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Pseudostoria, l’impero della Tartaria

Pseudostoria, l’impero della Tartaria
Pseudostoria tartaria

La bizzarra teoria nasce da un matematico russo. Sembra impossibile che i complottisti non credano nel Covid ma credano nella pseudostoria dell’impero della Tartaria

Da qualche tempo alcuni complottari, evidentemente stufi di scie chimiche, Piano Kalergi o microchip, hanno cominciato a interessarsi ad un nuovo strampalato argomento riguardo la pseudostoria, ovvero: la Tartaria.

Cos’era la Tartaria?

Se consultiamo Wikipedia scopriamo che:

Tartaria è un termine generico usato dagli europei per le aree dell’Asia centrale, dell’Asia settentrionale e dell’Asia orientale, sconosciute alla geografia europea”.

Nelle fantasie complottare invece, si tratta di un enorme impero unificato che attraversava l’Asia settentrionale, distrutto dai russi e dai francesi all’inizio del XIX secolo. A questo punto vi chiederete: Ma come? Io a scuola ho studiato tutt’altro. Gli inizi dell’800 non sono poi così remoti da non lasciare tracce. Inoltre i francesi, con Napoleone, non erano così amici della Russia da allearsi per accoppare tutti i malcapitati Tartari.

Provate a porre queste domande in uno dei tanti gruppi Facebook dedicato alla bizzarra teoria. Vi sarà risposto che: «la Storia è scritta dai vincitori». In oltre vi diranno che l’esistenza stessa della Tartaria è stata nascosta (infatti si trova su Wikipedia n.d.r) e ci sono infinità di fonti che dimostrano come le cose siano andate realmente. Naturalmente queste fonti sono presenti solamente su siti e blog che contengono queste fantasie. Se insistete nel chiedere ulteriori prove, sarete naturalmente bannati con procedura d’urgenza.

Secondo queste fonti di pseudostoria, la Tartaria era un impero iper-avanzato che abbracciava praticamente l’intero globo. Ha creato praticamente ogni progetto di ingegneria in tutta la storia. Le Guerre mondiali sono servite soltanto a cancellarne il ricordo.

Anatolij Fomenko, ideatore della pseudoscienza

Gran parte di questa strampalata teoria si rifà alla cosiddetta Nuova Cronologia, elaborata dal matematico russo Anatolij Timofeevič Fomenko. Sempre secondo Wikipedia, la Nuova Cronologia è:

“Radicalmente più breve della cronologia convenzionale, perché tutta la storia dell’Antico Egitto, quella della Grecia antica e la storia romana vengono comprese nel Medioevo, e l’Alto medioevo viene eliminato. Secondo Fomenko, la storia dell’umanità risale solo fino all’anno 800 d.C.: a suo dire, non avremmo quasi informazioni sugli eventi fra l’800 ed il 1000, e la maggior parte degli eventi storici che conosciamo sarebbero avvenuti tra il 1000 ed il 1500. Questa teoria è rifiutata dal mondo accademico ed è ritenuta in contrasto con tutte le tecniche di datazione assoluta e relativa”.

Pseudostoria tartaria
Anatolij Fomenko

La teoria di Fomenko può avere un fondo di verità quando si parla di epoche remote. Differenti versioni degli stessi eventi sono state spesso riferite dagli storici, come avvenute in date e luoghi diversi. Lo studioso però va a finire nella stratosfera, quando afferma che la cronologia “corretta” è stata inventata nel XVI e XVII secolo. Sostiene anche che le datazioni archeologiche, dendrocronologiche, e quella al Carbonio 14 siano inesatte. Arriva a supporre che l’antica Roma, l’antica Grecia e l’antico Egitto siano stati creati durante il Rinascimento dagli umanisti e dal clero.

Un, due, tre Roma!

Secondo Fomenko l’Antico Testamento narra fatti del Medioevo, mentre il Nuovo Testamento è in realtà più vecchio. Infine, cosa che eccita particolarmente la fantasia dei complottari, sono le antiche statue greche e quelle romane. Quelle dall’anatomia rappresentata così perfettamente le quali, per loro, sarebbero in realtà dei falsi rinascimentali. Vi risparmiamo altre assurdità, tuttavia basti soltanto pensare che secondo Fomenko la parola «Roma» può significare differenti città e regni.

