Crea sito

Tutte le bufale sui rischi nell’uso delle mascherine

Tutte le bufale sui rischi nell’uso delle mascherine

Se ne sono dette tante bufale sui rischi nell’uso delle mascherine. Secondo una tra le più diffuse, avrebbe fatto venire addirittura il cancro. Ma quali sono state le più popolari?

«Altolà! O la mascherina o la vita!» Disse il complottista pneumologo. Se solo due mesi fa qualcuno avesse pronunciato in pubblico le parole «ipercapnia», «zinco piritione» o «fluoro», chiunque lo avrebbe guardato strano. Un po’ come si guarda chi non ci sta del tutto con la testa e dice cose senza senso. Perché secondo le bufale diffuse, ci sarebbero stati dei rischi nell’uso delle mascherine. La vita però ha saputo essere prodiga di sorprese, cambiando di molto la situazione.

L’immagine divenuta simbolo dei nomask

E così gli autoproclamati virologi e i laureati all’Università della vita hanno tenuto lectiones magistrales sui rischi nell’uso delle mascherine, con bufale accalorate in dirette Facebook, e quei termini sono diventati d’uso quasi comune. Peccato che questi termini siano stati citati ad mentula canis, a difesa dell’ennesima stupidaggine di successo.

L’ipercapnia

L’ipercapnia è un fenomeno raro. Di norma conseguenza di patologie estremamente gravi, tali da mettere a rischio la vita di chi ne è colpito. Cito testualmente da fonte medica:

L’ipercapnia è una condizione caratterizzata dall’accumulo eccessivo di anidride carbonica nel sangue. La causa è da ricercare in anomalie a carico del funzionamento polmonare o cardiaco. L’aumento della pressione parziale dell’anidride carbonica nel sangue è generalmente indice di insufficienza respiratoria per inadeguata ventilazione alveolare. In questo caso è associata a ipossia.

In caso di ipercapnia sono diversi i sintomi associati che si possono manifestare a seconda della gravità della condizione. Si va dall’aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) o extrasistoli, dispnea, arrossamento della pelle, spasmi muscolari, aumento della pressione sanguigna, mal di testa, stato confusionale, letargia, fino ad arrivare a iperventilazione e disorientamento e perdita di coscienza. Nei casi più gravi può essere letale.

Più nello specifico, quando la pressione dell’anidride carbonica aumenta oltre i 60-75 mmHg si ha dispnea e alterazioni del battito cardiaco. Quando invece arriva a 70-80 mmHg si va incontro a letargia e semicoma. A 100-150 mmHg si ha coma e morte

Dal sito Humanitas

In questa fonte e in qualunque altra si occupi seriamente di medicina, non si fa alcun riferimento a quella che invece dai suddetti personaggi viene blaterata come causa principale di questo rischio. Rischio che a detta loro tutti correvamo quotidianamente, ovvero: l’uso della mascherina. Secondo gli illuminati pareri di questi novelli Pasteur, l’uso di questo semplice DPI — una banale norma di prudenza che in tempi di pandemia è indispensabile —, esponevano a gravissimi rischi per la salute.

Le mascherine al fluoro

Una tra le bufale sui rischi dell’uso delle mascherine, riguardava quella in cui il tessuto di queste sarebbe stato trattato con il fluoro (vedi art). Lo scopo del complotto era quello di seccarci la ghiandola pineale e renderci tutti più mansueti. Il motivo non si saprà mai!

Tutte le bufale sui rischi nell'uso delle mascherine

Le mascherine provocano il cancro

Secondo Stefano Montanari, nanopatologo e farmacista (vedi art), le mascherine «avrebbero fatto venire il cancro». Questo è quanto affermava poco tempo fa: 

«Quando espiri rimetti dentro il tuo organismo lo scarto del tuo corpo, anidrite carbonica compresa. È come se un’auto riversasse i gas di scarico dentro l’abitacolo. E inoltre tieni attaccato alla faccia tutti virus che stanno in giro»

Questa affermazione però gli è costata un esposto penale, presentato dal gruppo Patto Trasversale per la Scienza (testo integrale). Qui sotto pezzo dell’esposto:

Montanarioltre a generare confusione e disinformazione tra i cittadini, andando nella direzione contraria a quella indicata dalle Istituzioni sanitarie nazionali e internazionali, oltre ad essere priva di ogni fondamento scientifico, può portare a comportamenti illegali e pericolosi da parte dei cittadini, uscendo di casa o sottovalutando la pandemia“.

