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Torteria di Chivasso, la Caporetto fai da te

Torteria di Chivasso, la Caporetto fai da te

Dall’Olimpo del negazionismo alla Caporetto fai da te: ecco dove hanno portato le proteste di Rosanna Spatari, titolare della Torteria di Chivasso. Denunce, multe salate e seguaci renitenti alla leva

Strilli, insulti, istigazione a violare le regole e minzione in strada in pieno giorno accovacciata davanti ai poliziotti in tenuta antisommossa. Ecco l’identikit di Rosanna Spatari, titolare della Torteria di Chivasso, l’autoproclamata portavoce Novax, esperta in Caporetto fai dai te. Eh sì, una disfatta in piena regola quella della pasticcera chivassese che da leonessa della piazza a caccia di sbirri da offendere, ora si ritrova da sola. La solidarietà su Facebook — quando si devono fare i conti con la legge — vale come il due di coppe quando la briscola è bastoni. Così la commerciante dall’improperio facile ora è seduta sulle macerie delle proprie azioni per non aver rispettato le norme anti Covid.

Tante inutili proteste a Chivasso, una sola Caporetto

Sicuramente lei non lo dirà mai, ma siamo sicuri che tra multe, la chiusura e la caduta dal piedistallo di «regina per un giorno» la signora Rosanna si starà mangiando le mani. Eppure sarebbe bastato seguire le regole e stringere i denti, come hanno fatto moltissimi commercianti da Bolzano a Ragusa. Tuttavia l’emozione di sentirsi vela maestra, recitando come protagonista nel teatro dell’assurdo non ha prezzo. Così adesso mentre le altre attività riaprono la sua rimarrà chiusa. Le sue proteste, commercialmente, non sono servite a niente.

Solo solo servite alla Digos per riconoscere i partecipanti presenti alle sue farneticanti giornate e dar loro multe salate. Contestatori divertiti nel vedere il loro totem sbraitante urinare in strada, sputando rimasugli di Costituzione. Dopotutto la signora Rosanna ha fatto tutto da sola, senza aiuti, arrivando a prendere 8 mila euro di multa. Tra verdetti alle forze dell’ordine, infangando le odiate istituzioni durante i suoi comizi, con un capolavoro disfattistico la pasticcera è riuscita a farsi mettere sotto sequestro la Torteria, in una Chivasso che ha preso le distanze dalla Caporetto homemade della loro concittadina.

Uno tra i tanti post in cui la signora Rosanna viene schernita dai propri concittadini

Ci eravamo illusi

Ed ecco che tra uno «Spritz «disubbidiente» e l’altro, la signora Rosanna ci ha mostrato il ventre molle di una cultura raffazzonata, tenuta insieme dalla rabbia degli eterni secondi. La sua disubbidienza — non civile — ci ha fatto capire che basta non seguire le regole per diventare un capitano di ventura nella palude complottista. In fin dei conti ne abbiamo visti tanti di questi personaggi. Con il loro modo grottesco hanno incitato all’odio verso le istituzioni, sopra un piedistallo di cartone durante un acquazzone. Abbiamo avuto modo di vedere Forconi incazzati contro il sistema e sostenitori del Vaffa day anti casta. Oppure i contemporanei IoApro protestare contro la «dittatura» o gli appartenenti a pseudo partiti come Motore Italia, contestare contro tutto ciò che è regola.

torteria chivasso caporetto
L’esterno della Torteria con un “pensiero” scritto della titolare

Ormai siamo assuefatti, stanchi e delusi da questa mediocrità che tra violenza e arroganza cerca di cambiare le regole scritte. La maggioranza silenziosa si era illusa, convinta che la tolleranza e la dottrina fossero armi sufficienti per sconfiggere l’esaltante voglia di rivolta. Ma non è stato così. Ci siamo appellati tanti, troppe volte alla «facoltà di non rispondere». Abbiamo sottovalutato chi si proclamava difensore del popolo mentre invece di mostrare il petto ai lupi lo mostrava agli agnelli, sprezzante del buongusto e delle leggi. Abbiamo accusato prima la scuola poi i social. Non abbiamo mai preso in considerazione la necessità dei rivoltosi di scappare dalla propria inettitudine, vomitando frustrazioni ataviche dagli angoli dei social sino alle piazze.

L’arroganza non ha vaccini

Speravamo che la presunzione degli arroganti giacesse assopita, schiacciata dal peso della vergogna. Abbiamo anche sperato che il cretino si informasse grazie a internet, ma l’effetto è stato contrario e ci siamo ritrovati con migliaia di «laureati della strada». La Caporetto sulla Torteria della signora Rosanna in quel di Chivasso è solo l’ennesima conferma dei danni fatti da una politica semplicistica, fatta di selfie e di ovvietà simili a quelle che si raccontano due ubriachi in una sagra della porchetta. Questa superbia al gusto letame prima o poi sarebbe emersa, portando a galla un disagio che ci avrebbe colti impreparati. È servito il Covid per farci capire la pochezza dei derisi, ma se per il virus c’è un vaccino per l’arroganza ci sono le multe.

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