Eleonora Brigliadori, da showgirl a santona

Eleonora Brigliadori, da showgirl a santona

Un viaggio nella controversa attività di divulgazione pseudo scientifica di Eleonora Brigliadori: da ex showgirl a santona ai tempi dei social

Il pubblico tende ad affezionarsi a personaggi dello spettacolo che a vario titolo sono riusciti a farsi amare. Dopotutto entrano nelle case della gente e nella quotidianità, così si guadagnano un posto nel cuore dei loro fan. Ma si guadagnano anche l’ammirazione che sovente va oltre l’apprezzamento delle mere doti artistiche. Poi dopo che la loro carriera artistica si esaurisce non calcheranno più le scene, tuttavia rimarrà comunque un’affezione sincera e costante. Esattamente come accadrebbe per un parente lontano o un vecchio amico perso di vista. Non è però questo il caso dell’ex showgirl degli anni 80 Eleonora Brigliadori, la quale dopo anni di onorata carriera è divenuta una santona e ha perso la stima di molti fan.

Le critiche e le polemiche nei suoi confronti sono parecchie. Ed è proprio grazie a queste controversie che la Brigliadori continua a far parlare di sé e delle sue posizioni impopolari. Affermazioni il più delle volte pericolose contro la medicina, senza averne le competenze adeguate per dare suggerimenti o denigrare l’operato medico.

«Ho debellato il cancro con l’urinoterapia e con un emorroidale»

L’ex attrice Brigliadori, adesso santona, racconta che nel 1989 scoprì di avere un cancro e di essere guarita rifiutando le terapie che offre la medicina tradizionale. A suo dire: «più pericolose del male stesso». Afferma di aver superato la malattia curandosi con la Phytolacca: un anti emorroidale omeopatico. Ma non solo. Dice di essersi curata anche con l’urinoterapia e con la consapevolezza spirituale ispirata dall’antroposofia di Rudolf Steiner.

Ma soprattutto afferma di aver applicato i precetti della Nuova Medicina Germanica del Dott Hamer: un medico tedesco antisemita, radiato dall’Ordine nel 1986 con una sentenza del tribunale di Coblenza poiché «la sua natura psicopatica non gli consentiva di svolgere il suo lavoro e sarebbe stato incapace di curare i suoi pazienti». In Italia il dott. Massimo Citro è un fervido sostenitore del metodo Hamer.

Ma… procediamo con ordine

Eleonora Brigliadori, milanese, modella, annunciatrice, attrice classe 1960, come molti personaggi ormai fuori dalle luci della ribalta ha avuto apparizioni televisive sempre più sporadiche. La sua ultima partecipazione risale al 2011, come concorrente del reality “L’Isola dei famosi”. Da lì le offerte di lavoro sono andate a diradarsi e non certo perché mancassero opportunità tagliate per il suo personaggio.

Già nota per aver rilasciato interviste in cui, ancora in tempi non sospetti, si vantava di non aver mai voluto vaccinare i propri figli e decantava le portentose proprietà terapeutiche dei fiori di Bach e del bere la propria urina, iniziava a farsi spazio tra le cronache che ne dipingevano i tratti più bizzarri, restituendo un’immagine stravagante e fuori dagli schemi convenzionali.

Come per molti personaggi strambi, è stato decisivo il suo ingresso nel mondo dei social. La sua pagina fan su Facebook è ormai da anni un coacervo di complottismo, fake news, deliri mistici e pseudo scienze. Raccoglie per altro un numero notevole di seguaci tra cui tanti curiosi, ma anche molti aderenti alle sue visioni distorte sugli argomenti di carattere pseudoscientifico. Fatti e circostanze che lei ama rivedere attraverso la sua personale visione spirituale ed esoterica.

In Italia è difficile mettere a tacere personaggi discutibili come la Brigliadori. Troppo ghiotti per chi vuole alzare l’audience di uno show, creando scalpore con tesi complottistiche e contrarie al buon senso e alla logica. Come l’essere guarita da un tumore seguendo i crismi della scuola della Nuova Medicina Germanica, inventata da un criminale come Hamer. Oppure sostenere che l’HIV non esiste, o che la chemioterapia e gli screening di prevenzione sono la vera causa del cancro.

Il virus Zika, il vaiolo e la malaria, secondo la Brigliadori

Riguardo al virus Zika, la santona Eleonora ha idee molto strambe. Ovvero sostiene che è una malattia causata dai crimini commessi in passato dai conquistadores. Eh sì, secondo lei sarebbero stati gli antichi conquistatori spagnoli del Nuovo Mondo a inventare il virus Zika. Stando alla sua tesi, i bambini che si ammalano di quel virus:

“Sono le reincarnazioni dei conquistadores che devono scontare certe pene, ma dalle malattie nasce sempre qualcosa di buono”.

Da un’intervista a Il Mattino

Ma la Brigliadori va oltre, perché fermarsi al virus Zika? Così tra un sorso di urina e uno sguardo al pendolino si prodiga in affermazioni a dir poco sconvolgenti, del tipo:

“Il tifo si è sviluppato a Napoli perché è una città dove si vive alla giornata, ma dopo l’epidemia le coscienze si sono risvegliate e sono arrivate le rivoluzioni”.

Da articolo di Next

Infervorata dal suo ruolo di santona, Eleonora Brigliadori spiega addirittura a cosa servono la malaria e il vaiolo

La malaria riequilibra l’ego e il vaiolo, arrivato dopo le guerre, aiuta a far capire l’importanza dell’amore.

Da articolo di Next

La questione vaccini per Eleonora Brigliadori

Sarà forse per queste sue inappuntabili “competenze” in ambito virologico che Nicola Porro, a metà maggio del 2016, invitò la santona Eleonora come ospite in una puntata del suo programma, dal promettente titolo: “Virus”. A far presenza in questo pool di esperti c’era anche Red Ronnie e una mammina novax attivista, la quale si infervorò e corresse le affermazioni del prof. Burioni riguardo lo scottante tema delle vaccinazioni pediatriche.

La questione vaccini assurgeva ad argomento di forte attualità, in quanto l’abbassamento della soglia di guardia delle vaccinazioni infantili mise a dura prova tanti sistemi sanitari nazionali nel nostro Paese. Invece che una semplice raccomandazione, fu necessario adottare una politica di obbligo vaccinale che innescò tante contestazioni. Furono queste a far nascere una moltitudine di gruppi, movimenti e associazioni per la libertà di scelta vaccinale. Era il periodo in cui il prof Roberto Burioni iniziò a farsi carico di gestire la spinosa questione vaccinale sui social.

Luogo, questo, in cui ribolliva maggiormente il sentimento più basso di rifiuto di una pratica che andava rispiegata attraverso una rieducazione capillare e una divulgazione accurata. Questa informazione accattivante del professore Burioni in poco tempo spopolò, divenendo personaggio tanto amato per la sua preparazione e chiarezza, quanto odiato e contestato da chi deprecava, e tutt’ora contesta, le sue maniere non sempre “affabili” con gli antivaccinisti più radicali. Fu proprio Burioni a coniare la tanto discussa frase: «La scienza non è democratica».

La tv e la mala informazione

Fu proprio in quell’occasione che venne giustamente sollevata la questione sulla deontologia giornalistica televisiva, tutt’ora aperta. Ovvero quella sulla deriva sempre più frequente di invitare personaggi i quali, con la loro ignoranza in competenze medico-scientifiche, possono contribuire a fagocitare la disinformazione. Ma soprattutto non permettere più loro di confrontarsi con autentici scienziati, il più delle volte in maniera aggressiva e presuntuosa, dando luogo a improbabili dibattiti e confronti tanto assurdi quanto fuorvianti.

Porro fece ammenda per quella sua “leggerezza”, promettendo e spergiurando che avrebbe evitato in futuro confronti così poco edificanti per la tv, per nulla costruttivi sul piano della comunicazione. Non per questo però le apparizioni pubbliche della Brigliadori in veste di santona cessarono. Agli inizi di giugno del 2016, invitata sul palco del Maurizio Costanzo Show, la ex conduttrice televisiva tenne banco in una puntata intitolata: “Vegani contro Carnivori”. In quell’occasione la Brigliadori raccontò al pubblico del suo tumore, evento cruciale che la fece convertire al veganesimo.

Ricordò anche di aver parlato per la prima volta, vent’anni fa, dei Fiori di Bach: «mentre tutti mi deridevano e ora tutti li usano». A dire il vero Costanzo la invitò per parlare della sua passione per l’antroposofia, ma ben presto s’innescò la polemica e la Brigliadori iniziò a incalzare uno degli esperti più titolati tra gli ospiti. proprio sulla sua idiosincrasia verso la medicina ufficiale. Alla fine Costanzo, in un momento di alta televisione, esasperato dagli sterili toni della polemica, dovette cacciarla dal palco.

Eleonora Brigliadori contro Nadia Toffa: schiaffi e frasi diffamatorie

Non passò molto tempo che un altro episodio clamoroso destò nuovamente l’attenzione sulla Brigliadori: l’aggressione ai danni di Nadia Toffa, durante una puntata de Le Iene, nel 2016, in un servizio nel quale la giornalista indagava sulle attività di “guaritrice“ della ex attrice. Durante uno dei suoi stravaganti e plateali riti antroposofici a pagamento, nei panni di santona, vestita con una bianca tunica svolazzante, avvicinata e incalzata dalle domande dalla Toffa la Barigliadori reagì con un sonoro schiaffo. Il fatto fu immortalato prontamente dalle telecamere e diventò virale.

La “colpa” della Toffa fu di indagare sulle modalità con le quali l’ex showgirl si insinuava nelle scelte terapeutiche dei malati di cancro. Il tentativo della Birgliadori era di dissuaderli dal seguire le terapie oncologiche prescritte dai medici. Lo scopo era di far abbracciare i suoi precetti, dettati dalla sua personale esperienza di malattia. A tal proposito fece di se stessa la dimostrazione che di cancro non si muore, a patto che si compia un processo di evoluzione spirituale volto a prendere consapevolezza delle proprie capacità di guarigione.

Nel 2018 la RAI esclude la Brigliadori dalla partecipare al programma “Pechino express”, proprio a causa delle sue controverse dichiarazioni su Facebook. Questa volta si accanì nuovamente contro Nadia Toffa, ma la giornalista era già morta. In quel frangente la Brigliadori criticò la scelta della giornalista la quale si sottopose alla chemio per combattere il cancro, diagnosticatole alcuni mesi prima.

Frasi come «Chi è causa del suo male pianga se stesso» rivolte proprio alla Toffa, crearono forte indignazione nell’opinione pubblica, spingendo il popolo dei social a prendere posizione attiva contro Eleonora Brigliadori e la sua convinzione di essere una santona, con le sue credenze prive di validità scientifica sulle cure oncologiche.

Le dichiarazioni sulla morte della Huff

Su Facebook le reazioni non tardarono a manifestarsi. Le si scatenò contro una detestabile shitstorm, quando commentò un fatto triste come la morte dell’attrice Karina Huff. Anche in quell’occasione non perse occasione di criticare la medicina ufficiale, a suo dire la vera responsabile della prematura dipartita dell’attrice britannica.

Tutt’oggi la Brigliadori non solo mette in dubbio gli effetti delle cure tradizionali come chemioterapia e radioterapia, ma arriva a dire che più della malattia stessa sono le terapie ad essere mortali.

È il 2018, e non appena apprende dall’annuncio stampa che la top manager di Facebook, Nicola Mendelsohn, ha un tumore, non può che mobilitarsi. A tal proposito espresse la chiara volontà di aiutare la donna, grazie alle sue competenze mediche e alla sua disinteressata umanità.

Il “brutto male”

Secondo la Brigliadori non c’è male al mondo che non sia curabile. Purché ci sia un’opportuna elevazione spirituale antroposofica unita ad abbondante phytolacca in crema. Proprio quella che lei stessa assunse nel 1989, anno in cui sostiene aver contratto «un brutto male». L’ex attrice batte sempre sulla sua presunta passata malattia, ma ad oggi nessun giornalista che ne avesse fatto richiesta ha mai avuto accesso a documenti o cartelle cliniche che comprovino la verità di quanto la Brigliadori sostiene. Questione che lei stessa dovrebbe rendere pubblica per togliere ai dubbiosi la possibilità di essere contestata.

La morte di Eleonora Brigliadori e la nascita di Aaron Noel

In seguito alla sua esclusione dal palinsesto Rai e dopo i tanti attacchi sul suo profilo Fb — mezzo attraverso il quale ha inondato i social di disinformazione pericolosa invitando il suo pubblico a diffidare delle più attuali terapie oncologiche oltre che della prevenzione, offendendo anche i morti per la loro scelta scellerata di affidarsi alla medicina ufficiale —, la Brigliadori decide di “farla finita”. Per comunica ai suoi fan la sua “morte”, lo fa con un post sulla sua pagina Facebook. E così un giorno muore Eleonora Brigliadori per rinascere subito dopo come Aaron Noel, una rinascita metaforica come lei stessa spiega.

