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Articolo truffa: Toni Servillo non ha mai parlato di bitcoin a “Che tempo che fa”

Articolo truffa: Toni Servillo non ha mai parlato di bitcoin a “Che tempo che fa”

Ennesima truffa, sfruttando i vip. Stavolta riguarda Toni Servillo il quale avrebbe detto, durante la trasmissione di Fazio, di «guadagnare migliaia di euro», ma l’attore non ha mai parlato di bitcoin

La solita truffa lanciata in rete come una pallina impazzita è vecchia, ma dannatamente attuale. Questa volta il raggiro 2.0 vede protagonisti Fabio Fazio e l’attore afragolese Toni Servillo. L’articolo — un vero e proprio imbroglio — pubblicato su una pagina copiata da Il Corriere della Sera, spiega che durante la trasmissione di Che Tempo che Fa, l’attore avrebbe confidato a Fazio di guadagnare ingenti somme grazie a un “trucchetto”. In realtà Toni Servillo non ha mai parlato di bitcoin e di guadagni facili.

Purtroppo questi messaggi ingannevoli, che vedono personaggi famosi arricchirsi facilmente, vengono riproposti come le polpette a Santo Stefano, dopo il pranzo di Natale. La ciccia è sempre la stessa, ma impastata in maniera differente. Oltretutto la truffa in questione viene confezionata con una carta elegante e priva di sospetti, pubblicata online e condivisa sulle bacheche di migliaia di utenti Facebook.

L’articolo di Toni Servillo e i bitcoin

Toni servillo non ha mai parlato di bitcoin
Come si può vedere (in alto), l’indirizzo link è della Businessweek.to, non de Il Corriere della Sera

L’articolo, per un occhio poco attento, può ingannare. «La pagina è quella del Corsera, è se l’ho dice Toni Servillo è vero» penseranno alcuni, lasciandosi tentare dell’allettante opportunità di fare soldi. Oltretutto il pezzo incriminato, apparso ieri (22/09/2020), sembra fresco, raccontando un episodio mandato in onda in una sera di fine estate. Uno scoop sensazionalistico e recente. Peccato che l’ultima comparsa a Che Tempo che Fa dell’attore risale a domenica 27 ottobre, 2019. Oltretutto in quella puntata Toni Servillo non ha mai parlato di bitcoin, bensì ha presentato il suo ultimo film: “L’uomo del labirinto”, di Donato Carrisi.

La truffa dice che l’attore, dopo aver mostrato il cellulare a Fazio, il quale è rimasto a bocca aperta dai guadagni che Servillo gli ha fatto vedere grazie ai bitcoin code, avrebbe innervosito Mediobanca, la quale avrebbe risposto così:

Mediobanca ha chiamato la redazione della trasmissione per farla sospendere, ma orami era troppo tardi

Estratto da Rapporto Speciale

Richard Branson, Elon Musk e Bill Gates

Addirittura l’articolo va oltre, dicendo che anche Richard Branson, Elon Musk e Bill Gates userebbero i bitcoin code per “arricchirsi”. Come no. Nel sito viene addirittura mostrata una foto, secondo la quale Richard Branson e Bill Gates «parlano di Bitcoin Code durante il CES del 2020». Se gli ideatori di questo raggiro si fossero informati, avrebbero saputo che a gennaio l’argomento presentato al Consumer Electronics Show, svoltosi a Las Vegas, era improntato sui droni e sui velivoli per la mobilità urbana, non sui bitcoin code.

Toni servillo non ha mai parlato di bitcoin
Didascalia ingannevole, dal sito Businessweek.to

In realtà la foto risale al 22 agosto del 2017, scattata a San Francisco, in cui i due imprenditori parlano del loro nuovo investimento sulla carne sintetica. Ovvero una startup statunitense, la Memphis Meats, la quale sfrutta una tecnologia che permette di produrre manzo, pollo e anatra in laboratorio per diminuire la macellazione del bestiame e di ridurne il foraggio.

Toni servillo non ha mai parlato di bitcoin
22 agosto 2017, San Francisco, Richard Branson e Bill Gates alla conferenza della Menphis Meat

Questo falso articolo non è solo una bufala, ma una vera e propria truffa dal momento che inventa interventi in tv da parte di personaggi del mondo dello spettacolo, al fine di rendere più credibile il raggiro. Scomoda addirittura ricchi magnati che come tutti sappiamo si sono arricchiti grazie alle loro abilità imprenditoriali, non certo grazie ai bitcoin code della Businessweek.to.

In quest’epoca, in cui le notizie viaggiano in tempo reale, le fake news hanno terreno fertile, comprese le truffe. I venditori di fuffa, in questo caso degli imbonitori degni di denuncia, si adeguano e si ripropongono sfruttando la tecnologia di cui disponiamo, ma il raggiro è sempre il medesimo.

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