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Vaccino AstraZeneca, terrorismo mediatico

Vaccino AstraZeneca, terrorismo mediatico

Nelle ultime settimane alcune testate giornalistiche hanno fatto un vero e proprio terrorismo mediatico riguardo il vaccino AstraZenaca, spaventando invece di rassicurare

Come ormai tutti sappiamo, il vaccino AstraZeneca è stato temporaneamente
sospeso in diversi Paesi europei, tra cui anche il nostro. Il motivo del ritiro sono state le diverse segnalazioni riguardo eventi trombotici avvenuti in persone che avevano effettuato la vaccinazione. La sospensione tuttavia è solo temporale, utile affinché si verifichi la sicurezza del vaccino. Nonostante però i ripetuti appelli alla calma, queste segnalazioni hanno generato paura nella popolazione e contribuito a diffondere maggior diffidenza — ormai endemica —, nei confronti della Medicina e della scienza in
generale.

vaccino astrazeneca

Ma andiamo con ordine. In seguito al diffondersi della pandemia c’è stata una corsa senza precedenti allo sviluppo di un vaccino efficace, che ci permetta di debellare al più presto il virus. Diversi Paesi nel mondo sono riusciti a produrre vaccini differenti, dai più
innovativi — come il Pfizer e il Moderna, che utilizzano come vettore un RNA
messaggero — a quelli più tradizionali, come appunto il vaccino AstraZeneca. Questo, a differenza dei primi due, utilizza come vettore un adenovirus di scimpanzé. Al momento questi tre sono gli unici utilizzati nel nostro Paese. I vaccini, per chi non lo sapesse, sono farmaci a tutti gli effetti e come tali prima di essere messi in circolazione devono subire una serie di fasi e di controlli che ne attestino l’efficacia e la sicurezza.

La farmacovigilanza

Controlli che non terminano una volta distribuiti, tutt’altro! Purtroppo molte persone sono convinte che i vaccini non siano stati precedentemente testati, quindi approvati insensatamente prima di essere messi in commercio. Per scongiurare questo rischio esiste la farmacovigilanza, ossia: l’insieme delle attività finalizzata all’identificazione, valutazione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all’uso di medicinali, al fine di assicurare un rapporto beneficio/rischio favorevole alla popolazione.

I dati necessari a tutto ciò provengono da varie fonti, come ad esempio le segnalazioni sospette, le reazioni avverse (spontanee e non), gli studi clinici, i rapporti inviati dalle case farmaceutiche e letteratura scientifica. Tutto questo serve per aumentare la sicurezza d’uso dei farmaci messi in commercio, implementare e migliorare il loro utilizzo e minimizzare i rischi.

Segnalazioni del vaccino AstraZeneca

Per quanto riguarda AstraZeneca, il 10 marzo scorso iniziano a comparire notizie
di segnalazioni in varie parti d’Europa. Le segnalazioni riguardano eventi tromboembolici in persone che poco prima si erano sottoposte a vaccinazione. A causa di un tam tam mediatico sempre più allarmante si arriva alla sospensione del lotto ABV53300 in Austria, Lituania, Estonia, Danimarca e Lussemburgo. In Italia viene, in seguito alla morte di due persone avvenuta in Sicilia, si sospende la somministrazione del lotto ABV2856.


Il Regno Unito ha invece continuato, e continua tutt’ora, a utilizzare il vaccino AstraZeneca, arrivando a superare i 23 milioni di dosi somministrate tra Pfizer e appunto AstraZeneca. Anzi, sul sito del Governo britannico si legge:


“L’MhrA(l’agenziadel farmaco Nazionale Britannica) ha ricevuto 227 segnalazioni nel Regno Unito di sospette reazioni avverse al vaccino Pfizer/Biontech, in cui il paziente è morto dopo la vaccinazione, e 275 segnalazioni per il vaccino dell’Università di Oxford AstraZeneca. Altre 4 segnalazioni in cui la marca del vaccino non era specificata”

«Allarme vaccino AstraZeneca», ma è terrorismo mediatico

La domanda, quindi è la seguente: perché tanto clamore e tanta paura solo per il vaccino AstraZeneca, se i numeri sono equivalenti a quelli della Pfizer? Si legge inoltre che:

“La revisione delle segnalazioni individuali e dei modelli di
segnalazione non suggerisce che il vaccino abbia un ruolo nella morte“,

Quindi l’associazione tra somministrazione del vaccino e morte del paziente sarebbe solo
temporale. Se analizziamo i numeri, quelle 275 segnalazioni, su più di 11 milioni di
persone
, corrispondono allo 0,025% dei casi, ossia un numero in linea — se non
inferiore — ai casi rilevati nella popolazione generale. Ovviamente però il sensazionalismo giornalistico non ha fornito questi dati, facendo invece passare il messaggio che le persone muoiono a causa del vaccino! Tra le teorie alla base della correlazione tra vaccino e tromboembolie c’è l’A.D.E. (Antibody-Dependant Enhancement), ovvero una risposta immunitaria esagerata dai vaccini nei soggetti già esposti al virus.