Bufala smentita dalla comunità scientifica. Ovviamente «ca va sans dire», nessuno dei detrattori dell’uso della mascherina si perora di portare mai uno straccio di prova per ciò che dice. Anzi, nella logica malata di alcuni personaggi, questi si guardano bene dal citare eventuali improbabili fonti medico-scientifiche a supporto delle boiate da loro pronunciate. Per queste persone, anzi, avrebbe l’effetto di squalificarne le tesi, perché scienza e medicina, si sa, sono al servizio dei poteri forti!

Le mascherine avvelenate allo zinco piritione

E che dire su questa bufala, diffusasi anche su un video Youtube? Un certo Roberto Sciuto, il quale si era definito “esperto” in materia, affermava che le mascherine date dalla Regione Piemonte contenevano il velenosissimo zinco pirotone (vedi art).

Tutte le bufale sui rischi nell'uso delle mascherine
Foto d’archivio, con cui si prova l’esistenza dello zinco piritione

Anche per lui è scattata una denuncia da parte dell’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi. Se il signor Sciuto fosse stato realmente “esperto” avrebbe saputo che lo zinco piritione è presente in molti prodotti di cosmesi, tra cui dentifrici, shampoo antiforfora e saponi.

Nel mondo al contrario di questi divulgatori di fandonie, l’onere della prova spetta a chi si volesse prendere la briga di smentire le loro tesi, mica a loro. E così, con una facilità che ha l’unico limite nella fantasia di questi parolai, non passa giorno senza che una nuova strampalata teoria venga condivisa. E così la fandonia passa di profilo social in profilo social, declamata anche su Youtube.

Eppure i professionisti le usano

A poco sono valse le testimonianze di chirurghi e assistenti di sala operatoria, per demolire tutte l bufale sui rischi nell’uso delle mascherine. Questi già prima della pandemia, eseguivano interventi chirurgici di 9 o 10 ore con il viso coperto, senza subire conseguenze. Né il fatto che in piena emergenza medici e infermieri abbiano fatto turni di 12 o 15 ore, bardati come palombari.

Eppure nessuno di loro con tanto di mascherine e protezioni facciali incluse sono rimasti stecchiti per le fantomatiche “sindromi da mascherina”. Tanto meno esiste un caso di intossicazioni da CO2 causate dall’uso di questi dispositivi. Questo perché, molto semplicemente, la quantità di anidride carbonica inspirata da chi indossa una mascherina è così bassa da non costituire il minimo rischio per la salute.

Ricordiamo inoltre che l’aria espirata contiene una quantità risibile di anidride carbonica in più rispetto a quella inspirata. Anche se indossando una mascherina respirassimo nuovamente per intero il fiato emesso (e così non è), la percentuale di ossigeno in essa contenuto sarebbe del tutto compatibile con il perfetto funzionamento delle nostre funzioni vitali.

Virus e batteri non si espellono con la respirazione

Tutte le bufale sui rischi nell'uso delle mascherine
Schema della Ajic

Infine, ultimo argomento caro agli stolti bevitori di fake news. Ovvero: non è assolutamente vero che il nostro organismo espelle eventuali virus e batteri attraverso la respirazione. E che questi tornino indietro intossicandoci, solo perché abbiamo sulla faccia la mascherina. Non è quello il modo in cui ci liberiamo di eventuali agenti patogeni, chiedete al vostro medico.

Non sempre l’informazione è dannosa

Da: Il Fatto Quotidiano (leggi art)

Sempre più sovente si tende a criticare giustamente un certo giornalismo arrembante e a volte mal svolto. In questo caso però, come si può vedere nel titolo qui a fianco, è proprio grazie all’utilizzo delle mascherine se molte persone non sono state contagiate. È solo un esempio, non un invito a leggere Il fatto Quotidiano, sia ben inteso. Tuttavia l’utilizzo della mascherina è un senso civico, una forma di rispetto civile per gli altri ma che molti non capiscono.

Se quanto detto finora e i dati sulla drastica riduzione dei contagi nei Paesi in cui l’uso delle mascherine è stato reso obbligatorio, vi lasciano ancora nella convinzione che sia meglio non indossarle… Fatevi due domande, perché temo che la mascherina sia l’ultimo dei vostri problemi. Penso invece che lo sia invece il modo in cui recepite le bufale e interpretate la realtà.

Fonti

ajicjournal.org

Pub.med

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: