Ministro Speranza minacciato di morte: «Ci vedremo all’obitorio»

Ministro Speranza minacciato di morte: «Ci vedremo all’obitorio»

Quando l’estremismo sfocia in violenza, nessuno è al riparo dalle minacce. Questa volta a farne le spese è il ministro Speranza, minacciato di morte tramite mail: «Ti spelliamo vivo. Prima o poi ti ammazziamo la famiglia»

Se gli scienziati stanno riuscendo nel difficile compito di rallentare la diffusione del Covid, per il fanatismo pare proprio non esserci cura. Offese, calunnie ma soprattutto minacce intasano il web da troppo tempo. Tuttavia se ogni persona di buonsenso si mette nei panni di chi ha attività commerciali, aziende, o di quelle migliaia di dipendenti che devono vivere in attesa di tempi migliori, le stesse persone si mettono anche nei panni di chi riceve minacce gravi. Come nel caso del ministro della Salute Roberto Speranza, minacciato di morte tramite email per avere imposto i lockdown.

speranza minacciato di morte
Il ministro della Salute, Roberto Speranza

Purtroppo per noi quando la natura si incazza non fa sconti a nessuno, dobbiamo rassegnarci. Mancati incassi, debiti e l’opaca prospettiva di riprendere le nostre normali attività ci spaventano e spesso la disperazione ci fa compiere atti stupidi o addirittura illegali. Però non è sventolando l’arrugginita ascia minatoria che si risolvono i problemi. Anzi ci fanno apparire “boia da monitor” con poche cose da dire e tanto da perdere. Va da se che i politici non siano simpatici a molte persone: non si può piacere a tutti in fin dei conti. D’altro canto minacciare di morte una qualsiasi persona, famiglia compresa, è un atto criminale.

Le minacce di morte: atto ignobile

È un reato infame spaventare il nostro “nemico” con le minacce che il ministro Speranza ha ricevuto: “Invece che il lockdown prima o poi ammazziamo la tua famiglia e poi ti spelliamo vivo“. Oppure: “Sei da schiacciare, da calpestare, da odiare e da ammazzare appeso a testa in giù“. Queste sono solo alcune minacce arrivate tramite mail al ministro il quale, in questo periodo drammatico, ha avuto la sfortuna di gestire una pandemia mondiale. Non spetta a noi giudicare il suo operato. Non ci occupiamo di politica ma di attualità complottista, di incantatori di serpenti con il vizio dell’iban e di truffatori di wannamarchiana memoria. Queste minacce però, a fiuto, hanno l’acre odore di quell’odio della rete made in Nocovid di cui ci abbiamo fatto l’abitudine.

Non è la prima volta che dei rivoltosi al grido «libertà» minacciano di morte qualcuno. È toccato anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla senatrice a vita Liliana Segre dover leggere su alcuni commenti il seme del disagio. Solo un anno fa dei nomask arrivarono a shitstormare la pagina di alcuni bambini di una scuola di canto, colpevoli di aver cantato una filastrocca sulla mascherina. Se le minacce servono per sentirsi parte di una “resistenza” contro i sistemi ci dispiace deludervi, non siete voi i partigiani di questa guerra che ha fatto oltre 100 mila morti.

2 Risposte a “Ministro Speranza minacciato di morte: «Ci vedremo all’obitorio»”

  1. Va bene, allora io non minaccio di morte il ministro Disperazione.

    Affermo, tuttavia e me ne assumo la responsabilità, che desidererei, se solo fosse possibile, vedere il ministro Disperazione ed i suoi sodali covd-criminali, sul banco degli imputati di una riedizione del processo di Norimberga, chiamati a rispondere dei crimini di furto, ai danni d’intere categorie, violazione delle libertà personali, violazione di un certo numero di articoli della costituzione, etc. etc..

    E aggiungo che, mi piacerebbe essere incaricato, dal tribunale, dell’esecuzione delle sentenze e che, se mi fosse offerta la possibilità di decidere quale sentenza eseguire per prima, questa sarebbe quella relativa al ministro Disperazione!

    Va meglio così?

    Ciò detto: signori della politica a base di DPCM, affamatori del popolo, distruttori del benessere di milioni d’individui, responsabili di un enorme furto ai danni delle future generazioni, nessuno vi ha mai fatto presente quel proverbio che recita che “Chi semina vento, raccoglie tempesta”?

    Io non so come possiate non aver paura. Voi siete più inconsapevoli dei vostri crimini della regina Maria Antonietta di Francia, la quale chiese perché il popolo si stesse rivoltando e, quando qualcuno le rispose che lo stavano facendo perché non avevano pane, lei replicò chiedendo per quali motivo, in assenza di pane, loro non mangiassero brioches ! Mi chiedo cosa vi faccia dormire ripetuti sonni tranquillizzati dalla convinzione di non fare una fine sostanzialmente equivalente.

    1. Buongiorno sig. Villa,

      ognuno ha i propri sogni e non spetta noi giudicarli. Quello che invece non è un sogno sono le minacce di morte le quali, ancor prima del Covid, costituiscono un reato.

      Grazie per averci letto,
      la redazione

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