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Vaccino anti-Covid, efficacia e sicurezza

Vaccino anti-Covid, efficacia e sicurezza

Con uno sforzo senza precedenti, scienziati di tutto il mondo hanno lavorato con rapidità per cercare un vaccino. Ecco cosa sappiamo finora del vaccino, della sua efficacia e della sua sicurezza

La pandemia ci ha fatto precipitare in un incubo medievale, con tanto di appestati, untori, persone che ballano negando la malattia, preghiere e riti magici per allontanare il contagio, aumento della mortalità. Fortunatamente, però, c’è una grande differenza tra il 2020 e i secoli passati: la ricerca scientifica. Grazie a quest’ultima presto avremo un vaccino anti Covid efficace e sicuro.

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Scienziati di tutto il mondo, infatti, si sono subito messi alla ricerca di un vaccino e hanno lavorato con una rapidità senza precedenti (vedi art). Di solito prima di mettere in produzione un vaccino passano anni, non tanto, con le attuali tecnologie, per metterne a punto uno, ma soprattutto per condurre tutte le sperimentazioni necessarie a dimostrarne innocuità e efficacia.

La proteina spike

Dopo meno di un anno dall’inizio dell’epidemia, invece, abbiamo già dei vaccini che sono nella fase finale della sperimentazione. Come tutti sanno, il nostro sistema immunitario produce anticorpi specifici nei confronti di un determinato antigene (perlopiù una proteina) e attacca così il microrganismo che la contiene. Di solito i vaccini tradizionali contengono parti del microrganismo, incapaci di generare l’infezione, ma che stimolano la produzione di anticorpi specifici.

In questo modo, se l’organismo entrerà in contatto con l’agente patogeno, il suo sistema immunitario lo riconoscerà e produrrà subito gli anticorpi che gli sono stati “insegnati” dal vaccino. Molti dei nuovi vaccini in sperimentazione utilizzano un principio nuovo. Dobbiamo premettere che la proteina nei confronti della quale tutti i ricercatori si sono concentrati è quella chiamata spike, che consente al virus di entrare nelle cellule umane. Le informazioni genetiche del SARS-CoV-2 sono contenute in una molecola di RNA.

Nelle nostre cellule, invece, si trovano in una molecola chiamata DNA. Anche le nostre cellule, tuttavia, copiano le informazioni contenute nel loro genoma in molecole, più piccole, di RNA. Alcuni di questi RNA, detti «messaggero», portano le informazioni per una determinata proteina, che può essere sintetizzata dalla cellula.

Questi nuovi vaccini introducono nelle cellule umane un pezzo dell’RNA virale che porta le informazioni per la proteina spike. Le cellule non distinguono questo RNA dai propri e lo trattano allo stesso modo, cioè producendo esse stesse la proteina virale. Il sistema immunitario però è in grado di riconoscere spike come estranea e “impara” a fare anticorpi che l’attaccano e che reagiranno in fretta se il virus intero dovesse infettare l’organismo.

Il vaccino Pfizer-Biontech, efficacia e sicurezza

Si tratta quindi di vaccini che dovrebbero essere molto sicuri, perché non introducono nessuna parte del virus che potrebbe provocare sintomi o infezione. Effettivamente le sperimentazioni sulla innocuità del vaccino sembrano andate molto bene e ora se ne sta sperimentando l’efficacia.

È notizia recente la dichiarazione che il vaccino sperimentato da Pfizer-Biontech avrebbe un’efficacia del 90%. Bisogna innanzitutto dire che si tratterebbe di una percentuale altissima. Quindi se la notizia venisse confermata avremmo a disposizione un vaccino davvero ottimo. La sperimentazione è stata condotta in totale trasparenza, seguendo i protocolli internazionali, cioè utilizzando un gruppo di controllo, trattato con il placebo, da confrontare con il gruppo trattato con il vaccino.

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Ancora un po’ di sacrifici

L’unica perplessità è proprio nel tempo: prima di confermare queste percentuali così alte, bisognerebbe aspettare che un numero maggiore dei partecipanti alla sperimentazione abbia la possibilità di entrare in contatto con il virus. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la percentuale del 90% è infatti stata calcolata dopo che 94 soggetti alla sperimentazione sono stati infettati dal virus. Occorrerà aspettare che ci siano 164 casi di Covid tra le persone sotto osservazione per confermare i dati.

Queste puntualizzazioni non devono però scoraggiarci, anzi dimostrano la serietà delle sperimentazioni condotte. Ci sono anche altri vaccini nella fase finale di sperimentazione, quindi possiamo essere ottimisti riguardo alla possibilità di averne uno sicuro ed efficace molto presto. I problemi semmai riguarderanno la distribuzione, ma è un’altra questione di cui ci occuperemo più in là.

Per quanto ci riguarda, il problema maggiore è convincere le persone a fare ancora un po’ di sacrifici, attuare il distanziamento sociale, usare le mascherine e, soprattutto, far capire ai no-vax che dietro alla scoperta di un vaccino non c’è nessun complotto, ma solo i grandi progressi della scienza e della tecnologia.

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