Pericolo Novax, il nuovo terrorismo?

Pericolo Novax, il nuovo terrorismo?

Hanno iniziato da semplici gruppi social. Ben presto però l’odio verso tutto ciò che non era in linea con il loro pensiero è cresciuto, sino a renderli operativi e pericolosi. Il nuovo terrorismo nel nostro Paese è firmato Novax

All’inizio ci ridevamo su. Eravamo convinti che parlare di terrorismo Novax fosse ridicolo e impensabile. Credevamo fosse l’ennesima moda “iosonomegliodite“; un po’ come la tendenza nazivegan di un decennio fa, dove la cosa meno sopportata era la detestabile razza umana. Poco alla volta però il fenomeno Novax si è propagato dai social sino alla vita reale, abbattendo il virtuale, rendendo tutto drammaticamente vero. Ed ecco che chi prima era un semplice sfigato, vittima di un complottismo inutile, deriso per le proprie convinzioni sulle scie chimiche e Terra Piatta, adesso può finalmente far parte di qualcosa di più grande, tra attentati e minacce.

Esagerato parlare di terrorismo?

terrorismo Novax
Brescia, 3 aprile 2021: danni causati dal lancio di bottiglie Molotov contro una hub vaccinale

Dall’oblo di una nave sgangherata il Novax vede la terra promessa. La stessa terra dove profeti coraggiosi incitano alla rivolta futuri criminali che ben presto passeranno all’azione al grido di: «Libertà!». Questa partecipazione alla rivolta eccita e fa sentire utili. Per come la vediamo noi invece, quella a cui stiamo assistendo è una penosa rivolta contro la logica e contro la scienza. Una ribellione democratica in cui ognuno si sente autorizzato a dire la sua pur di essere accettato nel branco.

Sembra eccessivo parlare di terrorismo? No! Lo dimostrano gli atti intimidatori di quest’ultimo anno — ad opera di squadristi Novax. Anzi sono la prova di un possibile pericolo. Oltretutto le accuse mosse contro i bombaroli, come nel caso di Brescia, sono di terrorismo. Le stesse accuse mosse contro chi ha fatto esplodere la bomba nell’ufficio di collocamento di Avellino. Anche in questo caso i due Novax arrestati sono stati accusati di terrorismo. La stessa presunta matrice ha posato la mano anche sul portone dell’ISS, qualche mese fa, incendiandolo.

Convinti di mettere in riga le istituzioni

Purtroppo la democrazia 2.0 ha fallito miseramente e così ci troviamo le strade piene di analfabeti convinti di conoscere la Costituzione, di arroganti indignati da come funziona la legge e di mitomani improvvisati rivoltosi in cerca di fama. I filmati postati sui gruppi social negazionisti sono sempre i soliti: la povera vittima, vessata dal sistema in divisa da sbirro, cerca di far valere i propri diritti calpestati dai cattivi. Un format scadente, freddo e impersonale, come la parmigiana congelata dell’Eurospin.

Pubblicare video in cui si è convinti di avere “messo in riga” i carabinieri servi del regime, tra oltraggi e resistenze, esalta l’ego di chi li posta ma demolisce le speranze di una società civile. Ennesima dimostrazione di codardia prendersela con le forze dell’ordine, insultarli e screditarli, sicuri del fatto che questi non potranno reagire se non in situazioni limite. Troppo comodo fare i bulli con il compagno più intelligente della classe per sentirsi eroi, invitando gli amici di gioco a mettere un like al video e gonfiare il petto di orgoglio. Per gente come i negazionisti, i Novax e i combattenti del grissino ci vorrebbe la Cambogia di Pol Pot; allora si che implorereste la libertà.

«Sono solo quattro gatti, che male vuoi che facciano?»

Succede quasi sempre di sottovalutare una minaccia, convinti che il buonsenso della ragione e la presenza dello Stato bastino a preservarci dalla rabbia degli sconfitti. Ma non sempre è così. Questa dannata pandemia purtroppo ci ha distratti e provati, rendendoci vulnerabili. I troppi morti e le severe restrizioni ci hanno lasciati sofferenti e stanchi. Ed è proprio in questo smarrimento che il negazionismo ha trovato terreno fertile, crescendo indisturbato, ramificandosi con tentacoli affilati.

Dal postino al medico, dal professionista allo sportivo. In questo modo il pensiero Novax ha solleticato il ventre molle del nostro Paese, sprofondando nella mediocrità e facendo proseliti pronti a tutto pur di cambiare le cose. Eppure i segnali di un disagio socioculturale c’erano tutti, ma li abbiamo sottovalutati. Rispondemmo a tono a dei semplici thread, quando a giugno 2020 un’infermiera fu minacciata di morte per aver dichiarato di essersi ammalata di Covid. Ma per gli squadroni dell’infamia Novax era solo l’inizio. Dopo alcuni giorni presero di mira una scuola di canto di bambini, colpevoli di cantare una filastrocca sull’uso della mascherina.

Arrivò anche il giorno in cui assistemmo stupefatti agli «assaltambulanze»: disagiati che aggredivano il personale medico per constatare se il trasportato fosse un finto malato Covid, complice di una recitazione voluta dai poteri forti. Questi atteggiamenti violenti ci lasciarono sgomenti, ma pensammo che tutto sarebbe finito a breve. Lo stesso pensiero lo facemmo anche quando i Novax, con il loro velato terrorismo, minacciarono di morte gli operatori sanitari, sfasciando macchine e fracassando alcune ambulanze. Anche in questo caso pensammo che qualcuno sarebbe intervenuto duramente, ma a quanto pare nessuno, se non pochi, hanno pagato quanto dovevano.

Terrorismo Novax, fuori controllo

Le principali cause che hanno alimentato questa follia sono dovute principalmente al livore verso le istituzioni, a dei seri problemi di sopravvalutazione e agli immancabili bias. Tuttavia le responsabilità maggiori le hanno pericolosi personaggi istigatori di odio, come ad esempio ingegneri palestrati, truffatori di auto, furbetti esiliati in Albione e registi falliti. Ma non solo. Tra questi disinformatori seriali ci sono anche farmacisti di montagna, futuri Premi Nobel dal naso rosso e medici amici di famiglia.

Ricordiamo che recitare il proprio credo difronte a migliaia di persone è pericoloso poiché per prima cosa si divulga una pessima informazione, a questo punto le persone si incattiviscono, di conseguenza si portano i soggetti più inclini a delinquere ad agire in maniera insensata. Di tutto quest’acido versato nei social qualcuno prima o poi dovrà pur prendersi la propria responsabilità, ammettendo di aver pigiato un po’ troppo sull’acceleratore della provocazione.

Vedere ad esempio il sig. Carlo Negri puntare una pistola (probabilmente finta ndr) contro un medico pronto a vaccinarci non fa ridere, ma sveglia in certe persone il rancore assopito dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Indossare la scricchiolante armatura da paladino saggio e premuroso serve solo per spillare soldi ai propri adepti, convinti che versando l’obolo anti sistema tutto si risolverà. Balle! In realtà diffondere panico, tra dirette e post, spaventa i soggetti più vulnerabili, come il caso di questa signora morta di Covid per paura del vaccino. Non saranno di certo le Molotov a risolvere il problema dei vaccini e non saranno nemmeno le minacce rivolte a chi vi reputa dei fessi pericolosi a farvi vincere questa insensata guerra.

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