Durante le fasi precliniche di studio, nei modelli animali, questo evento è
ovviamente stato preso in considerazione, infatti dopo aver sottoposto le cavie a
vaccinazione è stato loro inoculato nuovamente il virus. In nessun caso, e per
nessuno dei vaccini fino ad ora in commercio, questo evento è stato osservato
.
In caso contrario lo studio non sarebbe andato avanti e i vaccini sarebbero stati
bloccati.

Vaccino AstraZeneca, effetti sull’uomo?

Gli studi fin qui disponibili hanno dimostrato che i soggetti vaccinati (che abbiano
ricevuto entrambe le dosi) non hanno mostrato il fenomeno di cui stiamo parlando.
Anzi il vaccino sembra cancellare la comparsa della sintomatologia più grave.
E’ chiaro che i dati in merito sono ancora parziali, ma quelli finora disponibili
lasciano ben sperare. Tutto questo ovviamente è l’esatto opposto di quanto avviene in caso di A.D.E.

Altro evento che è stato messo in correlazione con il vaccino AstraZeneca — e che ne ha
causato la sospensione in Germania —, è la comparsa di trombosi venose cerebrali.
Il Paul Ehrilich Institut di Berlino infatti riferisce di aver rilevato:

“Un accumulo impressionante di una forma speciale di trombosi venosa cerebrale molto rara (la trombosi della vena del seno) in connessione con una carenza di piastrine (trombocitopenia) e sanguinamento in prossimità temporale alla vaccinazione con il vaccino AZ”.

Il numero dei casi riportati è di 7 su 1,6 milioni di dosi somministrate, un numero
molto basso
. Segnalazioni che rientrano sempre nel concetto di farmacovigilanza.
Questo però è bastato a far decidere al Governo tedesco la sospensione. Decisione che non ha trovato concorde né l’OMS tantomeno l’EMA secondo cui:

“Il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale“.

Timore di cause milionarie?

Tutto questo ha creato un effetto valanga, che ha portato alla sospensione del
vaccino in tutta Europa. Non è mai successo che uno Stato sospendesse un farmaco senza seguire i dettami degli organi di controllo competenti. Probabilmente questa sospensione è avvenuta per il timore di andare incontro a cause milionarie, da cui le case farmaceutiche si sarebbero messe al riparo grazie a clausole presenti nei contratti firmati con la Commissione Europea e che di fatto lascerebbero gli eventuali conti da pagare ai
singoli Stati.

Fatto sta che l’eco mediatico che questi eventi hanno avuto, grazie anche a certe testate giornalistiche, hanno impaurito notevolmente l’opinione pubblica. Soprattutto se consideriamo che la popolazione è già provata da un anno di difficoltà psicologiche ed economiche. Quindi un vaccino, che era già stato presentato come un prodotto di serie B, rispetto a Pfizer e ModeRNA, ha perso ulteriore credibilità una volta ingenerata confusione e perplessità. Spesso anche tra gli addetti ai lavori.

I benefici della vaccinazione superano i rischi

Le notizie degli ultimi giorni infatti avevano portato a ricercare strategie terapeutiche “preventive”. La formazione di trombi in chi doveva a breve sottoporsi a vaccinazione, con somministrazione di anticoagulanti anche in chi non aveva bisogno — tanto da spingere la SISET, Società Italiana per lo studio di Emostasi e Trombosi —, a rilasciare un comunicato in cui sostanzialmente ripete quanto fin qui riassunto. Inoltre dichiara che:


“Tenendo conto che l’infezione da COVID-19 in forma clinicamente significativa è associata a un significativo aumento del rischio trombotico, la SISET ritiene che
con i dati attualmente disponibili, i benefici della vaccinazione superino nettamente i potenziali rischi, e raccomanda la vaccinazione a tutti i soggetti, compresi i pazienti con storia pregressa di complicanze tromboemboliche e i soggetti portatori di anomalie della coagulazione di tipo trombofilico.”


Inoltre, sempre nel comunicato, scoraggia l’esecuzione di test ematologici tesi a
monitorare un supposto rischio tromboembolico. Come anche l’uso “preventivo” di
farmaci anticoagulanti in persone che non ne necessitano per patologie già
accertate, perché non abusato su alcuna evidenza medico-scientifica.

In conclusione

La decisione dell’EMA del 18/03/2021, riguardo quanto è successo negli ultimi giorni, ha dichiarato che il vaccino AstraZeneca è sicuro ed efficace. Ciononostante monitoreranno eventuali criticità. Al momento la correlazione tra terapia vaccinale ed eventi tromboembolici è solo temporale e non causale. Tuttavia la campagna mediatica portata avanti fino ad oggi non ha contribuito ad informare su questi aspetti tutt’altro che drammatici, diminuendo notevolmente le vaccinazioni nel nostro Paese. Quello che ha generato una stampa ghiotta di clickbait è stato alimentare panico e incertezza in un momento in cui invece bisognava rassicurare la popolazione e non contribuire a spaventarla.

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