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Poliomielite e no-vax

Poliomielite e no-vax

Oltre all’insidia della poliomielite il pericolo sono i no-vax, contrari a qualsiasi tipo di vaccinazione.

Un nuovo vaccino contro questo flagello

Un nuovo vaccino orale contro la polio, in uno studio di fase 1, ha mostrato risultati molto promettenti. Questo potrebbe essere il “proiettile d’argento” per cancellare dalla faccia della terra questo flagello. Del tutto contrari a qualsiasi tipo di vaccini, non solo per la poliomielite, sono i no-vax (vedi video)

poliomielite e no-vax
Capside del virus della poliomielite

Per mezzo di una incessante e massiccia campagna di vaccinazione, siamo quasi riusciti nel non facile compito di eradicare la poliomielite. Grazie ai vaccini, milioni di bambini sono stati protetti dall’infezione e dal rischio di paralisi. Da cinquantanni “designer virus” è il primo nuovo vaccino orale antipolio. Questo potrebbe contribuire a scrivere la parola fine alla lunga e triste storia della poliomielite.

Non ha senso, però, parlare di vaccini senza conoscere le malattie contro cui sono stati messi a punto. Sarebbe come raccontare una fiaba senza menzionare il cattivo della storia.

Polio: un mostro che divora i bambini.

La poliomielite o «polio» è anche nota come “paralisi infantile”, poiché questo terribile male si accanisce soprattutto contro i più piccoli. Si tratta di una malattia infettiva causata da un enterovirus (poliovirus) di cui esistono tre ceppi diversi. Il virus si trasmette per via oro-fecale oppure oro-orale. In una prima fase penetra nel sistema gastro-intestinale e da qui può diffondersi ulteriormente fino a raggiungere il sistema nervoso centrale. La maggior parte delle infezioni decorre in maniera asintomatica o con disturbi più o meno lievi. La forma più grave — la poliomielite paralitica — si manifesta in circa l’1% di casi. I più colpiti sono i bambini più piccoli con meno di 5 anni.

In questi casi il virus danneggia il midollo spinale e il cervello: gli effetti sono devastanti! Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide (paralisi flaccida). In caso di danno più esteso il malato può diventare tetraplegico. A essere colpiti sono i nervi craniali. Viene compromessa la capacità di parlare, deglutire e di respirare, per cui diventa necessario l’impiego di ausili per la respirazione. Negli anni cinquanta si impiegavano i tristemente noti “polmoni d’acciaio”: una condanna a vita per i malati e le loro famiglie (vedi fonte Epicentro).

Malgrado i danni della poliomielite i no-vax sono contrari ai vaccini. Le due grandi epidemie.

L’ultima grande epidemia negli USA, ci fu nel 1952. In quell’anno negli Stati Uniti furono segnalati 57.628 casi di poliomielite, oltre 21.000 persone divennero paralitiche. Questi spaventosi numeri resero evidente l’impellente necessità di trovare degli strumenti per contrastare questo orrendo flagello.

In Italia l’ultima grande epidemia, ci fu nel 1958. Secondo i dati ufficiali, i paralizzati furono 8.377, più di 400 persone finirono nei polmoni d’acciaio. Da quel momento i genitori terrorizzati invocarono a gran voce la vaccinazione di massa per tutti i bambini (vedi art). Malgrado i danni provocati della poliomielite, i movimenti no-vax sono contrari ai vaccini.

Due vaccini “per domarla e nel buio incatenarla”

Contro la poliomielite non esistono cure. Nonostante decenni di ricerche non è stato possibile sviluppare farmaci contro questa malattia. La nostra unica difesa è il vaccino! O per meglio dire, i due vaccini: il vaccino Salk (a virus inattivato) e il vaccino Sabin (a virus attenuato).

Il vaccino IPV Salk

Contiene una miscela di poliovirus di tipo 1, 2 e 3 inattivati (morti). È questo che si usa in Italia. È un vaccino sicuro e ben tollerato poiché alla sua somministrazione non sono associati effetti avversi. L’unica controindicazione è una eventuale allergia a una delle componenti. Il principale limite di questo vaccino è la sua incapacità di dare immunità intestinale.

poliomielite e no-vax
Vaccini poliomielite

Ovvero: chi è stato vaccinato e viene contagiato non si ammala. Tuttavia il virus può moltiplicarsi nel suo intestino e diffondersi nell’ambiente e la trasmissione del patogeno non si arresta. Per questo motivo è possibile usarlo in Paesi — come l’Italia —, liberi dalla polio. Non è però adatto a eradicare la malattia dalle zone in cui il male è ancora endemico.