“Oggi Eleonora Brigliadori muore, uccisa dalle calunnie più mostruose che possano essere concepite contro un’individualità umana”

Da quel momento, precisamente dal 17 febbraio 2017, ogni post su Facebook termina con la firma del suo pseudonimo Aaron Noel. Di Eleonora Brigliadori se ne parla solo al passato, anche se va detto che ultimamente sempre più spesso si dimentica di farlo.

Santona fai da te

Ormai orfana di TV, teatro e ospitate televisive, è oggi proiettata nella sua nuova professione di esperta in medicine alternative. Si occupa anche di antroposofia euritmica e Nuova Medicina Germanica. Proprio per questo motivo che si divide tra convegni e conferenze, partecipando a numerosi eventi e corsi finalizzati a far conoscere al mondo la verità della sua saggezza di santona. Lo scopo è diffondere la sua esperienza di guarigione affinché possa essere messa a frutto e dare modo a tutti di sfruttare il potere curativo del proprio corpo.

Brigliareu: l’amicizia tra la Brigliadori e la Mereu

Questi eventi l’hanno vista brillare tra le stelle della medicina alternativa accanto a personaggi molto discussi, come l’ex medico Mereu. Questa è stata radiata dall’Ordine dei medici per l’aver scoperto e applicato ai suoi pazienti la Terapia Verbale: una pseudo cura che pratica con successo tra un insulto, un’offesa e un rito psicomagico. Ovviamente il tutto avviene con la prescrizione dei fiori di Bach, omeopatia, lavaggi epatici, bagni derivativi e consulti privati rigorosamente a pagamento.

La partnership dell’ex soubrette con personaggi discussi e pseudo guaritori come la Mereu è una ulteriore occasione per diffondere cattiva informazione e diffidenza, per la classe medica e per la scienza. Queste, secondo la Brigliadori e la Mereu, non avrebbero fatto altro che mentirci, illudendoci di poter curare malattie che il nostro corpo può riconoscere e debellare in autonomia. Basta solo prendere coscienza della verità con occhi puri e mente aperta.

Ed è così che dall’unione di due menti evolute come la Mereu e la Brigliadori nasce la geniale idea di creare l’Ordine Professionale dei Medici Radiati. Un’idea molto apprezzata dal pubblico delle due guru. Una soluzione per garantire ai detrattori della medicina ufficiale solo le peggiori cure alternative, le pratiche e le terapie più insulse e inutili. Questo a danno di tutto ciò che la scienza medica e il progresso hanno reso disponibile per il benessere dell’umanità.

Eleonora Brigliadori ai tempi del Coronavirus

Anche ai nostri giorni, in epoca di pandemia globale, le attività divulgative della Brigliadori non si arrestano. Anzi si impennano e si nutrono di nuova linfa, visto e considerato che per lei non c’è alcuna pandemia e alcun virus. C’è solo un sentimento di paura indotto dalle élite di potere, volto ad atterrire l’umanità. Lo scopo sarebbe quello di ridurre la popolazione mondiale in schiavitù, sotto l’egida della «dittatura sanitaria».

La nostra santona tuttavia non si è certo sottratta quando è arrivato il momento di manifestare. E allora eccola a Roma. Presente per partecipare a una delle tante manifestazioni organizzate dai negazionisti, per opporsi alla privazione della libertà che i complottisti ravvedono nelle semplici indicazioni dello Stato in accordo con la comunità scientifica.

Limitazioni queste — e imbarazzante doverlo spiegare — predisposte nel difficile tentativo di limitare i danni della pandemia. Limitazioni che purtroppo s’infrangono contro l’ignoranza e la diffidenza per la scienza e per le istituzioni, con folle che accalcandosi senza alcuna protezione sembrano aver a cuore più il destino trionfale del virus sull’uomo, che non il contrario.

Eleonora Brigliadori durante la manifestazione dei “negazionisti”, il 5 settembre a Roma

Concludiamo questo documento convinti che il tempo ci regalerà ancora tante perle sul suo conto e che sentiremo ancora parlare di lei. Non certo per recensioni teatrali o cinematografiche, ma per la sua ostinata e prolifica produzione e diffusione di bufale. Queste e tante altre azioni di disturbo, al buon senso e alla logica ineccepibile della scienza e della buona informazione.

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