Complotti e propaganda, l’olocausto dei massoni

Complotti e propaganda, l’olocausto dei massoni

Oltre alla Shoah ebraica, all’olocausto di rom e sinti, di intellettuali, gay, testimoni di Geova e comunisti, la propaganda nazifascista ha trucidato anche 80 mila massoni

Non necessariamente bisogna ricordarsi di uno tra i più grandi eccidi della storia grazie a una ricorrenza. Sarebbe come andare al camposanto a trovare i nostri cari solo il 2 novembre. A noi invece sembra giusto ricordare sempre il dramma, affinché un’epoca come quella nazista o fascista non ritorni più. Un’epoca, quella del nazifascismo, in cui inevitabilmente pensiamo alla Shoah. Tuttavia, oltre all’olocausto di milioni di ebrei, delle minoranze etniche e religiose, asociali, omosessuali e intellettuali, furono sterminati anche gli oppositori politici: categoria di cui facevano parte i massoni. Tra i quasi 19 milioni di morti trucidati per mano nazifascista perché ritenuti «impuri» o «pericolosi», circa 80 mila erano massoni.

L’olocausto dei massoni, l’inizio

olocausto massoni
Manifesto propagandistico. Il guerriero cattolico
gigante minaccia il massone con a fianco l’ebreo

Nel 1934 ― dopo solo un anno da cancelliere del Reich ―, Adolf Hitler emana una circolare nella quale impedisce nuove adesioni alla massoneria. Nello stesso tempo Hermann Goering, presidente del Reichstag, durante un discorso afferma che:

“Nella Germania nazionalsocialista non c’è posto per la Massoneria”.

Pochi giorni dopo emette un decreto in cui “invita” le logge all’autoscioglimento. Quello è solo il prologo del dramma che di lì a poco si sarebbe consumato ai danni di migliaia di massoni tedeschi. Ed è sempre Goering a vietare l’appartenenza alla Massoneria non solo ai civili, ma anche ai dipendenti statali e ovviamente ai militari. Ma è nel luglio del ’35 che viene varato un provvedimento ancora più restrittivo. La nuova misura adottata dal governo nazista infatti vieta di portare con se monili massonici o qualsiasi altro oggetto riconducibile ai simboli usati nelle logge.

Un fiore per combattere l’odio

Visto il divieto di mostrare simboli massonici, la forte fede di migliaia di “fratelli” sparsi tra Flensburgo e Monaco di Baviera ― regione in cui a metà del Settecento nacquero gli Illuminati ― per eludere i controlli nazisti gli appartenenti di alcune logge iniziano ad usare il Nontiscordardimé: fiore poi divenuto simbolo per ricordare i massoni che soffrirono le persecuzioni naziste.

Pochi mesi dopo, in autunno, inizia quella che possiamo definire una caccia al freimaurer (massone in tedesco), ai suoi familiari, parenti o semplici amici. Questi diventeranno vittime di feroci violenze, oltre alla discriminazione. Ogni presunto simpatizzante viene segnalato. La colpa dei familiari o amici è di sostenere chi, nelle logge e in gran segreto, tra i simboli ha la magen Dawid (Scudo di David), la cabala e figure bibliche come re Salomone e Hiram Abif, legati alla tradizione ebraica.

La propaganda antimassonica

olocausto massoni
Berlino, fine anni ’30. Angolo di una mostra anti massonica

Per screditare la Massoneria inizia una martellante propaganda, pari a quella diffamatoria contro gli ebrei. L’efficiente operato propagandistico nazista gira la bellezza di 176 documentari antimassonici. Vengono persino emessi francobolli e annulli postali nei quali si rappresenta la forza teutonica contro la meschinità de giudaismo-pluto-massonico. La propaganda organizza addirittura delle mostre itineranti che toccarono città come Bruxelle, Praga e Parigi.

Tra le capitali c’è anche Belgrado, città in cui nascono numerose teorie cospirazioniste contro la Massoneria giudeo bolscevica. Quelle menzogne, che vedevano i massoni legati per convenienza agli ebrei ― padroni del mondo e artefici di molteplici complotti ― diffondono ulteriore odio in tutta Europa nei loro confronti. Nel 1940 i massoni sono disprezzati come gli ebrei a tal punto da essere deportati nei campi di sterminio e infine uccisi.

1940: busta da lettera di Belgrado sulla quale sono stati affrancati francobolli antimassonici e antisemiti

Quel dannato triangolo rosso

olocausto massoni
Immagine di proprietà del Grande Oriente d’Italia

Ritenuti una pericolosa minaccia per il Reich, per arrestare i massoni viene creato un reparto apposito delle SS. Il reparto è costituito da uomini del servizio segreto tedesco posto sotto il comando del capo del ReichssicherheitshauptamtReinhard Heydrich. All’interno dei lager i massoni portano sulla casacca il triangolo rosso rovesciato. Il segno viene dato ai prigionieri politici contro i quali è stato emesso un mandato di arresto per motivi di sicurezza. I prigionieri sono indicati come schutzhäftling (custodia protettiva). Dopo queste misure, la Massoneria tedesca è la prima a scomparire dall’Europa.

Olocausto dei massoni italiani

Benito Mussolini nel 1925 ― dieci anni prima di Hitler ― mette fuori legge la Massoneria in Italia. Dalle logge vengono sequestrati gli archivi, controllati e poi distrutti. Anche per i massoni c’è la confisca dei beni, la tortura e infine la deportazione nei lager. La legge n. 2029 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 277 del 28 novembre, impedisce ogni carica pubblica ai massoni. Ma il rapporto tra fascismo e antimassoneria nasce ancor prima che Mussolini prenda il potere, tant’è che nel 1914, al congresso di Ancona, il futuro Duce espelle i massoni che militano tra le fila del Partito Socialista.

La Legge

L’8 agosto del 1924 il Consiglio Nazionale Fascista approva un ordine del giorno nel quale ratifica la rottura definitiva con la Massoneria. La “regolarizzazione delle attività delle associazioni, enti, istituti sottoposti per legge alla tutela dello Stato, delle provincie e dei comuni” viene promulgata nel 1925 dal re Vittorio Emanuele III e firmata da Mussolini. L’odio per i massoni italiani raggiunge l’apice, così oltre agli archivi vengono saccheggiate le logge e infine distrutte.

L’onda di violenza e odio matura in tutto il Paese. Tra il 25 settembre e il 4 ottobre del 1925 a Firenze avviene la ritorsione più famosa. In quei giorni oltre all’arresto di molti massoni, due di questi vengono uccisi dagli squadristi. Il 4 novembre del 1925 Mussolini ordina l’occupazione di Palazzo Giustiniani, sede del Grande Oriente d’Italia. Subito dopo la guerra la Massoneria rivendica la proprietà della loggia (sua dal 1901) al demanio, ma la burocrazia ha fatto sì che nel 1985 la storica sede di via Dogana Vecchia, attualmente sede del Presidente del Senato della Repubblica e dei senatori a vita, venga abbandonata definitivamente.

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2 Risposte a “Complotti e propaganda, l’olocausto dei massoni”

    1. Buongiorno Anonimo.

      Grazie per averci segnalato l’errore. Abbiamo provveduto.

      Grazie per leggerci.

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