Visita al museo di GenoVax

Visita al museo di GenoVax

Ecco cosa succede quando chiunque ha accesso a una connessione internet, dopo due anni di pandemia. A questo proposito, visto i deliri di alcuni novax e le accuse lanciate contro il governatore della Liguria, sembra di visitare il museo di GenoVax

Nell’anno del Signore 2021 siamo chiamati ad assistere a un vergognoso spettacolo. Ovvero, il governatore della regione Liguria Toti fa una affermazione sensata, ma alcuni dei suoi concittadini rispondono con qualcosa di molto simile ad uno stato confusionale indotto da un’insolazione. Menzionare il lavoro di Toti o criticarlo non è il motivo di questo articolo. Bensì scriviamo poiché qualche ardimentoso si è lanciato con paragoni assurdi, tra il green pass e la dittatura talebana. Immaginiamo che questi deliri abbiano rovinato il ferragosto al governatore. A questo proposito Toti ha risposto prontamente ad una serie di commenti dissestati quanto una tangenziale dopo un’eruzione vulcanica. È da questi deliri che inizia il viaggio in quello che abbiamo soprannominato la «visita al museo di GenoVax».

Per criticare bisogna avere le giuste competenze

Iniziamo col dire che è dall’introduzione dei vaccini (mai stati obbligatori) che ci dobbiamo sorbire paura e fobie. I responsabili di questi timori sono persone le quali non hanno alcuna capacità di capire ciò che leggono, di conseguenza non riescono ad assorbire correttamente le informazioni. Persone totalmente incapaci di valutare i rischi e di compiere i calcoli più banali. E sono proprio queste persone che hanno insistito per avere prove e spiegazioni su terapie, validità dei vaccini e competenze mediche. Tuttavia, dopo averle avute, si sono rifiutate di ascoltare. Purtroppo la logica rema contro le loro fobie, il che li porta ad uscire dalla zona comfort. Non è di certo un procedimento facile costruire una campagna informativa sulle vaccinazioni, ecco perché chi critica dovrebbe avere le competenze necessarie per poterlo fare.

E poi ci sono i media, i quali ci hanno messo del loro, con continue ritrattazioni sui vaccini, spesso con titoli assurdi. Sono parecchi i quotidiani che elencavano una sorta di gradazione su quali fossero i più pericolosi. Chi ad esempio non si ricorda gli articoli battuti su Pfizer e Astrazeneca, i quali terrorizzarono molte persone per alcune settimane? Il problema fu quello di non spiegare correttamente la portata dei rischi e quello che stava avvenendo. Ed ecco che la comunicazione si è trasformata da una veloce corsa a ostacoli in una tetra marcia durante un’apocalisse di zombie.

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Il complottista di stampo cattolico

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Ritornando a Toti e alla visita virtuale del museo di GenoVax: in questo screenshot possiamo osservare un chiaro esempio di cattolico smarrito, il quale ha fatto suo il dizionario complottista. Come possiamo vedere, tra un consiglio e una benedizione, l’autore del thread insinua che il governatore ligure sia addirittura agli ordini di alcuni “poteri forti”. In questo modo tenta una benedizione wi-fi, quasi volesse mettere in guardia il governatore che la giustizia divina gli farà pagare il conto delle sue malefatte. Però non lo maledice. Probabilmente il fedele è convinto che Gesù abbia un profilo social e che possa leggere il messaggio.

Qui di fianco invece troviamo questo utente, convinto di subire una chiara repressione. Forse farà riferimento «al mondo 1» di Super Mario, accusando il tiranno Bowser di aver portato via la Principessa Peach dal suo castello? A parte gli scherzi, vorremo ricordare all’autore di questo thread che in nessuna dittatura è consentito parlare di «dittatura». Recita proprio così il capitolo 1 del manuale del dittatore perfetto. È la storia che ce lo insegna. Dubitiamo però che chi l’ha scritto lo sappia o abbia studiato Storia, prima di usare certi paragoni.

Le convinzioni errate

La nostra visita al museo del GenoVax si conclude in questa prima parte di giornata, con un breve ripasso nell’ala del novax medio. Questo personaggio usa il pretesto di persone malate per non doversi vaccinare. Ed è sempre il novax medio che pensa che i trattamenti e la ricerca non stiano facendo il loro lavoro. Anzi è convinto che i vaccini creino le varianti — questa è disinformazione poiché esistono a prescindere: il virus muta da solo e in modo casuale. Ed è pure un fervido sostenitore della terapia della vigile attesa, che francamente si commenta da sola.

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La visita al museo di GenoVax vuole concludere l’esperienza dell’assurdo con qualcosa di davvero ghiotto. Un ripasso di cosa non siano logica, buon senso e comprensione del testo.

Cosa non funziona nelle affermazioni di questi panel:

  1. Nessuno obbliga altri a vaccinarsi: si vuole esortare, con la misura del Green pass, la ripresa delle attività economiche e sociali, dei consumi e della frequenza scolastica in relativa sicurezza. In uno Stato l’economia, il turismo e l’istruzione sono fondamentali.
    Il vaccino abbassa le probabilità di contagio anche con le varianti, riduce sensibilmente il rischio di ricoveri per esito grave della malattia Covid-19 e lo Stato ha un fondo di risarcimento per i danni accertati da vaccino, ma devono essere accertati.
    Oltretutto lo Stato spiega, nel modulo di consenso, informa sugli gli effetti collaterali riscontrati del vaccino. Per altri dubbi esiste il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
  2. Toti apre il dibattito su un argomento estremamente delicato di politica estera sulla sua pagina ufficiale la quale viene invasa di paragoni senza senso, fra situazioni ai poli opposti del globo e del diritto. Toti pensava che tutti i suoi concittadini, come si evince dal pannello geroglifico qui raccolto, fossero in grado di comprendere che sei liberissimo di non prendere le dovute precauzioni contro un virus estremamente contagioso, ma devi anche assumertene le conseguenze. Invece non tutti hanno afferrato il senso.
  3. La conseguenza più diretta è che non puoi avere contatti sociali e frequentare posti in cui si formano potenzialmente assembramenti di gente. Nessuno dei vaccini garantisce protezione assoluta contro le malattie, come detto sopra, ma riducono le possibilità di contagio e di contrarre una forma grave. Il numero dei morti è approssimativo per non dire erroneo, come spiegato qui. A una lettura ovvia gli effetti collaterali sono conosciutissimi: sono segnalati nel modulo allegato alla prenotazione del vaccino fornito dalla regione di riferimento.

La visita al museo di Genovax si conclude qui. Per oggi ed è stato un piacere avervi con noi. Il rischio di rimanere vittime del megafono di notizie e paure completamente infondate, ma che se ripetute abbastanza volte rischiano davvero di diventare verità per qualcuno, allontanano dalla scienza e dalla realtà dei fatti.


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