedale militare di Chartres ci rimane per ben quattro mesi, dato che la ferita non si richiude. Alla fine le autorità sospettano che sia lui stesso a riaprirla per evitare il fronte, e in virtù di questo sospetto gli intimano di tornare a combattere. Per Paul l’idea di tornare nell’inferno delle trincee è inaccettabile, così quando esce dall’ospedale invece di recarsi in caserma prende il treno e torna a Parigi dalla moglie.

L’idea geniale: da Paul Grappe a Suzanne Landgard

Paul e Louise

La moglie lo accoglie con gioia, mista però a una grande inquietudine. Sa che se Paul viene scoperto per lui ci sono la corte marziale e la fucilazione. Visti i rischi, il giovane si nasconde in casa senza poter mettere il naso fuori. La Francia ha un estremo bisogno di uomini al fronte e proprio per questo motivo la polizia va a cercarlo per tre volte, senza scoprire il suo nascondiglio.

Quella reclusione gli pesa, così un giorno gli passa per la testa un’idea: perché non vestirsi da donna e assumere una nuova identità? Per lungo tempo Paul si lascia crescere i capelli e impara a cucire e a confezionarsi dei vestiti da donna. Finalmente, accuratamente rasato, truccato e in abiti femminili, esce di casa senza che nessuno si accorga che in realtà lui è un uomo. Per assumere meglio la parte, si fa chiamare Madame Suzanne Landgard. Continua comunque a vivere con sua moglie: lei lavora in una fabbrica di materiale didattico e lui in una sartoria.

Gli Anni Ruggenti

Finalmente la guerra finisce, ma Paul/Suzanne non può ancora uscire allo scoperto, così con la moglie decidono di vivere per qualche anno in Spagna, Paese neutrale. Tornano a Parigi nel 1922. La Capitale però è molto cambiata dal momento che sono iniziati gli anni ruggenti, la rigida morale ottocentesca non esiste più e la gente vuole divertirsi e godere.

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Paul nelle vesti della Garçonne

La vita costa cara e i loro guadagni sono scarsi. Suzanne inizia a frequentare le boîtes di Montmartre e Montparnasse, dove diventa ben presto una celebrità. La «Garçonne», come si fa chiamare. Passa le nottate nei locali o al Bois de Boulogne: il parco parigino di notte diventa il luogo di ritrovo di tutto un milieu costituito, da prostitute e sfruttatori, da scambisti a spacciatori di cocaina. Non si sa precisamente se Suzanne addirittura si prostituisca, ma la cosa sembra probabile.

Suzanne ritorna a essere Paul

Nel gennaio del 1924 finalmente arriva l’amnistia per i disertori della Grande Guerra, così Paul decide di riprendere la sua identità maschile e va a costituirsi.

La cosa ovviamente fa un grande scalpore e tutti i giornali parlano del «Disertore travestito» in articoli scandalistici. Soltanto il quotidiano L’intransigeant pubblica un’intervista in cui Paul racconta i problemi che ha affrontato nei dieci anni del suo travestimento. Tra questi il non poter rivelare ai suoi genitori che era vivo, oppure dover assistere al funerale della nonna in disparte, con una veletta sul volto per non farsi riconoscere. Paradossalmente è adesso che cominciano i guai per lui.

I reduci odiano i disertori

Ingenuamente Paul considera gli articoli e le interviste fatte come un trampolino di lancio per una ipotetica carriera d’attore. Fa stampare le sue fotografie con autografo e assume persino un agente. Tuttavia la fama sperata non arriva. Nessun regista gli propone di interpretare un film. Il suo passato di disertore gli procura solamente articoli denigratori su vari giornali. C’è stata sì un’amnistia, ma chi ha combattuto o perduto parenti e amici al fronte continua a essere estremamente ostile verso gli imboscati e i disertori.

Articolo del giornale Le Petit Parisien

Il padrone di casa, visto che il contratto d’affitto è a nome di Suzanne Landgard e non a Paul Grappe, gli dà lo sfratto. Solo l’interessamento del Partito Comunista francese evita ai due coniugi di finire per strada.

I traumi tornano a galla

È come se il ritorno alla mascolinità riportasse alla luce i traumi subiti al fronte. Paul diventa ben presto un ubriacone, capace di bere fino a cinque litri di vino al giorno. Gira per le osterie mostrando le sue fotografie in cambio di un bicchiere. Nell’aprile del 1925 viene anche arrestato in un caffè, mentre vestito da donna si esibisce in modo scandaloso. Si dice che a richiesta mostri anche un album di sue foto decisamente oscene, che però non sono mai state ritrovate.

La moglie non potendone più del marito lo lascia, rifugiandosi a casa di sua madre dove Paul la raggiunge e infine la supplica di tornare insieme. Per qualche mese effettivamente cambia vita. Smette quasi completamente di bere, trova un lavoro e la coppia ha finalmente un bambino di nome Paul: soprannominato Popol.

Tragica conclusione, da fumetto a film

Purtroppo quella parentesi serena non dura molto. Grappe ricomincia a bere e a picchiare la moglie. La notte del 22 luglio 1928, Louise esasperata gli spara due colpi di pistola per difendere sé stessa e il bambino.

Articolo del giornale L’Echo de Paris

Nel gennaio 1929 inizia il processo alle Assises de la Seine. Louise è difesa dall’avvocato Maurice Garçon, autentico principe del foro. Lui la presenta come una vittima delle brutalità di quel «marito in gonnella», così viene assolta e sparisce dalle cronache. Di lei si sa soltanto che in seguito si risposa e muore nel 1981.

La storia bizzarra di Paul Grappe viene dimenticata fino al 2011, quando lo scrittore francese Fabrice Virgili, facendo delle ricerche, trova dei giornali dell’epoca che ne parlano. Ne rimane talmente tanto affascinato da scrivere un libro, intitolato: La Garçonne et l’Assassin. Nel 2013 la fumettista Chloé Cruchaudet trae un’avventura grafica, Mauvais Genre, e nel 2017 il regista André Téchiné gira il film Nos années folles.

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