La prima Roma sarebbe un antico regno Egiziano con capitale Alessandria. La seconda e più famosa Nuova Roma sarebbe Costantinopoli. La Roma italiana invece sarebbe la terza nella lista delle città conosciute come «Roma», fondata attorno al 1380 a.C. da Enea. Inoltre, sempre secondo Fomenko, Platone e Plotino sarebbero un’unica persona poiché hanno i nomi quasi uguali. Quindi stando a questa teoria, se per caso due dei nostri lettori si chiamassero l’uno Gian Carlo e l’altro Giancarlo sarebbero la stessa persona anche se non si conoscono.

Prove schiaccianti: i colori della mappa!

È ovvio che se uno crede a queste cose può anche pensare che esistesse un immenso impero esteso per mezzo mondo, come si vede chiaramente in questa mappa antica.

Pseudostoria tartaria

Secondo i seguaci della teoria è evidente come l’impero di Tartaria si estendesse anche oltreoceano, per la semplice ragione che Tartaria e Nord America sono bordati con lo stesso colore giallo.

Le incisioni rivelatrici della teoria di Tartaria

Per dirvi a che punto possano arrivare questi personaggi, vi presentiamo l’esegesi trovata in un blog di una incisione di Giovanni Battista Piranes: artista la cui specialità era rappresentare le rovine che a quei tempi costellavano Roma e i suoi dintorni.

“What do we see in those paintings and engravings? We see semi destroyed buildings, mud and dirt filling in spaces between those buildings. We do not see pavement or some sort of hard surface between the structures. I would imagine that people capable of building such structures were capable of quality work all the way around. (***) Was it the Great Flood of the 17-18th century? Could it be the result of the war of Gods? Could it be the consequences of the Global War of the previous spin of the human civilization?”

Pseudostoria tartaria
Un’incisione di Piranesi

Cosa vediamo in questi dipinti e in queste incisioni? Vediamo edifici semidistrutti, fango e terra a riempire gli spazi tra un palazzo e l’altro. Non vediamo pavimenti né superfici battute tra le strutture. Io penso che un popolo capace di costruire simili strutture dovrebbe essere in grado di fare un lavoro di qualità completo. È colpa della Grande Alluvione del 17-18esimo secolo? Potrebbe essere il risultato della Guerra degli Dei? Potrebbero essere le conseguenze della Guerra Globale nella precedente fase della civiltà umana?

Ovviamente in queste fantasie da pseudostoria, l’impero della Tartaria sarebbe stato tecnologicamente avanzatissimo. Una specie di Wakanda dotato di energia libera, infinita e gratuita. Non si sa quindi perché i nemici — che avrebbero scatenato la famosa alluvione che ha sepolto tutto sotto strati di fango oppure, a seconda dei casi, sterminato tutta la popolazione — non ne abbiano approfittato.

Palazzi semisepolti

Il blogger di cui sopra, dotato evidentemente di tanto tempo da perdere (unica ragione per cui lo invidiamo n.d.r) espone due fotografie del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Secondo lui dimostrerebbero come il maestoso edificio fosse in passato molto più alto di oggi e il pianoterra sia stato quindi sepolto sotto tonnellate di fango.

Il Palazzo d’Inverno

Peccato che la stampa a cui si riferisce non rappresenti affatto il Palazzo d’Inverno, bensì la Reggia di Peterhof: tutt’altro edificio ovviamente.

A questo punto la maggior parte dei lettori avrà un forte mal di testa e non vogliamo infierire.

Concludiamo con una “chicca”

La Reggia di Peterhof

I seguaci di queste teorie di pseudostoria riguardo Tartaria seguono il loro idolo Fomenko, anche nella convinzione che le statue antiche siano state prodotte in tempi moderni, con tecnologie all’avanguardia. La più quotata è la “stampante 3D caricata a marmo”. Alcuni eretici propendono per trattarsi di persone pietrificate, ma sono considerati un po’ troppo fantasiosi anche nei gruppi Facebook dedicati all’argomento.

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