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Perle Complottare ha chiuso: attacco mirato da centinaia di segnalazioni

Perle Complottare ha chiuso: attacco mirato da centinaia di segnalazioni

Il famoso gruppo Facebook, attivo dal 2013, è stato chiuso. Secondo il social, Perle Complottare avrebbe violato gli standard. Le segnalazioni pianificate sono state qualche centinaio

Si sentiva nell’aria l’odore del piombo, era solo questione di tempo. Il fuoco incrociato dell’artiglieria complottista ha vinto un’altra battaglia, tempestando Facebook di segnalazioni le quali hanno portato alla chiusura di Perle Complottare. Era già successo poche settimane fa al gruppo Complottisti Fantastici e Dove Trovarli, per cui è stata una morte annunciata. Il gruppo Perle Complottare è nato nel 2013, da un’idea di Luca Menichelli, in seguito gestito da Oliver Melis. Ed è proprio Menichelli che in una sua intervista rispondeva così:

“Il gruppo è nato per gioco e senza alcuna pretesa di arrivare chissà dove, per ridere un po’ tra amici con quanto ci regala ogni giorno il mondo del complottismo. L’idea era quella di raccogliere quante più informazioni possibili e pubblicare una raccolta delle maggiori teorie complottiste, un’idea attualmente in fase di realizzazione”.

Luca Menichelli, da un articolo del 2017 di Histonium.net

L’unione complottista

perle complottare

Dispiace dirlo, ma se c’è una cosa che abbiamo capito è la forte unione complottista nel lottare per la stessa causa: zittire gli odiati «disinformatori del regime, pagati dai poteri forti». Quel che è certo è che il complottismo riesce ad unire quello che il debunking non riesce a dividere. Novax, negazionisti e cazzari di ogni sorta lo fanno per istinto, unendosi come banchi di krill, lanciando attacchi studiati a tavolino. Si spalleggiano gli uni con gli altri come due ubriachi che si sorreggono a vicenda, ma intanto arrivano a casa, insegnandoci che la collaborazione è la strategia vincente.

perle complottare
Una tra le immagini di copertina del gruppo

Ed è proprio con la strategia della segnalazione massiva che riescono a chiudere gruppi da 50mila iscritti. I demistificatori di cazzate invece, più conosciuti come debunkers, non ci riescono. Le segnalazioni sono pochissime e tra i cacciatori del web che quotidianamente si impegnano per riportare una sana verità al lettore, alcuni si limitano a segnalare singoli profili. Lo fanno quasi non volessero disturbare la comunità sana di Facebook. Alcuni di quelli che lo fanno si autocelebrano salvatori indiscussi, sentendosi eroi per un giorno, non fornendo in questo modo un servizio al bene comune bensì la speranza di emergere alla faccia della concorrenza.

Telegram e l’epurazione 2.0

Il problema, come detto, non sono solo i cazzari and band e le loro segnalazioni. Il problema reale è la scarsa unione di singoli, di gruppi e di blog che si occupano di debunking o di semplice informazione. Sarebbe pura ipocrisia negare questa disunione, ma dalla sponda opposta a quella del complottismo ognuno annaffia il suo orticello in attesa di mostrare al proprio vicino il suo “cetriolo più grosso”, tra un ghigno penetrante al sapor di rivincita. Probabilmente c’è invidia, rivalità o semplice pigrizia nell’operare comunemente per contrastare un problema tutt’altro che innocuo, come la mala informazione.

La strategia vincente di imbambolare un algoritmo più stronzo di mia suocera, il quale chiude in automatico un gruppo poiché segnalato è semplice. Troppo semplice. Ed è proprio grazie a questa facilità che numerosi gruppi come Perle Complottare possono chiudere. La possibilità che Facebook venga “conquistato” da squadre di VV, negazionisti e complottari vari non è da escludere. Un’epurazione virtuale in piena regola, in cui solo chi segue la corrente della disinformazione rimane attivo mentre i servi del potere vengono segnalati e zittiti.

Da alcuni mesi Telegram è l’avamposto del disagio. Il pappagallo rotto sotto il letto dell’ospedale, rappezzato con lo scotch. Un agorà ideale, viste le numerose adesioni di personaggi che della disinformazione ne hanno fatto un mestiere. Un contenitore ideale per programmare shitstorm e segnalazioni. Ed è proprio da Telegram che commandos punitivi, armati di dislike e minacce da squadrista, scorrazzano indisturbati su Facebook in cerca del prossimo nemico da purgare.

6 Risposte a “Perle Complottare ha chiuso: attacco mirato da centinaia di segnalazioni”

  1. La salvezza di questi gruppi di produttori di web-horror è il protocollo end to end, un sistema di security invalicabile, per cui i sottosviluppati che si iscrivono al circo della apocalisse antropogenica, cioè a un gruppo che spara valanghe di minchiate,
    contando sul fatto che i destinatari non abbiano mezzi intellettivi e intellettuali per verificare stronzate apocalittiche, ricevono un cero flusso interminabile, e se sei amico loro (avevo una amica pazza) e ti iscrivi al gruppo, ti annusano subito dall’uso corretto dell’italiano come pericoloso intruso.
    Far chiudere su Telegram è missione impossibile.
    La scelta, per rimanere immuni da attacchi di zavorre umane, sarebbe far passare in end to end anche facebook (what’s app, stesso proprietario, lo è già), ma in questo modo
    non avremmo più possibilità, noi stessi, di segnalare e far chiudere.

    1. Buongiorno Giovanni,
      “Ti annusano subito dall’uso corretto dell’italiano come pericoloso intruso”. Ha già riassunto lei tutto in questa riga.
      Il fatto è che sono tanti, arrabbiati e organizzati. Obbediscono senza protestare a chi ordina una shitstorm o una segnalazione di massa: questa è la loro forza

  2. Avvisare le alte sfere di facebook dell’abuso che i negazionisti fanno di questo social media?
    Avvisare la polizia postale e qualche garante o ministero, magari anche a lovello europeo della fogna violenta che è Telegram?.
    Io le idee ce le ho, ma poi non so a chi rivolgermi, o come presentare I fatti…

    1. Buongiorno Gianluca,
      in effetti il problema non è per nulla semplice. Se non si arriva presto a una soluzione rimarranno solo gruppi negazionisti

I commenti sono chiusi.

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