Il vaccino orale OPV Sabin

Questo tipo di vaccini non è più usato in Italia da circa 20 anni. Contiene i virus Polio vivi attenuati, ma incapaci di provocare danni. E’ un vaccino economico e di facile somministrazione (vedi art): basta un semplice contagocce. È estremamente efficace, mimando le vie naturali di accesso all’organismo umano conferisce un’immunità completa e impedisce la replicazione del virus anche al livello intestinale. Inoltre, i virus attenuati contenuti nell’OPV, diffondendosi nell’ambiente entrano in competizione con i virus selvaggi: un ulteriore fattore di protezione dal contagio.

E’ grazie a questo vaccino se in Italia la polio è solo un lontano ricordo. Ed è sempre grazie a questo vaccino se la malattia è relegata in poche e remote aree del mondo. Il vaccino Sabin tuttavia presenta un difetto. Un evento estremamente raro che può verificarsi in circa 1 caso ogni 550.000 nuovi nati. Il virus attenuato può riacquisire la capacità di provocare la malattia (paralisi indotta da vaccino). È per questo motivo che in certi Paesi — come l’Italia —, non è più in uso; poiché liberi dalla malattia.

Poliomielite e no-vax

A causa della folle propaganda no-vax — prima della reintroduzione dell’obbligo vaccinale —, in alcune aree del nostro Paese il tasso di vaccinazione era calato terribilmente (vedi dati). Ovvero: si stavano creando le condizioni ideali per il ritorno della poliomielite. Ogni virus dista da noi solo un volo d’aereo, questo è sotto gli occhi di tutti. Se il poliovirus dovesse tornare e diffondersi in una comunità non vaccinata, saremo costretti a reintrodurre il vaccino Sabin. Torneremo in questo modo a vedere casi di paralisi indotta da vaccino. Ecco perché è sbagliato pensare ai movimenti no-vax — contrari ai vaccini, in questo caso a quelli della poliomielite —, come un’innocua eccentricità! Essi, di fatti, rappresentano una minaccia concreta per la salute dei nostri bambini.

Iniziativa globale per l’eradicazione della polio

La Global Polio Eradication Initiative è un partenariato pubblico-privato. È guidato da governi nazionali con sei partner principali. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Rotary International, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), la Bill & Melinda Gates Foundation e Gavi.

A partire dal 2000, grazie a una incessante e massiccia campagna di vaccinazione, il programma è quasi riuscito nel non facile compito di eradicare la poliomielite. Grazie a questa campagna, milioni di bambini sono stati protetti dalla infezione e dal rischio di paralisi.

Le ricadute positive di questa campagna non si limitano al solo ambito sanitario. Ma attraverso la prevenzione della malattia è stato possibile ridurre la povertà. Così i bambini e le loro famiglie hanno una più alta probabilità di condurre una vita sana e produttiva.

Siamo vicini allo scrivere la parola «fine» alla lunga e triste storia della poliomielite. Tuttavia un evento più unico che raro rende più difficile il completamento dell’opera. Abbiamo già descritto il raro fenomeno per cui il virus attenuato del vaccino Sabin può riacquistare virulenza. Se questo evento dovesse verificarsi in condizioni di igiene precarie e di bassa copertura vaccinale, potrebbero verificarsi epidemie di polio vaccino-derivate. Per questo motivo gli scienziati si sono messi all’opera per ideare un vaccino migliore.

Raul Andino e l’ingegneria genetica

In uno studio del 2017 Raul Andino et al. hanno osservato che per trasformare il vaccino innocuo in un pericolo per la salute, il virus attraversa sempre gli stessi tre passaggi evolutivi. Il 23/04/2020 hanno pubblicato uno studio su Cell Host and Microbe. Tramite una complessa opera di ingegneria genetica hanno riprogettato il vaccino, in modo da rendere più difficile per il virus riacquisire virulenza. Stabilizzando una regione cruciale per il fenomeno, hanno ridotto la sua capacità di scambiare materiale genetico con gli altri virus.

Per quanto ne sappia, questo è il primo sforzo per progettare razionalmente un virus attenuato vivo basato su una comprensione dettagliata della sua biologia. In contrapposizione all’approccio standard di passaggio cieco del virus nelle cellule animali, per eliminare la virulenza umana attraverso meccanismi mal compresi”

I test condotti in modelli cellulari e animali, hanno dimostrato che il candidato vaccino è altamente attenuato. Cresce a sufficienza per poter produrre vaccini. È anti-genicamente indistinguibile dal vaccino Sabin e induce anticorpi neutralizzanti. Diversamente dal vecchio vaccino è geneticamente stabile e conserva l’attenuazione. Dopo una sperimentazione di fase 1, condotta su 15 volontari, è ora in corso una fase 2. Se i risultati fin qui osservati verranno confermati, si sta già pensando ad avviare una fase 3. Il giorno in cui potremo dire addio alla poliomielite, no-vax permettendo, potrebbe non essere poi così lontano (vedi fonte e art Science Day).

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